Di seguito riportiamo l’intervista sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte a Roberto Scudeletti, trader indipendente e titolare del sito www.prtrading.it.

Il Ftse Mib si lascia alle spalle una settimana con un bilancio positivo:si aspetta nuovi rialzi nel breve?

La tenuta della media mobile a 24 periodi giornaliera, ha favorito il rimbalzo del Ftse Mib nella scorsa ottava con un massimo venerdì decrescente, almeno per il momento, che decreta una incertezza di breve, seppure in un quadro chiaramente ancora positivo.

Nel breve,sopra tale massimo a 24.767 punti, assisteremo ad un ritorno del Ftse Mib sul top di periodo a 24.939 punti.

La rottura di questo livello favorirà una nuova gamba rialzista verso quota 25mila e il record relativo di febbraio 2020 a 25.483 punti, con obiettivi ambiziosi sul grafico mensile tra 25.963 e 26.387-26.464 punti.

Viceversa, attenzione alla perdita dei 24.520 punti e soprattutto dei 24.480-24.340 punti, con spazio immediato per zona 24.265 e la media mobile a 50 periodi daily a 23.895 punti.

Da non escludere per il Ftse Mib un'eventuale estensione ribassista verso il doppio supporto settimanale a 23.660-23.630 punti circa, la cui tenuta dovrebbe favorire una pronta ripresa dei corsi.

Come valuta l'attuale impostazione di Unicredit e Intesa Sanpaolo e quali strategie ci può suggerire per questi due titoli?

Unicredit, dopo il crollo verticale tipico del settore bancario per le note vicende sanitarie oramai globali, ha effettuato un recente buon rimbalzo, caratterizzato da ben quattro massimi relativi e dalla presente correzione, con tenuta di un importante supporto giornaliero.

Infatti, dopo la valanga da poco sopra i 14 euro verso area 9,60-9,95 euro prima, proseguito senza paracadute sino sotto i 7 euro, con ennesima discesa poco sopra quota 6 euro, abbiamo assistito per Unicredit a diverse reazioni positive e altrettante discese, con quadruplo tentativo sopra i 9 euro, con attuale discesa sulla media a 100 periodi giornaliera a 8,40 euro verso 8,51-8,56 euro circa.

Solo sopra 8,80 euro si può pensare per Unicredit ad un ritorno rialzista, con supporti a 8,36 e 8,15 euro e resistenze a 9,37 e 9,80 euro.

Intesa Sanpaolo anch’essa si è esibita in un imponente crollo per le vicende sanitarie globali, con un recente doppio minimo crescente che ha dato il via alla presente rivincita rialzista, con una accelerazione sopra una resistenza di prezzo intero e presente modesta fase correttiva, in attesa di nuova direzionalità.

Dopo la profonda discesa di circa metà del prezzo dello scorso anno poco sopra 1,30 euro, Intesa Sanpaolo ha registrato una prima ripresa poco sotto la media mobile a 200 periodi giornaliera, per poi ridiscendere su un minimo ascendente poco sopra 1,37 euro, dal quale è partito l’attuale slancio che è riuscito a scavalcare l’ostacolo anche psicologico a quota 2 euro, con doppio massimo decrescente intorno a 2,35-2,34 euro e attuale piccola discesa in zona 2,24-2,295 euro circa.

Un nuovo scenario rialzista per Intesa Snapaolo sarà confermato sopra 2,295 euro, con supporti a 2,205-2,155 euro e prossime resistenze a 2,435 e 2,535 euro.

Saipem ed ENI sono scesi in controtendenza rispetto al mercato venerdì scorso. Cosa può dirci di questi due titoli?

Saipem già reduce da un forte trend ribassista, ha ricevuto il colpo di grazia dal contesto Covid, approfondendo la discesa a livelli mai prima immaginabili, sino ad una classica candela di finta rottura che ha dato il via ad una faticosa ripresa, alle prese con un doppio massimo relativo e all’attuale fase correttiva.

Nel concreto, dopo un crollo dai 30 euro sino alla tenuta dei 3 euro, Saipem aveva intrapreso un lungo andamento laterale tra 3.20 e 5.70 circa, ma con la pandemia è capitato un ulteriore crollo delle quotazioni, con doppio minimo e falsa rottura di 1.35 e doppio massimo in corso in area 2.716-2.69 circa, con attuale discesa tra 2.24 e 2.37 circa.

Un nuovo rialzo verrà espresso al superamento di 2.390 euro, con supporti a 2.25 e 2.18 euro e resistenze a 2.51 e 2.64 euro.

ENI dopo la falsa rottura ribassista di una quota di prezzo intero lo scorso ottobre 2020 ha incominciato la recente fase di inversione rialzista, caratterizzata correttamente da minimi e massimi crescenti, sino al top sopra un altro prezzo intero e all’attuale fase laterale.

Infatti, dopo la discesa sotto i 6 euro subito recuperata a novembre 2020, abbiamo assistito ad un percentualmente interessante e profittevole rialzo, con recente rottura rialzista di 10 euro verso 10,60 euro circa e presente lateralità intorno a 10,20-10,50 euro.

Sopra 10,45 euro è possibile per ENI una prosecuzione dello scenario rialzista, con supporti a 10,08-9,90 euro e resistenze a 11,06-11,53 euro.

Azimut e FinecoBank hanno le carte in regola per salire dai livelli attuali? Valuterebbe un acquisto di questi due titoli?

Azimut a fine ottobre 2020 aveva finto la rottura ribassista di un livello di prezzo intero, dal quale ha intrapreso la recente inversione positiva caratterizzata, secondo il manuale della perfetta analisi tecnica, da minimi e massimi crescenti.

Il titolo si è spinto sino alla rottura rialzista di un importante quota psicologica, non confermata dalla leggera presente fase correttiva dopo un triplo massimo.

Infatti,lo scorso autunno dopo la falsa discesa sotto i 14 euro, Azimut è esploso al rialzo, con superamento recente dei 20 euro e, su un triplice massimo intorno a 20,40 euro, sta correggendo in area 19,96-20,20 euro in attesa di una nuova direzionalità.

Un nuovo impulso rialzista si avrà per Azimut sopra i 20,50 euro, con supporti 19,52 e 19,05 euro e resistenze a 21,92-23,02 euro.

FinecoBank dopo la discesa pandemica ha reagito alla grande, raddoppiando il suo valore e andando a toccare nuovi massimi storici, seppure recentemente non confermati sopra un livello di prezzo intero, con correzione sul precedente massimo e la presente piccola ripresa.

In concreto sulla falsa rottura ribassista dei 7 euro di marzo 2020, Finecobank ha costruito una base per una immediata inversione che col tempo si è trasformata in un balzo di oltre il 100% sopra 15 euro, con uno storico top a 15,245 euro e l’attuale leggero rimbalzo intorno a 14,50-14,35 euro circa, sulla tenuta della media a 100 periodi daily a 13,80 euro circa.

Oltre 14,54 euro potremo avere un rinnovato rialzo per FinecoBank, con supporti a 13,96 e 13,44 euro e resistenze a 15,44-16 euro.

Quali sono i titoli che sta seguendo più da vicino in questa fase di mercato' A quali consiglia di guardare ora?

Monitoriamo con attenzione: MONCLER, PRYSMIAN al rialzo, BANCO BPM, ITALGAS, MEDIOBANCA, POSTE ITALIANE e SNAM al ribasso.