Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

Il Ftse Mib continua a gravitare intorno all'area dei 23.000: quali le possibili evoluzioni nel breve?

Non accennano a diminuire il nervosismo e la volatilità sui principali mercati azionari internazionali che continuano a pagare pegno a vari timori.

Il riferimento è alla paura per una risalita dell'inflazione, in particolar modo oltreoceano, che di conseguenza spinge i rendimenti delle obbligazioni vicini ai massimi degli ultimi 12 mesi.

In questo contesto, e con il focus che rimane sempre rivolto sia alla diffusione del Covid19 che alla velocità dei vari piani vaccinali, a riportare le vendite nella giornata di ieri sono stati anche i deludenti dati provenienti sia dall'occupazione statunitense che dall'indice ISM, scesi sotto le attese degli analisti.

Sul mercato delle valute l'Euro rimbalza da area 1,20 nei confronti del Dollaro, anche se sarà solo con il break degli 1,217 che la moneta unica europea invierà un segnale di forza.

Per quanto riguarda il Ftse Mib, la giornata di ieri ha riportato i prezzi a contatto con la soglia dei 23mila punti.

Nel breve importante sarà la tenuta di questi livelli per evitare un peggioramento del quadro grafico del FTSE Mib che scenderebbe in direzione dei minimi della scorsa ottava posti nei pressi dei 22.650 punti.

Al rialzo, solo con conferme oltre i 23.250-23.300 punti, il Ftse Mib aprirebbe le porte ad un ritorno sui massimi di febbraio in area 23.650.

Unicredit e Intesa Sanpaolo ieri sono stati i migliori tra i bancari: quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Il settore bancario continua ad inviare buoni segnali di forza con l'indice di riferimento che si porta sui top degli ultimi mesi.

Nello specifico prosegue il recupero di UNICREDIT che con il break degli 8,70-8,75 euro sembra oramai indirizzato verso i massimi di novembre in area 9,40 euro.

Situazione più interessante per INTESA SANPAOLO che dopo aver superato i 2,15 euro è oramai lanciato al test dei 2,25 euro.
Al ribasso segnali di debolezza arriverebbero solo con discese sotto i 2,05 euro.

ENI ha continuato a guadagnare terreno anche ieri, mentre ha perso ancora Saipem: cosa può dirci di questi due titoli?

Il prezzo del petrolio continua a sostenere il titolo ENI che oltre i 9,70 euro avrebbe un nuovo target rialzista sui 10 euro.
Al ribasso da monitorare i 9,35 euro, sotto cui si potrebbe aprire una fase correttiva di breve in direzione dei 9 euro.

Al contrario i deludenti dati trimestrali continuano ad impattare negativamente su SAIPEM, i cui prezzi sono oramai indirizzati verso i 2,15 euro, rotti i quali avremmo gli importanti supporti dei 2 euro.

Stellantis è stato debole dopo i conti 2020, mentre è salito CNH Industrial. Qual è la sua view su entrambi?

Nonostante le prese di beneficio arrivate nella seconda parte della giornata di ieri, il titolo STELLANTIS conferma il suo trend rialzista.

Nelle prossime sedute il titolo potrebbe spingersi a chiudere il gap down lasciato aperto il 14 gennaio in area 14,40 euro.

Trend rialzista per CNH INDUSTRIAL che in caso di superamento dei 12,5 euro si aprirebbe le porte per allunghi fin verso la soglia dei 13 euro.

Quali sono i titoli che sta seguendo in questa fase di mercato e a quali consiglia di guardare ora?

Tra i titoli interessanti segnalo PRYSMIAN che oltre i 27,55 euro avrebbe un primo target sui 28,65 euro.

Da seguire MAIRE TECNIMONT che con la tenuta dei 2,10 euro manterrebbe inalterato il suo trend rialzista con target sui 2,33 euro.

Infine, uno sguardo a BANCO BPM che oltre i 2.22 euro invierebbe un nuovo segnale di forza.

Buon trading

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