Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

Il Ftse Mib sta faticando ad allungare il passo oltre quota 26.000: quali i possibili scenari?

Crescono le attese per il simposio di Jackson Hole, quest'anno via web per i timori della Variante Delta, ma potrebbe essere un "non evento", perchè Jerome Powell potrebbe anche non parlare di Tapering.

Intanto, sui principali mercati azionari prosegue il trend rialzista, in particolar modo oltreoceano, con l'S&P500 che supera i 4.500 punti e segna il 51° record del 2021, mentre il Nasdaq varca la soglia dei 15mila punti.

In questo contesto sul mercato non mancano gli elementi negativi che vanno appunto dalla variante Delta, alle possibili restrizioni del Governo cinese verso alcuni settori.

Sul mercato delle valute prosegue il recupero della moneta unica europea che nei confronti del "biglietto verde" si porta oltre gli 1,175, aprendo le porte per allunghi in direzione delle prime importanti resistenze posizionate sulla soglia degli 1,18.

Nonostante gli acquisti che si sono registrati sul settore finanziario, quella di ieri è stata una giornata all'insegna del nulla di fatto per il Ftse Mib, complici le vendite abbattutesi sulle utility.

Nel breve non cambia la view sull'indice, per il quale rimane fondamentale la tenuta dei 25.900 punti, affinchè prosegua il trend rialzista di fondo in direzione dei massimi di qualche settimana fa situati nei pressi dei 26.500-26.600 punti

Come valuta l'attuale impostazione di Unicredit e Intesa Sanpaolo e quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Il recupero partito dai 10 euro sta spingendo il titolo UNICREDIT verso le prime resistenze poste in area 10.75 euro.
Oltre questo livello aumentano le chance di rivedere le quotazioni sui massimi annuali posti sulla soglia degli 11 euro.

Situazione leggermente diversa per INTESA SANPAOLO che oltre i 2,40 euro avrebbe un primo target sui 2,45 euro e a seguire verso la soglia dei 2,50 euro.
Al contrario, discese sotto i 2,32 euro indebolirebbero il quadro grafico di breve del titolo.

Cosa può dirci in merito al recente andamento di Stellantis e Ferrari? Quali indicazioni ci può fornire per entrambi?

Credo che la correzione di STELLANTIS partita dai massimi di periodo in area 18,60 euro abbia trovato sulla soglia dei 17 euro un'ottima base da dove ripartire in direzione dei 17,6 e a seguire dei 18 euro.

Al ribasso, discese sotto i 17 euro aprirebbero la strada per la chiusura del gap up lasciato aperto il 2 agosto nei pressi dei 16,55 euro.

Anche la correzione che abbiamo visto su FERRARI nel mese di agosto ha rappresentato una buy opportunity, grazie alla tenuta dei 180 euro, con primi target i massimi oltre la soglia dei 190 euro.

Quali sono i titoli che sta seguendo più da vicino in questa fase? A quali consiglia di guardare ora?

Tra i titoli interessanti segnalo AZIMUT con superamento dei 23,5 euro e target i massimi del 2020 situati nei pressi dei 24,70 euro.

Da seguire GABETTI col break degli 1,75 euro e target sugli 1,85 euro e a seguire i 2,05 euro.
Infine TOD'S, che sembrerebbe aver finito la correzione partita dai top di periodo con la tenuta dei 48,5-49 euro.

Buon trading

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