Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari. Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all'indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.

I mercati azionari hanno visto un ritorno di volatilità nelle ultime sedute. Cosa aspettarsi oggi?

Ulteriore allungo corale degli indici USA, con l'S&P500 giunto ad una cinquantina di punti dai massimi assoluti di area 4.240.

Poco sotto i massimi il Dow Jones ed il Russell 2000, mentre ancora lontano dai record di sempre il più incostante, volatile ed iper-speculativo NASDAQ.

I mercati europei ed asiatici rimangono sempre a traino degli USA, con il Dax ed il Cac 40 praticamente sui massimi ed ancora distanti un buon 10% dagli oltre 30.700 punti il Nikkei, top di breve e medio lungo termine.

Siamo sempre più favorevoli fra i tre continenti a quello giapponese, con il Nikkei che potrebbe anche superare i massimi appena citati.

In secondo posizione metteremo il Vecchio Continente, con assestamenti che potrebbero lasciare anche un 10% fra la fine della primavera e l'inizio dell'estate.

Per gli USA siamo leggermente più pessimisti, in considerazione anche di imposte su transazioni e soprattutto plusvalenze su titoli per patrimoni superiori al milione di dollari.

A ciò si aggiungano l'inflazione presente e prevista, e il conseguente aumento dei tassi di interesse.

A Piazza Affari il Free MIB ha reagito con forza dai minimi delle ultime sedute. Vede nuovi rialzi?

A Piazza Affari, oltre alla volatilità notiamo soprattutto un'esplosione dei volumi fra giovedì e venerdì della scorsa settimana, dovuti ad improvvide operazioni ribassiste, tentate con più insistenza e convinzione da fondi ed istituzionali, dalle mani forti insomma.

Questa ennesima volta, siamo andati addirittura oltre i supporti che sostenevano da settimane il range 23.800/23.900-24.800/24.900 del future sul Ftse Mib con scadenza settembre, quello depurato da tutte le cedole.

Il future è andato a lambire giovedì intraday anche i 23.500/23.600 punti, subito aggrediti dagli scalper e trader di brevissimo e breve termine, che hanno contribuito così, ricoprendosi, a riportarlo in area 24.000 prima e in seguito verso i 24.200/24.300.

Qui si sono accodati, per paura di perdere il treno rialzista, anche

i soliti "tonnetti" dell'ultima ora, entrati come al solito in ritardo, insieme questa volta alle mani forti, contribuendo nell'ultima seduta della settimana a ritornare quasi sui massimi assoluti degli ultimi 12 mesi, ossi sui 24.700 punti, area di forte resistenza del future posta a 24.500/24.600 punti.

Abbiamo quindi notato che i volumi scambiati giovedì e venerdì sono stati 4 volte superiori alla media degli ultimi tre mesi ed uguali nei 2 giorni!

Evidentemente gli stessi venditori dalle forti mani ribassiste hanno avuto forse  paura di scottarsi e tutto quello che hanno shortato il giovedì, lo hanno ricomprato il venerdì, "aiutati" o no, dai piccoli "tonnetti".

Il giocattolo si potrebbe comunque rompere fra la fine della primavera e l'inizio dell'estate, per il connubio inflazione & tassi e non solo.

Che sia l'anno del "sell in May and go away"?
Ricordiamo sempre che la statistica non è una scienza esatta...ma può aiutare!

Come valuta l'attuale impostazione di Unicredit e Intesa Sanpaolo e cosa puo' suggerirci per entrambi?

Con Unicredit sopra i 10 euro e con lo spettro del boccone indigesto di Banca  MPS, imposto dal nostro Governo, disposto a concedere anche dei vantaggi" economici", consigliamo sicuramente di alleggerire almeno la metà del posseduto, e proteggere il resto con vendita di opzioni call, area 10/10,50 scadenza settembre.
Il consiglio è decisamente non entrare a questi prezzi su Unicredit.

Per Intesa Sanpaolo sicuramente mantenere solo una piccola parte senza coprire con vendita di opzioni call e rientrare, solo arrotondando la posizione, il giorno stesso di stacco dividendo.

Titolo che ormai ha superato, se mai li avesse avuti, i problemi di integrazione con Ubi Banca, e che ha degli elevati dividendi ripetitivi, una forte liquidità, anche opzionaria, e volatilità inferiore del suo maggiore competitor.

Come valuta l'attuale impostazione di STM e Telecom Italia e quali strategie consiglia per entrambi?

Come sempre riteniamo sia di gran lunga meglio puntare su Telecom Italia nella versione risparmio che garantisce per statuto un elevato dividendo di 0,037 euro, relativamente vicino ai minimi assoluti di 0,29 euro, ma lontanissimo dai massimi degli ultimi 5 anni posti a 0,79 euro, depurato però dai 5 anni di cedola stabile e ripetitiva.

STM è arrivata sì fino a 36 euro, per poi ripiegare fino agli attuali 29 euro, per la pesantezza degli ultimi mesi dei suoi maggiori competitors soprattutto sui mercati USA, come Intel ed AMD.

Ma temiamo che il NASDAQ ed i titoli Tech, in particolare queste due società, possano ulteriormente stornare e trascinare anche STM, peraltro molto volatile rispetto a Telecom Italia, e con un contenuto dividendo, rispetto a quest'ultima.

Mantenere in piccola quantità solo Telecom Italia nella versione risparmio, senza coprire con opzioni, con target di breve a 0,48/0,485 euro, medio a 0,5/0,5050 euro e lungo termine a 0,52/0,525 euro.

L'euro-dollaro ha ancora spazio di manovra al rialzo o c'è il rischio di nuovi cali?

La tendenza di fondo dell'euro-dollaro rimane impostato al continuo indebolimento, con possibili estensioni fino ad area 1,25 nel medio termine.

Ciò è dovuto principalmente all'enorme debito pubblico USA, parzialmente compensato in futuro dalle nuove imposte, ma anche inflazione e tassi che avranno sicuramente effetto sul Forex.

Prima fase a breve-medio termine di dollaro in indebolimento e seconda fase a medio-lungo con al contrario, non tanto in rafforzamento, ma di sicuro in riposizionamento del cross verso area 1,10 circa.