Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Laura Sovardi, trader indipendente e corresponsabile del sito www.pietro-pitt-origlia.it, alla quale abbiamo rivolto alcune domande sui mercati finanziari.

Il Ftse Mib non è riuscito a riportarsi sopra i 26.000 punti ed è tornato a perdere terreno. Vede nuove vendite nel breve?

Settembre si è confermato come da statistica un mese difficile per l’azionario, con Wall Street che dopo 7 mesi va a chiudere in terreno negativo.

Molti sono gli elementi che si sono palesati in queste settimane; si parte dai timori sempre più forti di un’inflazione che, in scia al rally a cui stiamo assistendo sulle Materie Prime, potrebbe rimanere alta anche nei prossimi mesi.

Questo spingerebbe la Fed, come testimoniato ieri sera da J.Powell, a porre rimedio per evitare di surriscaldare l’economia che deve anche fare i conti con i “colli di bottiglia” nelle catene di approvigionamento.

Si passa poi ad alcune criticità presenti in Cina, che deve fronteggiare non solo il caso del colosso immobiliare Evergrande, sempre più vicino ad un default, ma anche la crisi energetica, evento questo che ha spinto alcune banche d’affari a tagliare le stime della crescita economia per l’anno in corso.

Infine,troviamo il sell-off sul mercato obbligazionario, i cui rendimenti sono tornati a salire in particolare oltreoceano, con il T-Bond oltre l’1,5%, livelli che non si vedevano da alcuni mesi.

In questo contesto non sorprende vedere una fase di debolezza sui principali mercati azionari, con il nostro Ftse Mib che nella giornata di ieri ha chiuso nei pressi dei 25.750 punti.

Graficamente la perdita dei 25.900-26.000 punti ha indebolito il quadro di breve termine del Ftse Mib che, in caso di mancato recupero di questi livelli, potrebbe proseguire la sua fase correttiva in direzione dei 25.500 punti e a seguire sui minimi della scorsa settimana situati sulla soglia dei 25mila punti.

Al rialzo solo con il recupero dei 26 mila punti si avrebbe un segnale di ritrovata positività per il Ftse Mib.

Ci sono dei titoli che vuole consigliarci in questa fase a Piazza Affari? A quali guardare in particolare ora?

Tra i titoli interessanti sul nostro mercato troviamo Unicredit che in caso di superamento degli 11,50 euro dovrebbe proseguire il suo trend rialzista in direzione dei 12 euro.

Da seguire Saipem che col break dei 2,07-2,08 euro ha inviato un segnale di forza, con primi target posti nei pressi dei 2,25 euro.

Segnalo Unipol che in caso di superamento dei 5,10 euro potrebbe spingersi verso i 5,40 euro ed infine CNH Industrial in caso di break delle forti resistenze poste sulla soglia dei 15 euro.

L'euro-dollaro continua a scendere senza sosta sotto quota 1,16. Quali i possibili scenari nel breve?

La fase di risk-off presente sui mercati sta premiando il “biglietto verde” che sfrutta una Fed leggermente più aggressiva in tema di politica monetaria.

Dal punto di vista grafico, nelle ultime ore abbiamo assistito alla rottura degli 1.16, livello che in caso di mancato recupero potrebbe spingere il cambio Eur-Usd in direzione dei prossimi sostegni che troviamo sulla soglia degli 1,15.
Al contrario per avere segnali di forza i prezzi dovrebbero tornare oltre gli 1,1750.

Il petrolio si mantiene ad un soffio dai massimi dell'anno. La corsa al rialzo è destinata a proseguire?

La corsa delle Materie Prime, che sta avendo effetti sull’inflazione, sembrerebbe non mostrare al momento segnali di cedimento.

Nello specifico il Wti si sta portando sui massimi degli ultimi anni posti nei pressi dei 76.5 dollari, oltre cui si potrebbero aprire spazi ambiziosi al rialzo in direzione dei 90 dollari al barile.
Per avere segnali di debolezza i prezzi dovrebbero scendere sotto i 70 dollari.

Per rimanere tra le Materie Prime non possiamo non parlare del Natural Gas, per il quale, al momento, ogni fase correttiva rimane un'importante occasione di acquisto con primi target sui 6,50 dollari.

Al ribasso solo con discese sotto i 4,75 dollari si avrebbe un primo e vero segnale di debolezza.

Al contrario rimane sempre debole il Gold: ogni rimbalzo è un’occasione per aprire posizione ribassiste, con primi target i minimi del 2021 situati in area 1.670-1.675 dollari l’oncia.
Al rialzo segnali di forza arriverebbero solo oltre i 1.775-1.780 dollari l’oncia.