Di seguito riportiamo l'intervista a realizzata ad Eugenio Sartorelli, trader e socio ordinario Siat, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

Eugenio Sartorelli terrà un webinar "Analisi e Proiezioni sui principali Mercati mediante Cicli e Frattali", domani 12 maggio, alle ore 18.15. Per info clicca qui.

I mercati azionari da inizio settimana stanno facendo i conti con un brusco intervento dei ribassisti: cosa aspettarsi ora?

Dal punto di vista ciclico siamo in tempi idonei per una fase correttiva, anche se per i miei modelli sarebbe più idoneo come tempistica dopo i dividendi e quindi dopo lo stacco del 24 maggio.

Un livello chiave per tutti gli indici è il minimo del 20-21 aprile, mentre per il Dax quello del 4 maggio, che se superato, con la conferma della chiusura di giornata, sancirebbe una possibile fase correttiva che può proseguire oltre.

A Piazza Affari il Ftse Mib ha interrotto per ora il rimbalzo partito da quota 24.000: c'è il rischio di nuovi cali nel breve?

Tutto dipende da cosa farà il mercato statunitense. C'è da dire per il Ftse Mib che sotto il minimo del 21 aprile, area 23.900, si potrebbe arrivare sino a 23.500 punti prima e poi a 23.200.

Per ora il mercato delle Opzioni ci dice che non si attendono discese sotto tale livello.

Va detto che attualmente il Ftse Mib sta scendendo meno dei principali indici europei, poiché è sostenuto dai titoli bancari.

Cosa può dirci in merito al recente andamento di Unicredit e Intesa Sanpaolo e quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Come detto poc'anzi, i titoli bancari e soprattutto Unicredit, stanno sostenendo il Ftse Mib.
Probabilmente Unicredit potrebbe andare sopra 10 euro, ma se ci sarà debolezza generale ritengo per ora sarà difficile arrivare oltre gli 11 euro.

Intesa Sanpaolo può puntare a 2,42 euro, dove c’è un gap ribassista aperto durante il calo di febbraio 2020.
Tuttavia anche per Intesa Sanpaolo vedo meno probabile una forza rialzista sostenuta se i principali indici correggeranno.

ENI e Saipem hanno sofferto dopo i conti: i recenti cali sono un'occasione per nuovi long?

ENI è in una fase di congestione da metà marzo. C'è da dire però che sia la buona forza del prezzo del petrolio, sia la ripresa economica mondiale, e aggiungo la nuova strategia green dell’azienda, suggeriscono di mantenere in portafoglio questo titolo o comunque di averlo come investimento.

Come detto, tecnicamente ENI sarebbe da acquistare solo sopra l’area di congestione, ovvero sopra 10,7 euro.

Saipem è un titolo in sofferenza e fa fatica ad avere un trend ben strutturato. A mio avviso rimane un titolo poco interessante per ora.

Come valuta l'attuale impostazione di STM e Telecom Italia e quali indicazioni ci può fornire per entrambi?

STM sente la difficoltà del settore dei semiconduttori per problemi di approvvigionamento.
Il titolo sta disegnando una configurazione che sembra un testa e spalla ribassista e per ora non fornisce spunti tecnici interessanti.

Telecom Italia ha avuto una battuta d’arresto, ma per ora quota 0,4 euro ha tenuto.

Se si ritiene assai probabile che arrivi denaro dai Recovery Fund su questo titolo per la posa e gestione della fibra ottica in tutto il Paese, allora ogni discesa verso 0,4 euro può essere un’occasione di accumulo.

Solo sotto 0,35 euro vedo rischi reali al ribasso per Telecom Italia.

Che cosa ci dice l’analisi di Sentiment legata alla Volatilità Implicita?

L'indice di volatilità implicita (Vix) riferito all’Indice S&P500 è in salita da 3 giorni ed è ben sopra la soglia psicologica importante di 20. Questo indica timori di possibili ulteriori correzioni.

L’analogo indicatore per l’Indice Nasdaq (il Vxn) è oltre 28 e, pur essendo normalmente più alto del Vix, segnala tensioni ben più elevate che per l’S&P500.

L’analogo indicatore di Volatilità riferito all’Indice EuroStoxx (Vstoxx) è anch‘esso in salita e con una intensità leggermente maggiore del Vix.

Pertanto questo indicatore ci dice di tensioni generali crescenti anche in Europa.