Di seguito riportiamo l'intervista a Pietro Paciello, CEO e Chief Analyst della Pro Markets Sagl, Asset Management Company, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulla situazione di Piazza Affari e sulle strategie da seguire per diversi titoli.
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Il Ftse Mib non è riuscito ad andare oltre area 24.500 ed è tornato indietro: questo è il preludio di nuovi ribassi o vede ancora recuperi?

Come già detto nell'ultima intervista, il mercato ha un'impostazione graficamente ribassista a Piazza Affari.
Sappiamo che recentemente le trimestrali hanno fatto rimbalzare gli indici americani e questo se vogliamo ha rimandato a Piazza Affari la dinamica short.

Quest'ultima però riprenderà piede allorquando il Ftse Mib romperà i minimi toccati di recente in area 23.900.
Sotto questa soglia quindi richiamo prepotentemente lo short, ma fino a quando non sarà violata questa zona di minimi relativi saremo in trading range.

Continuo a pensare che il mercato correggerà, ma subordino questa chiave di lettura ad una violazione di area 23.900 di Ftse Mib.

Con una chiusura giornaliera sotto questa soglia bisognerà prepararsi ad uno short anche molto violento, d'altra parte mi sembra che Piazza Affari ieri abbia sottoperformato insieme al Dax e questo la dice lunga probabilmente.

Per me è assolutamente assurdo comprare in questo momento, non solo a Piazza Affari ma anche in Europa, visto che non c'è spazio per guadagnare con un buon rapporto rischio-rendimento.

Questo non vuol dire posizionarsi al ribasso, ma comprare ora mi sembra una mossa sbagliata.

Unicredit e Intesa Sanpaolo ieri sono saliti in controtendenza: cosa può dirci di questi due titoli?

Unicredit ha perso brillantezza ormai da diverso tempo, anche se negli ultimi giorni sta rimbalzando in maniera decisa e forse è proprio il settore bancario che sta consentendo a Piazza Affari di evitare un pesante scivolamento verso il basso.  

Su Unicredit mi aspetto un ritorno delle vendite allorquando dovesse toccare area 8,76 euro, dove a mio avviso si realizzerebbe un pull-back ribassista e quindi un ritorno della pressione short.

Il titolo ha un grafico con un'impostazione e una chiave di lettura ribassista, quindi aspetto che realizzi un test molto importante per poi provare a venderlo al ribasso.

Situazione molto differente per Intesa Sanpaolo, d'altra parte i due big del settore bancario viaggiano su parametri di redditività aziendale e quindi di qualità grafica del tutto diversa.

Intesa Sanpaolo è molto bello e tonico, lo segnalo sempre long come titolo visto che non c'è chiave di lettura alternativa.

Sarà solo la rottura al ribasso di area 2,21/2,2 euro a farmi cambiare idea, ma fino ad allora Unicredit per me rimane la banca da shortare e Intesa Sanpaolo quella che teoricamente si può ancora tenere long in portafoglio.

C'è da dire che anche Intesa Sanpaolo si trova sui massimi di periodo, quindi delle prese di beneficio ora non sarebbero uno scandalo.

Tenaris e Saipem sono crollati dopo i conti trimestrali: questo affondo crea occasioni d'acquisto o è meglio stare alla larga dai due titoli?

Saipem era già compromesso al ribasso da tempo e i dati trimestrali sono stati semplicemente la consacrazione di una perfetta struttura ribassista.

Quest'ultima si era configurata quando ha toccato area 2,45 euro in una fase di rimbalzo e lì è partito lo short.

Quello cui stiamo assistendo in questi giorni è solo un'accelerazione e una conferma di questa dinamica già espressa da Saipem.

Su Tenaris il ragionamento è un po' differente, nel senso che a livello di grafico e di struttura non era così compromesso come Saipem.

Ieri il titolo è crollato dopo i conti e bisogna prestare molta attenzione visto che è stato testato ieri un supporto di medio-lungo termine.

Sotto area 8,51/8,5 euro Tenaris diventerà short ed è giusto ricordare che l'impostazione del titolo era debole ma ancora rialzista, anche se ora entra nell'ottica più short che long.

Stellantis ieri è stato tra i peggiori del Ftse Mib, scivolando sotto quota 14 euro. Quali indicazioni ci può fornire per questo titolo?

Stellantis è su un supporto dinamico di lungo termine, in essere da marzo dello scorso anno e si approda a questa dinamica giungendo da un perfetto doppio massimo, quindi un'altra figura di inversione.

Con una chiusura sotto area 13,7 euro Stellantis diventerà molto negativo e mi sembra che il mercato ieri abbia palesato la percezione dell'appesantimento di certe blue chips.

Ci sono dei titoli in forte decelerazione e se è vero che Stellantis no è messo così male come Tenaris, è altrettanto vero che ci manca poco.