Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Alessandro Cocco, CEO di Unicron Associates, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su diverse blue chips.

Il Ftse Mib sembra dirigersi nuovamente verso i minimi della scorsa settimana: quali le attese ora?

Il Ftse Mib sta facendo parecchia fatica a tirarsi su e il canale negativo continua a persistere.

Solo con il superamento al rialzo dei 25.325 punti prima e dei 25.590 punti in seguito si potrà pensare ad un ritorno sui massimi dell'anno, il raggiungimento dei quali però appare prematuro al momento.

Una view positiva più concreta si avrà con la rottura di area 26.000, con proiezioni a 26.400 punti prima e a 26.600 punti dopo.

Per il momento però, come dicevo prima, il Ftse Mib è in un canale ribassista, con una volatilità piuttosto bassa, e sembra stia puntando nuovamente verso i supporti.

Il primo livello da tenere d'occhio è quello dei 24.490 punti e poi l'area di 23.300, rotto la quale l'indice scenderà a testare la soglia psicologica dei 24.000 punti, la cui violazione aprirà le porte ad un ribasso più profondo.

Il Ftse Mib è in una situazione un po' critica e l'auspicio è che non vada a rompere supporti importanti, perchè in tal caso potrebbe prendere il via uno scenario ribassista con ritracciamenti importanti.

Cosa può dirci dei due big del settore bancario, Unicredit e Intesa Sanpaolo?

Unicredit lo scorso 9 luglio ha tentato di rialzare la testa, ma ha fallito nel suo intento e ora si sta riportando sui minimi dell'8 luglio in area 9,35 euro.

In caso di rottura degli stessi, il titolo andrà a chiudere il gap del 6 maggio verso quota 8,84 euro.

Se Unicredit dovesse trovare la forza per rimbalzare, troverà un primo ostacolo in area 9,8 euro, la cui rottura darà una conferma importante per uno scenario rialzista.

Un po' meglio Intesa Sanpaolo che è sceso, ma a livello grafico non è impostato così negativamente come Unicredit.

Per il titolo segnalo un primo supporto a 2,19 euro, minimi del 21 aprile, la cui tenuta è cruciale per evitare discese fino a quota 2,05 euro.

Per Intesa Sanpaolo lo scenario attuale appare un po' più affidabile di quello di Unicredit ed è possibile che dai livelli attuali il titolo possa dare vita ad un rimbalzo.

L'auspicio è che Intesa Sanpaolo rompa al rialzo i 2,31 euro, confermando così una view rialzista con primo obiettivo a 2,4 euro prima e a 2,48 euro in seguito.

Enel oscilla intorno agli 8 euro: quali strategie ci può suggerire per questo titolo?

Enel è in una congestione tendenzialmente ribassista e come resistenza segnaliamo l'area tra 8,14 e 8,23 euro e come supporto i 7,86 euro, sotto cui si guarderà ai minimi dell'1 luglio a 7,76/7,75 euro.

E' vero che la congestione in atto ha una tendenza ribassista, ma guardo ad Enel con un po' più di fiducia al rialzo.

Se Enel dovesse superare al rialzo gli 8,22 euro, previa violazione degli 8,06/8,07 euro, potrà puntare ad area 8,7 euro.

Telecom Italia si mantiene per ora sotto quota 0,4 euro: meglio stare alla larga?

Telecom Italia ha trovato supporto in area 0,38 euro e ora è abbastanza in ipervenduto.

Sarà importante non violare quota 0,38 euro, per evitar discese fino a 0,36/0,35 euro.   

Da segnalare che è abbastanza interessante il massimo segnato da Telecom Italia il 13 luglio a 0,3976 euro.

Con la violazione di questo livello il titolo potrà salire verso 0,41/0,415 euro, ma almeno nell'immediato è difficile ipotizzare rialzo decisi oltre questa soglia.