Secondo appuntamento con le trimestrali dei colossi del credito Usa, dopo quello di settimana scorsa che aveva visto protagoniste Jp Morgan Chase & Co, Citigroup e Wells Fargo & Co. A questo giro tocca a due pezzi da novanta come Goldman Sachs Group e Bank of America (BofA). E i conti di Goldman ricalcano quelli della rivale Jp Morgan, che hanno tratto beneficio soprattutto dalle attività di trading e investment banking. In particolare Goldman, va considerato, è delle sei maggiori banche a stelle e strisce quella che genera la maggior parte delle sue entrate proprio da trading e investment e questo è ovviamente un vantaggio, in una congiuntura caratterizzata da performance non certo esaltanti per il retail bancario.

Per Goldman rimbalzo del 29% annuo per i ricavi dall'investment

E per Goldman il risultato nel quarto trimestre sono stati profitti quasi triplicati da 4,69 a 12,08 dollari per azione, contro gli appena 7,45 dollari del consensus di FactSet. I ricavi sono invece cresciuti da 9,96 a 11,74 miliardi, contro la lettura sostanzialmente invariata del consensus di Refinitiv. Nelle sole attività d'investment banking Goldman ha generato ricavi per 2,61 miliardi di dollari, pari a un rimbalzo del 29% annuo e del 33% rispetto al trimestre precedente, contro i 2,15 miliardi del consensus di FactSet.

BofA come Citigroup sconta l'esposizione al settore retail

La trimestrale di BofA, invece, ricalca quella di Citigroup, visto che il gigante della North Carolina è maggiormente esposto al retail. I profitti netti sono calati nei tre mesi da 7,0 miliardi, pari a 74 centesimi per azione, a 5,5 miliardi, e 59 centesimi, contro i 55 centesimi del consensus di FactSet. I ricavi complessivi sono scesi del 10,1% annuo a 20,10 miliardi di dollari, poco sotto ai 20,58 miliardi attesi dal mercato. Quelli della divisione Consumer Banking, sono invece peggiorati del 13,4% annuo a 10,25 miliardi, contro i 10,24 miliardi stimati dagli analisti. Rimbalzo del 30% per il business nell'azionario, mentre fixed income, valute e materie prime hanno registrato una contrazione del 5% annuo. Performance disomogenee che a Wall Street si sono concretizzate in un guadagno di quasi il 3% in premarket per Goldman Sachs, contro una flessione superiore all'1% per BofA.

(Raffaele Rovati)