Come nota MarketWatch, Goldman Sachs si faceva quasi un vanto della sua posizione bullish sull'economia globale, del suo outlook superiore al consensus di Wall Street che puntava a dimostrare quanto resilienti siano stati consumatori e aziende. Il colosso newyorkese, però, è oggi un po' meno ottimista sulla ripresa dalla crisi del Covid-19 e non solo per i mercati dell'Asia, di cui aveva già peggiorato le stime di crescita un paio di settimane fa, ma anche per gli Usa, che giovedì hanno comunicato un dato preliminare sul Pil del secondo trimestre in miglioramento ma ampiamente sotto alle aspettative.

Goldman è meno ottimista sulla ripresa anche quella degli Usa

Secondo quanto riportato dallo U.S. Bureau of Economic Analysis (Bea), infatti, l'espansione dell'economia Usa è stata del 6,5% sequenziale nei tre mesi allo scorso 30 giugno, in lieve miglioramento rispetto al 6,3% del primo trimestre ma contro l'8,4% del consensus di Dow Jones Newswires. A inizio settimana Goldman Sachs aveva peggiorato l'outlook sugli Usa per i prossimi due trimestri, sottolineando come un certo numero di categorie nel settore dei servizi, tra cui l'intrattenimento dal vivo, rimangano ancora piuttosto depresse e il ritorno in ufficio dei lavoratori non sarà lineare come anticipato. Per Goldman, quindi, quest'anno la ripresa dell'economia Usa non sarà solida come ci si aspettava. Per il terzo trimestre la previsione di espansione dell'economia è stata abbassata dal 9,5% all'8,5% (dal 6,0% al 5,0% quella per l'ultimo periodo dell'anno). Rivisto al ribasso dal 7,0% al 6,6% invece l'outlook relativo al progresso del Pil nell'intero 2021.

Goldman Sachs meno ottimista a causa della variante Delta

Dietro a tale revisione, alla fine, c'è sempre quella stessa variante Delta che aveva spinto Goldman Sachs a peggiorare le stime di espansione economica di Paesi del Sud-Est asiatico come Indonesia, Malaysia e Filippine (oltre 100 punti la revisione), come pure di Singapore e Thailandia. E in Asia sono state tagliate le previsioni di crescita del Pil anche dell'India, da cui di fatto la Delta è partita, ma anche dell'Australia, dodicesima maggiore economia del mondo e uno dei Paesi che complessivamente è riuscito a gestire meglio la pandemia. In controtendenza soltanto due colossi latinamericani come Messico e Brasile, che hanno invece incassato un miglioramento dell'outlook da parte di Goldman Sachs.

Goldman taglia outlook su restrizioni ma anche su scelte individui

Il ceppo più trasmissibile del coronavirus implica un recupero più lento a causa di nuovi focolai, però, come spiegano Daan Struyven e Sid Bhushan di Goldman, il problema non sono solo le restrizioni imposte dai governi ma anche le scelte degli individui, ancora assai timorosi di tornare alla normalità. "La quota di americani che riferiscono di evitare sempre attività a elevato contatto è diminuita ma rimane significativa intorno al 50% per i trasporti pubblici e i grandi eventi e al 30% per i viaggi", spiegano gli economisti di Goldman, citando dati di YouGov. "Un ulteriore recupero richiederà non solo l'aumento delle vaccinazioni e i relativi miglioramenti medici ma anche tempo affinché le persone si sentano più a loro agio", è la conclusione di Goldman, che alla fine continua a essere più ottimista della media. La sua previsione di crescita del Pil globale nel 2021 al 6,4% è però solo dello 0,3% migliore del consensus di Wall Street.

(Raffaele Rovati)