In una chiusura d'ottava in negativo per Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq, deprezzatosi dello 0,51% venerdì) protagonista in positivo è stato invece il settore dell'autonoleggio, ormai diventato uno dei comparti più caldi sulle piazze americane. E a testimoniarlo sono le performance dei due colossi Avis Budget Group e Hertz Global Holdings che, come nota Barron's, sono tradizionalmente definiti un “oligopolio disfunzionale”. Avis ha chiuso con un rally del 9,29% venerdì a Wall Street. Da inizio 2021 il titolo si è apprezzato di circa il 290% al Nasdaq. Decisamente più moderato il guadagno di Hertz, limitatosi allo 0,93% a fronte però di un rimbalzo del 35% nell'intera ottava.

Hertz e Avis corrono a Wall Street grazie a ripresa viaggi business

A sostenere il settore dell'autonoleggio, per ovvii motivi uno dei più colpiti dalla crisi del Covid-19, sono stati i dati sull'occupazione Usa pubblicati venerdì. Dati complessivamente deludenti che però hanno evidenziato, si legge nel rapporto dello U.S. Bureau of Labor Statistics, un "significativo guadagno di posti di lavoro" nei settori del tempo libero, dell'ospitalità e dei trasporti. Secondo Michael Linenberg, analista di Deutsche Bank citato da MarketWatch, dopo la recente contrazione, le prenotazioni dei viaggi aerei business sono "di nuovo in ripresa" e si stanno avvicinando ai livelli visti l'ultima volta a luglio prima dell'impennata di contagi causata in Usa dalla variante Delta del coronavirus. La crescita del turismo ricreativo e ancora di più dei viaggi d'affari non può che essere un buon segnale per le società di autonoleggio.

Autoloneggio in ripresa a Wall Street. Beneficia di crisi chip

La crisi dei chip, che sta mettendo in seria difficoltà l'automotive, può invece aiutare non poco gruppi come Hertz e Avis, storicamente afflitti dalla mancanza di potere sui prezzi, visto l'affollamento del mercato. Oggi, invece, con meno vetture che escono dagli impianti produttivi il costo anche di quelle usate è in aumento e, giocoforza, anche le tariffe per noleggiarne una lievitano. La prospettiva del proseguire della tendenza fino al 2022 potrebbe significare che la stretta sul settore continuerà, consentendo il mantenimento di un'elevata redditività. "Quello che era un oligopolio disfunzionale senza potere di determinazione dei prezzi ora è invece un oligopolio funzionante con capacità di influire sui prezzi", nota Hamzah Mazari, analista di Jefferies che ha un raccomandazione buy sul titolo Avis.

Hertz pronta al ritorno in grande stile a Wall Street. Avis in rally

Hertz di buy, invece, non ne ha neppure uno ma semplicemente per il fatto non è più quotata al Nyse dall'ottobre 2020. Il titolo scambia ancora sul mercato over-the-counter e questo spiega anche l'andamento un po' volubile. A differenza della rivale Avis, il gruppo della Florida è passato attraverso una bancarotta (era entrato in Chapter 11 il 22 maggio 2020 e ne è uscito poco meno di un anno dopo). Tuttavia i recenti ottimi risultati mostrano come la ristrutturazione sia stata condotta con successo e a consolidare la fiducia per Hertz settimana scorsa è arrivata la nomina con effetto immediato di Mark Fields, ex numero uno di Ford Motor, a chief executive, per quanto solo ad interim. Fields in giugno era già entrato nel board del maggiore gruppo Usa di noleggio auto (in termini di vendite). E con lui il gruppo punta ad accelerare i piani per un ritorno in grande stile a Wall Street, che invece che sul Nyse potrebbe essere al Nasdaq. (Raffaele Rovati)