Hp Inc ha chiuso un crollo dell'8,94% venerdì a Wall Street (in quella che è stata ampiamente la peggiore performance dell'S&P 500). Il colosso dell'It di Palo Alto è davvero sell? Hp è andata a fondo al Nyse dopo avere presentato una trimestrale migliore rispetto alle attese del mercato e ancora in significativa crescita. A più di un anno dallo scoppio della pandemia il boom dei pc, che ha sostenuto i risultati di Hp ma anche quelli della rivali Dell Technologies e Lenovo, non accenna a fermarsi. Continua però anche la crisi dei chip e i principali produttori di computer devono confrontarsi con costi più alti per la componentistica a fronte del possibile repentino crollo della domanda.

Hp sell al Nyse. Continua boom pc ma anche crisi chip

Hp chiuso il secondo trimestre del suo esercizio con profitti netti in crescita da 800 milioni di dollari, pari a 51 centesimi per azione, a 1,2 miliardi, e 93 centesimi, contro gli 89 centesimi del consensus di FactSet. I ricavi sono rimbalzati di oltre il 27% annuo a 15,9 miliardi contro i 14,9 miliardi stimati dagli analisti. Da parte sua Dell ha messo a segno una crescita del 42% annuo nei pc consumer e del 14% per il business enterprise. Lenovo ha registrato nel suo quarto trimestre un rimbalzo dei ricavi del 48% annuo e del 46% annuo per la sola divisione Pc and Smart Devices (157% l'incremento delle consegne di tablet), per sfondare per la prima volta nella storia quota 60 miliardi di dollari in un esercizio.

Boom domanda di pc prosegue per Hp, Dell e Lenovo

Il gruppo cinese, oggi leader globale nelle vendite di pc (leadership costruita a partire dall'eredità del business di Ibm nell'ormai lontano 2005), esprime ottimismo, citando dati delle società di ricerca che confermano che il boom per i pc è destinato a proseguire ancora per diversi trimestri. "Penso che la differenza principale sia che oggi la gente inizia a rendersi conto di avere bisogno di un pc per ogni persona e non di un pc per ogni casa", ha sottolineato Gianfranco Lanci, l'ingegnere italiano che in Lenovo ricopre le cariche di president e chief operating officer (dopo una lunga carriera in Acer e prima ancora in Texas Instruments). (Raffaele Rovati)

Per Intel la crisi dei chip durerà ancora diversi anni

Resta però il problema della carenza di semiconduttori. La crisi dei chip, effetto collaterale del boom per la domanda di prodotti di elettronica spinto da lockdown e telelavoro, ha colpito gran parte dei settori industriali, a partire soprattutto da quello dell'automotive. E la soluzione non potrà arrivare in tempi brevissimi. Pat Gelsinger, chief executive di Intel, parlando alla fiera Computex di Taipei ha confermato come i trend innescati dalla pandemia di Covid-19 abbiano portato a un "ciclo di crescita esplosiva nei semiconduttori" che ha messo a dura prova le supply chain globali. "Anche se l'industria ha adottato misure per reagire nel breve termine, potrebbero volerci ancora un paio di anni prima che l'ecosistema riesca a gestire la carenza di capacità di produttiva", ha aggiunto Gelsinger.

(Raffaele Rovati)