Vertex Pharmaceuticals è una casa farmaceutica americana specializzata nella produzione di farmaci a bersaglio molecolare per il trattamento di malattie gravi. I suoi prodotti nel ramo della fibrosi cistica rappresentano lo standard di cura a livello globale, ma la sua pipeline include anche terapie per il cancro e altre malattie rare.

Il Moat di Vertex è un'assicurazione sul futuro

Gli analisti di Morningstar riconoscono a Vertex un Economic moat nella misura di Medio per via dei diritti di brevetto che permettono di mantenere alla larga la concorrenza e di applicare mark-up elevati ai prezzi di vendita. “La posizione dominante nel segmento della fibrosi cistica garantirà all’azienda la liquidità necessaria per finanziare lo sviluppo nei prossimi anni dei nuovi farmaci in pipeline. Inoltre, ci aspettiamo che l’adozione dei prodotti che attualmente sono utilizzati per la sola cura della fibrosi cistica anche per il trattamento di altre patologie spingerà la crescita del fatturato del gruppo nel breve termine”, dice Karen Andersen analista azionaria di Morningstar. “L’azienda ha chiuso il terzo trimestre con ricavi in crescita del 62% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno per effetto del lancio di un nuovo prodotto per la cura della fibrosi cistica in Europa. Nonostante i risultati oltre le previsioni, il titolo ha terminato il 2020 in lieve ribasso, sottoperformando largamente i competitor, e ora è scontato del 20% rispetto al fair value di 259 dollari” (report aggiornato al 30 ottobre 2020).

Biogen, titolo scontato del 23% rispetto al fair value 

Biogen è riuscita a costruirsi una forte posizione di vantaggio all’interno del settore grazie al successo dei suoi prodotti biologici nel campo dell’oncologia, della neuroimmunologia e della sclerosi multipla. Oltre alla leadership nel trattamento della sclerosi multipla, un mercato che ha un valore stimato di circa 20 miliardi di dollari, la sua offerta nella cura di malattie neurologiche come Parkinson e Alzheimer le permette di aumentare il grado di diversificazione del portafoglio. “Diversamente dai farmaci comuni quelli biologici hanno dei costi di produzione molto più elevati e devono superare test medici più complessi. Questo scoraggia molte aziende a entrare in questo segmento e garantisce alle aziende leader come Biogen di realizzare rendimenti del capitale superiori alla media”, dice Karen Andersen.

Biogen ha perso oltre il 20% (in euro) nel 2020 anche a causa dello stop da parte della Food and Drug Administration americana alla fase tre del suo farmaco per la cura dell’Alzheimer, ma gli analisti sono fiduciosi sul futuro del gruppo: “Ci aspettiamo che il parere negativo della FDA comporti solo un rallentamento nell’approvazione del prodotto. Recentemente abbiamo abbassato il fair value del titolo a 346 dollari per tenere conto di alcuni fattori di debolezza di breve periodo, ma il titolo continua a essere scambiato a un tasso di sconto del 23%” (report aggiornato al 9 novembre 2020).

Francesco Lavecchia