Viviamo un momento di grande trasformazione economica: le imprese ne sono consapevoli e, ora che sta per iniziare il nuovo decennio, si apprestano a mettere in atto una forte trasformazione nel modo in cui fanno business tanto che alcune aziende addirittura smetteranno di offrire i prodotti o servizi che le hanno rese celebri scegliendo dunque di produrne e distribuirne di nuovi.

Le imprese italiane che hanno guidato l’ultimo decennio (2010 – 2019) hanno dovuto attraversare una forte crisi finanziaria, tuttavia quelle che hanno saputo resistere e anche eccellere sono le aziende che hanno internazionalizzato i prodotti rivolgendosi dunque non solo al mercato interno.

In una fase in cui la domanda interna stentava, una delle prese di coscienza del tessuto produttivo italiano è stato proprio questa: comprendere che bisognava vendere i prodotti e servizi all’estero.

Una strategia risultata vincente anche in questo 2020, con i dati di settembre che hanno mostrato un export del Made in Italy in ottimo stato e una performance migliorata rispetto allo stesso mese del 2019 (fonte: Istat).

I segnali sono già tutti presenti e l’indagine “Leader della crescita” che Il Sole 24 Ore e Statista conducono da due anni mostra che l'imprenditoria italiana si è mossa per tempo nella giusta direzione e che da anni ne trae tutti i benefici.

Alcune di tali imprese oggi sono quotate a Piazza Affari e consentono quindi anche all’investitore di trarre profitto dalla loro crescita, mentre altre invece potrebbero essere quotate in futuro.

Per capire, però, dove indirizzare lo sguardo, presentiamo prima i settori che condurranno la crescita nel prossimo decennio, quindi individuiamo alcune delle imprese che dopo aver registrato delle prestazioni positive nel decennio precedente, saranno presenti anche nel prossimo.

Quali settori e tecnologie guideranno la crescita del prossimo decennio

Come cappello alla crescita del prossimo decennio mettiamo l’Industria 4.0, che condurrà il settore industriale verso un nuovo livello di efficienza nel processo produttivo e farà nascere tutta una serie di prodotti in parte standardizzati e in parte creati a seconda delle esigenze del cliente finale come mai prima d’ora.

Segue la digitalizzazione dei servizi e dei processi industriali, che guiderà prepotentemente il cambiamento, tanto che anche quelle imprese italiane fino a oggi erano rimaste a guardare si sono dovute ricredere.

A guidare la digitalizzazione troviamo le società delle telecomunicazioni, le quali fisicamente creano la rete di collegamento e la gestiscono (Internet), a cui si aggiungono le imprese dei servizi digitali rivolti alle aziende: data mining e analisi dei dati, cloud computing, sviluppo di software e piattaforme digitali evolute.

Nel solco della digitalizzazione si inserisce la tecnofinanza (fintech), una evoluzione della finanza resa possibile dall’informatizzazione dei mercati finanziari che da tempo consente a un numero crescente di risparmiatori di diventare investitori di Borsa da qualsiasi luogo essi frequentano durante la giornata.

La digitalizzazione dei luoghi di scambio delle classi di attività economiche, infatti, ha permesso la nascita di applicazioni web di facile approccio, tra cui la piattaforma digitale dei mercati finanziari di eToro, attraverso le quali gli investitori si trovano direttamente a cospetto delle 40 grandi imprese italiane quotate alla Borsa di Milano e dei principali indici azionari tra cui il più noto è il FTSE MIB.

Le piattaforme di strumenti finanziari come eToro, infatti, forniscono servizi all'investitore innovativi che consentono di accedere alle strategie di trading degli esperti del settore finanziario e di trarre indicazioni preziose da questi ultimi per la personale attività di investimento.

Alcuni strumenti di nuova concezione forniti dai broker, ad esempio, permettono la socializzazione tra i trader e lo scambio di informazioni e di conoscenze che si traducono spesso in una acquisizione di nuove competenze che ben aiuteranno l’investitore a capire dove dirigersi in questo mondo in così forte mutamento.

L’altra grande trasformazione che impegnerà l’industria italiana, forse ben oltre il 2030, è il passaggio ad un modello produttivo a impronta ambientale zero. Nei prossimi anni l’Unione Europea erogherà fondi sostanziosi per la transizione ad una industria a zero emissioni e lo farà attraverso il piano “Next Generation EU”, il quale comprende tra i vari punti il cosiddetto “Green New Deal” europeo.

Le imprese che guideranno la trasformazione

Nelle retrovie si fanno inoltre notare nuove imprese che hanno dimostrato di poter in breve tempo competere al fianco di società di dimensioni maggiori: questo è il caso di KOLINPHARMA S.p.A. (KIP) che nel settore della nutraceutica si è imposta giungendo in breve alla Borsa di Milano.

Le grandi imprese italiane che da decenni sostengono la crescita del Paese hanno inoltre dimostrato di essere pronte ad affrontare il prossimo decennio e tra queste spiccano:

Enel S.p.A. nel settore energetico con un fatturato da 77,3 miliardi di euro nel 2019 e in aumento rispetto all’anno precedente;

Eni S.p.A (settore petrolifero) con 69,8 miliardi;

Telecom Italia (telecomunicazioni) con 17,9 miliardi di fatturato annuo;

Prysmian Group (prodotti e servizi industriali) con 11,5 miliardi di euro e specializzata nella produzione di cavi per le telecomunicazioni e fibra ottica.

Le società appena citate, con i rispettivi ricavi annui tratti da “Le principali società italiane” dell'Ufficio Studi Mediobanca, non a caso sono le prime aziende italiane per fatturato. I rispettivi settori d’impiego sono quelli che guideranno la trasformazione del prossimo decennio.

Eni, per fare un esempio, presentando il suo piano industriale a inizio 2020 ha reso noto che entro le prossime decadi passerà dal petrolio al gas naturale; mentre Enel nel piano industriale 2021-2023 punta ad aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili e a chiudere le centrali a carbone.

Le grandi aziende italiane che hanno fatto la storia del Paese si trasformano, quindi, per guidare i cambiamenti in corso, offrendo ai risparmiatori rinnovate opportunità di ricavi attraverso gli investimenti nei rispettivi titoli azionari.

Per investire nelle società del mercato italiano è e avere a portata di mano anche i mercati internazionali è dunque possibile accedere a piattaforme di trading digitali, le quali forniscono un supporto all’investitore che si accosta ai mercati finanziari mondiali fornendo dati finanziari e grafici sempre aggiornati, oltre a strumenti che consentono di operare su molteplici settori economici.

Mediante l’uso di queste applicazioni, il risparmiatore potrà quindi investire nelle imprese del prossimo decennio ubicate in Italia, come in ogni parte del mondo, traendo beneficio da un solo punto di accesso dei ricavi di ciascuna di tali società quotate.

Si apre, in definitiva, un decennio di opportunità interessanti in comparti dell’economia nuovi e rinnovati, che saranno guidati da aziende consolidate e da imprese nate di recente. L’obiettivo dell’investitore dovrà essere quello di ampliare l'orizzonte delle conoscenze andando oltre le aziende più promettenti dell’Industria 4.0, della transizione energetica e della digitalizzazione, dovrà spingersi verso ricerche che lo aiutino a trovare i migliori strumenti per gli investimenti.

Il risparmiatore dovrà quindi affidarsi ad un servizio che sia davvero in grado di funzionare da un punto di accesso unico all’intero panorama finanziario globale, per cogliere gli utili delle società top performer di qualsiasi dimensione tra quelle che un giorno costruiranno i prodotti e i servizi che renderanno il nostro quotidiano molto più semplice rispetto a come lo viviamo oggi.