India, è il momento di investire?

La crisi della borsa cinese suggerisce di guardarsi intorno in cerca di alternative. Secondo Goldman Sachs l’India è il candidato ideale.

Evergrande piega le gambe alla borsa cinese

La crisi del mercato cinese, sotto pressione negli ultimi giorni per via del caso Evergrande, suggerisce di temporeggiare prima di tornare a considerare quella zona come una opportunità di investimento: sicuramente un rimbalzo degli indici cinesi è possibile, ma un eventuale fallimento del gigante immobiliare potrebbe richiedere del tempo per essere metabolizzato, meglio quindi mantenere un atteggiamento prudente. 

L’India come alternativa di investimento

Una alternativa di investimento interessante potrebbe essere legata alla borsa dell'India: secondo un recente report di Goldman Sachs l'economia indiana potrebbe stupire positivamente in futuro e altrettanto potrebbe fare la sua borsa.

Per GS l’India punta a diventare la 5° borsa mondiale

Secondo la banca americana, grazie all'arrivo di capitali esteri nel comparto dell'industria e in quello dell'high tech, la capitalizzazione del listino indiano è destinata a crescere dagli attuali 3500 miliardi di dollari fino a 5mila miliardi di dollari e a salire così al quinto posto tra le borse più grandi al mondo superando il Regno Unito. Il mercato delle Ipo è in fermento, nella prima parte del 2021 le quotande indiane hanno già raccolto 10 miliardi di dollari, superando la raccolta dei tre anni precedenti. Nei prossimi due o tre anni è in previsione che si quotino altre 150 aziende di settori innovativi, aggiungendo altri 400 miliardi di dollari al valore della borsa, il flusso di capitali dovrebbe quindi rimanere elevato. Tra le aziende che si dovrebbero quotare c'è il gigante dei pagamenti Paytm, l'azienda dei trasporti Ola e la società di e-commerce Flipkart.

Secondo Timothy Moe, analista di Goldman e uno degli autori del report che la banca ha reso noto nei giorni scorsi, l'India potrebbe avere lo stesso ruolo per gli investitori che la Cina ha avuto nell'ultimo decennio. In India attualmente ci sono 800 milioni di utilizzatori di internet e più di 500 milioni di utilizzatori di smartphone, si tratta quindi un un mercato enorme, secondo solo a quello cinese, con molte aziende, Goldam calcola quasi 70, che potrebbero superare una volta quotate la soglia del miliardo di dollari di valutazione.

In questo modo la capitalizzazione del mercato indiano potrebbe salire del 2,8% sul totale globale al 3,7% in soli cinque anni e la cosa interessante è che gli indici azionari avrebbero un contenuto di aziende della "new economy", quindi ad alto potenziale di crescita, sempre maggiore, con il loro peso in aumento dal 5% attuale fino al 12%.

Pil India atteso in crescita del 9,7%

Le stime dell'Ocse per la crescita del Pil indiano, dopo il crollo del 7,3% nel 2020, sono di un aumento del 9,7% nel 2021 e del 7,9% l'anno successivo, valori migliori di quelli della Cina, rispettivamente +8,5% nel 2021 e +5,8% nel 2022, degli Usa, +6% e +3,9% e dell'eurozona, +5,3% e +4,6%. Il Pil globale dovrebbe invece crescere del 5,7% nel 2021 e del 4,5% nel 2022. La banca centrale, la Reserve Bank of India, ipotizza invece una crescita del Pil nell'anno fiscale che terminerà a marzo del 2022 del 9,5%, lo stesso valore previsto da S&P Global Ratings e dal Fondo monetario internazionale, non distante da quello di Moody's del +9,3%. La Asian Development Bank pronostica un +10% di crescita nello stesso periodo, la World Bank dell'8,3%.

Le esportazioni indiane ad agosto sono state di 33 miliardi di dollari, per il sesto mese consecutivo al di sopra della soglia dei 30 miliardi ma al di sotto del record di 35 miliardi circa di luglio, un indizio evidente di come l'India riesca ad avvantaggiarsi della ripresa a livello globale. 

Bene gli indicatori prospettici

L'indice composito di IHS Markit calcolato per i direttori acquisti del settore servizi e di quello manifatturiero ad agosto è salito a 55,4 punti, superando la soglia dei 50 punti che discrimina tra espansione e contrazione (era 49,2 punti a luglio). L'indice Nomura India Business Resumption Index ha toccato nella settimana terminata il 12 settembre quota 101,9, in crescita dai 100,6 punti della settimana precedente e al di sopra del livello dei 100 punti che era quello precedente l'inizio della pandemia. 

Per quello che riguarda il Covid le vaccinazioni procedono a rilento, solo il 37% circa della popolazione ha ricevuto almeno una dose, ma la campagna procede spedita ed entro la fine dell'anno potrebbe considerarsi conclusa.

Borsa India in crescita del 22,5% nel 2021

Con queste premesse vediamo come si sta comportando la borsa indiana: lo S&P BSE Sensex è rimbalzato martedì dello 0,88% a 59005 punti. I prezzi hanno toccato un massimo storico venerdì a quota 59737 punti. La crescita nel 2021 è stata del 22,5% circa, più alta ad esempio di quella dello S&P500 americano, fermo al +16% circa. Fino a che i prezzi rimarranno al di sopra della media mobile esponenziale a 20 giorni, a 57600 circa, il target sarà posto in area 64200, una resistenza dalla quale potrebbero realizzarsi flessioni.

L’Etf Lyxor Msci India

In termini di Etf una scelta possibile è quella del Lyxor Msci India Ucits Etf - Acc (FR0010361683), denominato in euro e con benchmark l'indice MSCI INDIA TRN. In questo caso la media mobile esponenziale a 20 giorni, valore che deve essere rispettato perchè la tendenza di fondo rialzista resti intatta, è a 23 circa, il prossimo target per il rialzo si pone invece in area 26,50 euro.

(Alessandro Magagnoli)