Fallito il rimbalzo venerdì sera a Wall Street, con l'S&P 500 in calo dell'1.03%, con finanziari, energy e industriali a guidare il movimento. Meglio ha figurato il Nasdaq 100, che ha ceduto lo 0.39%. Ma sembra l'effetto di un maggiore ipervenduto, visto che sulla settimana l'indice tech perde il 3.25% vs il -1.94% dell'S&P 500.

Ma gli avvenimenti del week end fanno fare alla risk aversion un balzo in avanti.

Cosa è successo?

Intanto, sul fronte Covid, facciamo i conti con la paura dei Governi che Omicron faccia fare un balzo enorme ai casi, e riempia nuovamente gli ospedali. La reazione più brusca la abbiamo in Olanda, dove, nonostante casi in discesa (vedi grafico sotto), il governo ha optato per un lockdown stretto, con tutto chiuso tranne i supermarkets e i business essenziali, e limitazioni al numero di invitati. È evidente che si attendono una nuova ondata causata da Omicron, e stanno cercando di giocare d'anticipo e contenerla. In Irlanda hanno istituito coprifuoco. Negli USA Biden ha annunciato una conferenza stampa per domani sull'argomento. In Spagna è stato annunciato un meeting per mercoledì con i Governatori delle Regioni. In Italia la cabina di regia è prevista per giovedì. Questi appuntamenti differiti di qualche giorno lasciano intendere che le Autorità di questi paesi vogliono qualche giorno in più, nella speranza che la situazione diventi più chiara. Ma è evidente che temono l'impatto di Omicron. In UK il Segretario alla Salute Javid ha detto che è ormai tardi per contenere la nuova variante, e che nulla si può escludere in termini di misure.

Sul fronte contagi si nota qualche spiraglio. In Sud Africa, e nel Gauteng, in casi stanno calando. Può essere una dinamica connessa con il numero di focolai attivi, una pausa in attesa ne ripartano altri (vedi l'andamento erratico in UK con la Delta). Oppure effettivamente la Omicron è più rapida delle altre, ma mostra ondate di entità simile.

È possibile che l'aumento dei casi induca nella popolazione comportamenti più prudenti, che contribuiscono a far calare i casi/rallentare i contagi. Poi, sarà banale, ma bisogna ricordare che in Sud Africa si va verso l'estate.

Comunque si stanno notando dinamiche preoccupanti, ad esempio nello stato di NY, dove i casi giornalieri hanno fatto nuovi massimi e non sembra che siano sul punto di fare un picco a breve.

Anche qui per il momento ospedalizzazioni e morti sono molto inferiori alle precedenti ondate, ma il problema è il solito: i casi aumenteranno a sufficienza da riempire le terapie intensive anche con un ratio ridotto di ospedalizzazioni? E comunque vi sarà un impatto sull'economia dovuto al cambio di abitudini?

Fauci ha dichiarato che Omicron causerà "record di casi, ospedalizzazioni e morti" e in molte regioni vi sarà stress del sistema sanitario. Lui di solito è prudente, e ben poco sensazionalistico.

Il secondo catalyst negativo è stato l'intervista di Manchin in cui il senatore progressista ha annunciato il suo "no" al piano Build Back Better. La dichiarazione sembra aver colto di sorpresa la Casa bianca, visto che il portavoce Psaki ha dichiarato che le affermazioni di Manchin sono in contrasto con quanto emerso dai colloqui tra le parti. A questo punto le discussioni riprenderanno nel 2022 per una versione modificata. Goldman sulla base di questa news ha eliminato il piano dal suo scenario, e abbassato la previsione di crescita si un punto annualizzato nel primo trimestre 2022 (dal 3% al 2%), di mezzo (al 3%) nel secondo) e di 0.25% (a 3%) nel terzo. Io personalmente mi fido di meno di queste sceneggiare dei politici e penso che qualcosa possa passare a gennaio/febbraio, di non molto ridimensionato. Ma è vero che nelle brevi buone notizie non ce ne saranno.

Sta di fatto che la situazione che si è presentata stamattina all'apertura della seduta asiatica è stata di risk aversion significativa, con i Futures USA rapidi ad accumulare un ulteriore punto di ribasso, e le principali piazze asiatiche in negativo senza esclusioni, anche se in ordine sparso. A dare il peggio, Tokyo, le "H" shares cinesi, Hong Kong, Mumbai, e Seul, attorno al -2%. Un po' meno penalizzate le "A" shares cinesi, Taiwan e Jakarta. Perdite marginali per Sydney e la piazza vietnamita di Ho Chi Min, che mi appresto ad aggiungere alle borse asiatiche che seguo.

Sul fronte di politica monetaria, la Cina ha tagliato il lending rate della bellezza di 5 basis points per la prima volta in 2 anni. Il prime rate è stato portato al 3.8% da 3.85%. Più che l'importo, trascurabile, è il segnale a rilevare. Attendiamoci ulteriore esing nelle prossime settimane/ mesi. Comunque, il cambio di marcia delle autorità cinesi su fronte fiscale e monetario lascia intendere che l'economia sta sbragando alquanto. E poi c'è la minaccia del Covid.

La mattinata europea era priva di dati particolari. Il Newsflow però non era certo costruttivo, con tutto questo discutere di misure di contenimento e la  Bundesbank a dichiarare che l'economia tedesca potrebbe contrarsi nel trimestre in corso a causa del Covid (GERMAN ECONOMY MAY SHRINK THIS QUARTER ON COVID: BUNDESBANK).  Figuriamoci nel primo trimestre 2022, se l'ondata si fa massiccia.

Così  gli indici europei sono stati rapidi ad accumulare un ribasso considerevole, ben oltre i 2 punti percentuali. Bruschi cali anche dei rendimenti, e delle commodities, tra cui il petrolio molto pesante.  In indebolimento anche il Dollaro, eventualmente a causa delle news sul piano di Biden, che lasciano intendere un calo dell'impulso fiscale abbastanza pronunciato, oltre a un indebolimento dell'amministrazione e una spaccatura tra i Democratici che npromette nulla di buono, anche in vista delle midterm elections tra un anno.

La risk aversion ha però fatto un picco a metà mattinata, e poi, complice una headline costruttiva sull'efficacia del richiamo vaccino di Moderna (MODERNA BOOSTER INCREASES ANTIBODIES 37-FOLD AGAINST OMICRON, qui il Link allo studio) abbiamo assistito ad un rimbalzo che ha ottenuto di più che dimezzare le perdite.

Siamo approdati così al primo pomeriggio.  Nemmeno in US era previsto alcun dato. Wall Street ha aperto in calo e ha ulteriormente ceduto, accumulando un passivo che ha sfiorato il 2% per l'S&P 500 e lo ha bucato col Nasdaq 100. D'altronde il newsflow continua ad essere difficile. A Londra, dove la variante Omicron è ormai dominante, le ospedalizzazioni sono cresciute del 34% in una settimana.

  • LONDON HAS 1,819 CASES HOSPITALIZED W/COVID, UP 33.8% VS WK AGO

La speranza è che faccia come il Gauteng. Ma per il momento abbiamo solo un rallentamento del tasso di crescita, che è un po' fisiologico, visto che certi ritmi di raddoppio di Omicron in 3 giorni non possono essere mantenuti a lungo per motivi fisici, e di impatto sui comportamenti della popolazione, che iniziamo a vedere anche qui in Italia.

Gli indici europei hanno però ammortizzato bene il ritorno dell'azionario USA sui minimi della mattinata.  A fine seduta, cedono, sì ma il minimo della mattina resta distante più di un punto percentuale. Peggio, tra i principali indici, Piazza Affari e il  Dax, mentre Madrid, Parigi e Londra hanno fatto un po' meglio. D'altronde al momento il trend italiano nei casi è il peggiore, mentre in Germania iniziano le misure (GERMAN GOVT TO RESTRICT PRIVATE GATHERINGS OF VACCINATED AND RECOVERED TO 10 PEOPLE MAX FROM DEC. 28 - GOVT DRAFT).  Se il Dollaro ha continuato la sua discesa, insieme alle commodities, i rendimenti hanno attenuato i cali su entrambe le sponde dell'oceano. Veniamo comunque da una settimana di meeting di banche centrali tendenzialmente hawkish, che hanno minimizzato (almeno BOE e FED) l'impatto di Omicron, ed in alcuni casi sottolineato gli effetti inflattivi del covid. E questo nonostante il deterioramento a cui stanno reagendo i Governi fosse assolutamente preventivabile. Credo che per fargli cambiare idea serviranno scenari piuttosto deteriorati su casi e ospedalizzazioni, che nonostante le recenti correzioni non sono ancora prezzati dall'azionario.

Dopo la chiusura EU Wall Street è rimbalzata di qualcosa, ma resta pesante al momento. Il calo del 4% in 2 sedute e mezzo si fa forse sentire sull'ipercomprato di breve.  Il primo supporto per l'S&P 500 è a 4.500 che lo ha contenuto al ribasso a inizio dicembre. L'incapacità di aggiornare significativamente i massimi è un segnale moderatamente negativo.

C'è anche la circostanza del periodo dell'anno, nel quale la liquidità si fa più ridotta, e in generale gli operatori sono poco inclini a fare gli eroi e più predisposti a contenere i rischi per evitare di compromettere la performance in zona Cersarini.

L'Eurostoxx è appoggiato sulla media mobile a 200 giorni, che forse ne ha sostenuto l'azione oggi. Ma la price action è indubbiamente "toppish" al momento, con il massimo di dicembre fermatosi ben sotto quello di novembre, e il vuoto sotto.