Banche, arrivano i dividendi. Credit Agricole, Bnp Paribas e Intesa Sanpaolo potrebbero essere le più generose nell’area euro. Cosa dicono i grafici?

Le banche europee dovrebbero distribuire 80 miliardi di euro

Le banche europee dovrebbero distribuire 80 miliardi di euro di dividendi ai soci nei prossimi 12 mesi. La Bce nel corso del 2020 aveva imposte delle limitazioni alla distribuzione dei dividendi e ai buyback, limitazioni che hanno penalizzato l’andamento dei titoli delle banche ma che dovrebbero terminare dopo l’estate. 

Bank of America, è il momento di comprare banche

Gli esperti di Bank of America ritengono che proprio per questo sia arrivato il momento per acquistare azioni del comparto bancario. Nel 2021 gli istituti europei distribuiranno 21 miliardi di dividendi arretrati, altri 59 miliardi sono attesi nel 2022, 35 sotto forma di  35 dividendi e altri 24 con programmi di buyback. 

Credit Agricole, Bnp Paribas e Intesa Sanpaolo le più generose

Tre sono le banche che secondo Bank of America saranno le più' generose in rapporto alla capitalizzazione: Credit Agricole, Bnp Paribas e Intesa Sanpaolo. Il responsabile della Vigilanza Bce, Andrea Enria, ha ammesso che se le limitazioni alla distribuzione dei dividendi venissero estesi potrebbe esserci effetti collaterali pericolosi anche da un punto di vista prudenziale. 

La Bce dà il via libera a dividendi e buyback

Andrea Enria, rispondendo ad una domanda degli europarlamentari Sven Giegold ed Ernest Urtasun, ha dichiarato "Dare nuovi poteri alle autorità di imporre restrizioni vincolanti alle distribuzioni potrebbe essere interpretato come un segnale che tali restrizioni avverranno più' spesso in futuro", e dal momento che le distribuzioni consentono alle istituzioni finanziarie di raccogliere capitale sul mercato, una “simile iniziativa potrebbe incidere negativamente sulla loro sostenibilità e sui mercati'' (such a step might negatively affect the long-term sustainability of institutions and markets). 

Ma andiamo adesso ad analizzare il quadro grafico di Credit Agricole, Bnp Paribas e Intesa Sanpaolo.

Credit Agricole contro forte resistenza

Il rialzo di Credit Agricole partito dai minimi di marzo 2020 a 5,70 euro si è arrestato il 12 maggio a 13,49 euro (+137% dai minimi, nello stesso periodo l'indice Eurostoxx delle banche è salito del 108% circa), in prossimità del 78,6% di ritracciamento del ribasso dal picco di agosto 2017. Questa percentuale, ricavata dalla successione di Fibonacci, rappresenta una resistenza significativa, un ostacolo che deve essere superato perchè i prezzi possano ambire al 100% di ritracciamento, ovvero al ritorno in area 15,675 euro. Prima di poter arrivare a testare nuovamente i massimi del 12 maggio il titolo dovrà superare a 12,72 la trend line ribassista disegnata dal top di inizio 2018. Una eventuale violazione di area 11,80 costringerebbe a considerare le oscillazioni viste dal top di inizio marzo un "testa spalle ribassista", figura pericolosa al cui completamento i prezzi potrebbero scendere almeno fino a 10,91, base del gap del 15 febbraio.

Bnp Paribas, resistenza a 59,50 euro

Situazione grafica simile per Bnp Paribas: il titolo ha messo a segno un ampio rialzo dai minimi di aprile 2020 a 24,50 al picco di metà maggio a 57,92 (+136%) ma non è stato per il momento capace di superare la resistenza offerta a 59,50 circa dal 78,6% di ritracciamento del ribasso dal top di ottobre 2017. Senza il superamento di quei livelli il rialzo rischia di andare incontro ad una fase di correzione che potrebbe arrivare ad interessare il minimo di fine marzo a 49,18 euro. Sopra 59,50 invece primo target in area 64,40, poi via libera fino ai 69 euro. 

Intesa Sanpaolo, target fino a 3 euro circa

Intesa Sanpaolo ha messo a segno dai minimi di marzo 2020 a 1,31 al massimo di inizio giugno di area 2,48 un rialzo dell'89% circa. Il picco del 2 giugno a 2,4825 euro si colloca in prossimità di un altro importante riferimento ricavato dalla successione di Fibonacci, il 61,8% di ritracciamento del ribasso subito dai massimi di febbraio 2018. In caso di rottura della resistenza di area 2,50 i prezzi si troverebbero nella condizione di salire almeno fino in area 2,65. Target successivo a 2,98, lato alto del gap ribassista del 21 maggio 2018. La mancata rottura di 2,50 e la violazione di 2,44, top del 18 maggio, potrebbero invece fare temere l'avvio di una fase di ripiegamento. Primo supporto critico a 2,30 euro circa, poi rischio di discese fino a 2,20 euro almeno.

(Alessandro Magagnoli)