Sulla scia del rialzo messo a segno dal Ftse Mib, anche i titoli del settore bancario oggi hanno guadagnato tutti terreno.

Unicredit e Intesa Sanpaolo rimbalzano dopo il calo di ieri

Guardando in particolare ai big del comparto, Unicredit e Intesa Sanpaolo, si nota un andamento a velocità differente in linea con quanto accaduto ieri.

A correre di più è stato Unicredit che, dopo aver archiviato la sessione della vigilia con un calo di quasi due punti percentuali, oggi ha dato vita ad un recupero della stessa entità.

Il titolo si è fermato a 10,208 euro, con un progresso del 2% e circa 20 milioni di azioni trattate, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a quasi 25 milioni.

Si è mosso in maniera più cauta Intesa Sanpaolo che ieri si è difeso meglio, cedendo quasi mezzo punto percentuale, mentre oggi ha guadagnato lo 0,63% a 2,3875 euro, con quasi 102 milioni di azioni trattate, appena sopra la media mensile pari a circa 100 milioni. 

Unicredit e Intesa snobbano segnali negativi da Spread e BTP

Al pari degli altri bancari, anche Unicredit e Intesa Sanpaolo oggi sono saliti, snobbando le indicazioni arrivate dal mercato obbligazionario.

Lo Spread BTP-Bund ha continuato ad allargarsi ed è salito dell'1,8% a 118,8 punti base, mentre i BTP sono stati colpito ancora dalle vendite, con il rendimento del decennale salito dell'1,98% all'1,081%.

Intesa Sanpaolo è la prima scelta di Citigroup: ecco fin dove può salire

I due big del settore bancario a Piazza Affari sono finiti sotto la lente di Citigroup, i cui analisti hanno simulato diverse fusioni tra le banche italiane.

Parlando di investimenti, la prima scelta della banca Usa è Intesa Sanpaolo, coperto con una raccomandazione "buy" e un prezzo obiettivo a 2,8 euro, valore che implica un potenziale di upside di circa il 17% rispetto alle quotazioni correnti a Piazza Affari.

Intesa Sanpaolo è apprezzata più delle altre bache per la sua maggiore redditività, ma anche per il modello di business differenziato e per la solidità del capitale.

Unicredit: analisti più cauti

E' improntato invece alla cautela il giudizio di Citigroup su Unicredit, coperto con una raccomandazione "neutral" e un target price a 10,7 euro, con un margine di potenziale guadagno del 4,8%, meno di un terzo rispetto a quello indicato per Intesa Sanpaolo.

Gli analisti non si sbilanciano al momento su Unicredit in attesa di un nuovo piano industriale e di lumi sul versante M&A.

Citigroup però segnala di avere un catalyst watch positivo sul titolo, visto l'elevato eccesso di capitale e le mosse del management.

UNicredit: Citigroup esamina i potenziali deal

C'è da dire che mentre Intesa Sanpaolo ha già fatto la sua mossa sul piano M&A, con l'acquisto di Ubi Banca, per Unicredit invece la partita è ancora tutta da giocare.

Citigroup parla di tre scenari differenti, prospettando un matrimonio con Banco BPM, da cui Unicredit potrebbe ottenere un beneficio fiscale sulle Dta dello 0,7%.

Si scenderebbe invece allo 0,5% in caso di deal con Banca Monte Paschi e il vantaggio si ridurrebbe ancora di più e precisamente allo 0,2%, in caso di merger con Mediobanca.