Inflazione in crescita negli Usa e in Italia. Per il momento il Ftse Mib tiene, ecco i prossimi target. 

Inflazione zona euro al 4,1%

Il 5-Year Breakeven Inflation Rate negli Usa è ai massimi storici, al 3,17%. Le cose non vanno meglio da noi: a ottobre l'aumento dei prezzi nella zona euro è stato del 4,1% annuo, il doppio rispetto all'obiettivo del 2% della Bce. Anche in Italia l’inflazione è arrivata ad un tasso di una crescita che non si registrava da settembre 2012. Le banche centrali restano sul chi va là ma confermano anche di non volere agire in modo affrettato sul fronte dei tassi di interesse. Le borse per il momento sembrano credere agli istituti centrali e restano incollate ai massimi storici, ma per quanto ancora potrà protrarsi questa situazione?

La Fed prende tempo

Secondo Thomas Barkin, president della Federal Reserve (Fed) di Richmond, saranno necessari alcuni mesi per valutare la reale situazione dell'economia Usa. "Credo sia utile avere un po' di tempo per vedere dove si trova in realtà l'economia e se ci sia la necessità di agire. Faremo quello che dobbiamo fare", ha dichiarato in un'intervista a Yahoo! Finance. "Sono certamente una di quelle persone che pensavano che a settembre avremmo avuto più persone nel mondo lavoro. Semplicemente non è successo. E così ora aspetteremo qualche mese in più", ha aggiunto. 

L’economia Usa prosegue spedita

Certo, i dati macro in uscita oggi negli Usa non aiutano certo l’atteggiamento attendista della Fed: se l’economia corre più del previsto c’è il rischio che anche l’inflazione faccia lo stesso e temporeggiare prima di alzare i tassi potrebbe essere rischioso.

A ottobre la produzione industriale Usa è cresciuta del +1,6% mese su mese, sopra le attese del +0,9% e con un dato precedente che era negativo del -1,3%. Sempre a ottobre le vendite al dettaglio sono cresciute mese su mese dell'1,7%, dal +0,8% di settembre e con attese del +1,4%. E stato migliore del previsto anche il dato depurato dalle componenti volatili (automobili e carburante). Gli effetti di questi dati si sono visti più sul rendimento del Treasury Note a dieci anni, salito all’1,61% dall’1,59% di stamattina, e sul dollaro, che ritorna ad apprezzarsi.

Dall’Australia segnali di distensione

Segnali di distensione per quello che riguarda il timore dell'inflazione arrivano dall'Australia. Il governatore Philip Lowe della Reserve Bank of Australia ritiene solo temporanea la crescita dei prezzi al consumo e pensa che ci sarà una loro discesa nei prossimi 18 mesi, potrebbe non essere quindi necessario andare ad alzare il costo del denaro nel 2022. 

Bank of England “a disagio”

Nel Regno Unito l'attenzione verso l'inflazione resta invece alta. Il governatore di Bank of England Andrew Bailey si è infatti detto "Molto a disagio" per la situazione dell'inflazione. Parlando dell'ultima riunine della BoE il governatore ha detto che la decisione di lasciare invariati i tassi è stata una "very close call". 

Bce, l’inflazione scenderà nel 2022

Christine Lagarde, durante un'audizione al Parlamento europeo, ha dichiarato che imporre qualsiasi misura restrittiva ora potrebbe fare più male che bene e che "È meglio continuare a fornire stimolo al momento e assicurarci di poter creare condizioni di finanziamento favorevoli per sostenere la ripresa". Le borse hanno preso atto della posizione della Bce rimanendo bene intonate, meno ottimismo invece per quello che riguarda le obbligazioni, i cui rendimenti sono saliti. Forse a pesare sull'andamento dei rendimenti è un'altra affermazione della Lagarde "Vediamo ancora che l'inflazione si modererà il prossimo anno, ma ci vorrà più tempo di quanto inizialmente previsto".

I mercati scommettono su tassi Usa al rialzo

I futures del CME sui tassi d'interesse della Fed stanno prezzando tre aumenti dei Federal funds nel 2022, con un primo aumento a seguito della riunione del 15 giugno con quasi il 70% di possibilità. Del resto recentemente il presidente della Fed di St.Louis, Bullard, ha dichiarato di prevedere due aumenti dei tassi nel prossimo anno.

L’inflazione vola anche in Italia

Nel mese di ottobre l’Istat stima infatti che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, abbia registrato un aumento dello 0,7% su base mensile e del 3,0% su base annua (da +2,5% del mese precedente); la stima preliminare era +2,9%.

Quasi a volere dare ragione al pensiero dei banchieri centrali, convinti che l’aumento dell’inflazione si imputabile soprattutto a fattori temporanei come le interruzioni della catena di distribuzione e l’aumento dei prezzi dell’energia, l’Istat precisa che l’ulteriore accelerazione, su base tendenziale, dell’inflazione è in larga parte dovuta, anche nel mese di ottobre, ai prezzi dei beni energetici (da +20,2% di settembre a +24,9%) sia a quelli della componente regolamentata (da +34,3% a +42,3%) sia ai prezzi di quella non regolamentata (da +13,3% a +15,0%). Accelerano rispetto al mese di settembre, ma in misura minore, anche i prezzi dei servizi relativi ai trasporti (da +2,0% a +2,4%).

L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, sale da +1,0% a +1,1%, mentre quella al netto dei soli beni energetici rimane stabile a +1,1%.

L’inflazione acquisita per il 2021 è pari a +1,8% per l’indice generale e a +0,8% per la componente di fondo. 

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra un aumento dello 0,9% su base mensile e del 3,2% su base annua (da +2,9% di settembre); la stima preliminare era +3,1%.

Ftse Mib, nuovo massimo dell’anno

Per il momento le borse tengono, il Ftse Mib ha toccato oggi il nuovo massimo del 2021 a 27973 punti, anche se poi e tornato sui propri passi, scendendo leggermente in negativo. Solo la violazione di area 27500 sarebbe tuttavia da leggere come un primo segnale preoccupante per la tenuta dell’uptrend. In quel caso rischio di ricopertura del gap rialzista del 1° novembre con base a 26890 punti circa. Supporto successivo a 26000 circa, limite inferiore del canale crescente disegnato dal minimo di luglio. Sopra 28000 target a 28500, lato alto del canale citato.

(Alessandro Magagnoli)