Parte la nuova tornata di trimestrali della Corporate America e ad aprire le danze sono le big del credito. Nessuna sorpresa dai conti di Jp Morgan Chase & Co. Anzi sorpresa c'è stata visto che i profitti netti sono rimbalzati nei tre mesi del 42% annuo a 12,13 miliardi e l'eps è cresciuto da 2,57 a 3,79 dollari, a fronte di un consensus di Refinitiv per un rialzo limitato ad appena il 2% a 2,62 dollari. I ricavi sono invece saliti del 3% annuo a 30,16 miliardi, contro i 28,70 miliardi attesi dagli analisti, che avrebbero rappresentato una contrazione, per quanto limitata, rispetto ai 29,16 miliardi del quarto trimestre 2019. Ci sono stati anche segnali di frenata comunque per Jp Morgan, per esempio nelle entrate nette da interessi, scese del 7% annuo a 13,40 miliardi, comunque sopra ai 13,30 miliardi del consensus di FactSet.

Rimbalzate del 34% le commissioni dell'investment banking

Alla fine la performance di Jp Morgan si è rivelata non solo migliore del previsto ma di fatto da record, per lo meno in termini di profitti. In primis, ovviamente, c'è il trading, capace di generare 5,90 miliardi di ricavi negli ultimi tre mesi dell'anno, per una crescita del 20% rispetto al pari periodo del 2019. Le commissioni dell'investment banking, su attività di consulenza in operazioni straordinarie ed emissioni di titoli, sono invece rimbalzate del 34% annuo. In aggiunta a questo c'è stato il rendersi disponibile di liquidità in precedenza accantonata a copertura delle potenziali perdite sui prestiti. "Se il sostegno di vaccini e stimoli ha contribuito al rilascio di queste di riserve, i nostri accantonamenti per oltre 30 miliardi di dollari continuano a riflettere una significativa incertezza economica di breve termine ma ci consentiranno di resistere a una congiuntura molto peggiore delle attuali previsioni base della maggior parte degli economisti", ha sottolineato il chief executive Jamie Dimon.

Conti a due facce per Citigroup. Crollo al Nyse per Wells Fargo

Di ben altro tenore la trimestrale di Citigroup, che ha visto calare da 18,4 a 16,5 miliardi di dollari i suoi ricavi, contro i 16,7 miliardi del consensus di FactSet. Non tutto è stato negativo per il colosso bancario newyorkese. Le entrate dall'azionario sono rimbalzate del 57% annuo, a fronte del progresso del 7% di quelle nel fixed income e del 13% per la divisione Markets and Securities Services. I ricavi dell'investment banking sono però peggiorati del 5% annuo contro il declino dell'1% di quelli dagli investitori istituzionali. La performance peggiore, però, senza sorprese è arrivata dal retail, con un giro d'affari sceso del 14% rispetto al quarto trimestre 2019. Sia Jp Morgan che Citigroup non sono state premiate dal mercato, anche se la performance peggiore (un crollo superiore al 3% in premarket al Nyse) è stata quella dell'altro big Wells Fargo & Co. La banca californiana ha registrato un rialzo dell'utile da 60 a 64 centesimi di dollaro, sopra ai 59 centesimi attesi dagli analisti. I ricavi, però, sono scesi del 9,7% annuo a 17,9 miliardi, contro i 18,1 miliardi del consensus di FactSet. Le entrate da interessi sono invece crollate del 17% annuo a 9,28 miliardi, contro i 9,35 miliardi stimati dagli analisti.

(Raffaele Rovati)