Si torna a parlare di Leonardo e delle sue prossime mosse in tema di cessioni, secondo quanto riportato dalla stampa.

Leonardo: si torna a parlare delle cessioni di Oto Melara e Wass

Diversi fonti tornano a occuparsi della cessione da parte di Leonardo di Oto Melara e Wass, che hanno 1.400 dipendenti e un fatturato complessivo di 500 milioni di euro, corrispondente al 4% del gruppo.

Oto Melara produce il cannone 76/62, il più diffuso sulle navi da guerra (acquistato da 53 paesi, includendo Francia e Germania) e ha sviluppato la tecnologia Vulcano che rende i proiettili di artiglieria simili a missili (guida autonoma e raggio d’azione aumentato).

Wass produce siluri, contromisure per la guerra sottomarina e droni subacquei.

Fincantieri tra i player interessati alle cessioni di Leonardo

Tra gli acquirenti interessati ci sarebbero Fincantieri, con l’obiettivo di creare un polo per navi militari, e il colosso franco-tedesco Knds, unione tra la francese Nexter e la tedesca Krauss-Maffei Wegmann, responsabile della produzione del nuovo carro armato europeo.

Tramite questo deal l’Italia potrebbe entrare nel consorzio, mentre più defilati ci sarebbero anche i tedeschi di Rheinmetall e gli inglesi di BAE System.

Secondo il Sole 24 Ore e Il Giornale di sabato, Knds avrebbe offerto 650 milioni di euro e secondo il quotidiano di Confindustria Fincantieri offrirebbe 200 milioni di euro in meno. Le offerte definitive sono attese entro fine mese.

Leonardo e Fincantieri: quali effetti dalle cessioni?

Secondo Equita SIM è difficile fare previsioni sull’esito, dato che la decisione ha anche una valenza politica, con riferimento al mantenimento di una capacità nazionale rispetto ad una partecipazione ad un programma europeo.

Per Leonardo la cessione di asset considerati non-core rappresenta un modo per finanziare l’acquisizione del 25% di Hensoldt, per 0,6 miliardi di euro, il cui closing è atteso entro fine anno.

Per Fincantieri, prosegue Equita SIM, l’operazione avrebbe valenza strategica e permetterebbe di rafforzare il proprio posizionamento nel segmento militare ch rappresenta il 24% del fatturato 2020.

A detta della SIM milanese sono da valutare gli economics dell’offerta con diverse fonti giornalistiche che sottolineano la possibilità che CDP, primo azionista di Fincantieri con il 71,3%, sostenga l’operazione.
I due titoli oggi si sono mossi in maniera molto diversa dopo le ultime indicazioni di stampa.

Leonardo e Fincantieri: ecco come è andata la giornata di oggi

Leonardo, reduce da due sessioni consecutive in calo, dopo aver chiuso quella di venerdì scorso con una flessione di oltre mezzo punto percentuale, oggi ha terminato gli scambi a 6,548 euro, con un frazionale calo dello 0,03% e oltre 5 milioni di azioni trattate, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 5,6 milioni.

Ben diversa la conclusione di Fincantieri che dopo il rally di oltre il 3% messo a segno prima del week-end, oggi ha prestato il fianco alle prese di profitto, accusando una flessione del 2,7% a 0,686 euro, con oltre 7,7 milioni di azioni trattate, ben al di sopra della media mensile pari a circa 2,4 milioni.