Londra approva per l'uso d'emergenza il vaccino contro il coronavirus sviluppato da AstraZeneca in collaborazione con la University of Oxford, segnando un altro passo nella battaglia globale contro la pandemia di coronavirus. Il farmaco dovrebbe arrivare la prossima settimana e andrà ad aggiungersi al vaccino di Pfizer-BioNTech che è stato finora somministrato a 600.000 persone in Gran Bretagna, secondo quanto comunicato dal governo di Londra. AstraZeneca ha dichiarato che le prime dosi saranno rilasciate in giornata "in modo che le vaccinazioni possano partire all'inizio del nuovo anno". La Gran Bretagna aveva già acquistato 100 milioni di dosi del medicinale, che è più facile da trasportare e conservare rispetto agli vaccini approvati finora.

Rivincita sulle rivali Pfizer e Moderna dopo lo stop di novembre

Per AstraZeneca si tratta di una rivincita rispetto alle rivali Pfizer e Moderna (sulla notizia il titolo ha aperto in rialzo di oltre l'1% a Londra, a fronte di un Ftse 100 poco mosso), dopo che a fine novembre lo sviluppo del suo vaccino aveva subito un brusco stop in seguito all'ammissione di un errore nel protocollo. AstraZeneca aveva comunicato che nei volontari sottoposti al test era stata registrata un'efficacia del vaccino del 90% per quelli cui era stato somministrato un dosaggio inferiore, contro il 62% di quelli con dosaggio pieno. Ad alcuni volontari erano state somministrate due dosi piene, ad altri prima metà dose e poi una dose piena. La differenzazione non era però frutto di una scelta ma del caso e il problema è che quando AstraZeneca aveva comunicato i risultati l'errore nel protocollo era stato nascosto.

La Gran Bretagna continua a fare da sola per smarcarsi dalla Ue

Tornando invece al governo britannico la scelta di approvare il vaccino di AstraZeneca replica quanto successo con quello di Pfizer, quando Londra aveva anticipato i tempi sollevando non poche polemiche. Scelte probabilmente politiche, pensate per sottolineare lo smarcamento dalla Ue in vista dell'ormai imminente Brexit, ma che con il senno di poi non si sono rivelate così sbagliate (in Gran Bretagna, per altro, questa fase della pandemia è caratterizzata da contagi record, ben più alti che negli altri Paesi europei). Soltanto martedì Noel Wathion, vice direttore esecutivo della European Medicines Agency (Ema, l'agenzia europea del farmaco) in un’intervista al quotidiano belga Het Nieuwsblad aveva escluso che nella Ue il via libera potesse arrivare in gennaio. Per Wathion l'Ema finora ha ricevuto solo alcune informazioni sul vaccino, «insufficienti anche a dare un via libera condizionato alla commercializzazione».

(Raffaele Rovati)