Retail a due velocità a Wall Street, anche se le indicazioni che arrivano dal settore della grande distribuzione Usa sono complessivamente di ripresa, su risultati trimestrali migliori rispetto alle attese del mercato. Protagonista di giornata è Macy's, che in linea con la tendenza del settore legata ovviamente alla pandemia di coronavirus, ha registrato un rimbalzo del 21% annuo per le vendite digitali, con una quota salita al 44% sul totale incassato dal gruppo nel quarto trimestre. "Prevediamo che le vendite digitali annuali raggiungeranno i 10 miliardi di dollari entro i prossimi tre anni e che il digitale diventi una fonte ancora più redditizia per la nostra attività", ha dichiarato Jeff Gennette, chief executive dell'operatore newyorkese di department store.

Macy's in ripresa anche a Wall Street. Trimestre oltre il consensus

Nel dettaglio, Macy's ha chiuso il quarto trimestre con profitti netti più che dimezzati da 340 milioni, pari a 1,09 dollari per azione, a 160 milioni, e 50 centesimi. L'eps rettificato si è però attestato a 80 centesimi, ampiamente sopra agli 11 centesimi del consensus di FactSet. Le vendite a perimetro costante sono calate del 17% annuo a 6,78 miliardi, anche in questo caso, però sopra ai 6,48 miliardi stimati dagli analisti. Per il nuovo esercizio Macy's stima ricavi compresi tra 19,75 e 20,75 miliardi di dollari, contro i 20,06 miliardi del consensus di FactSet. Abbastanza per spingere il titolo in rally di quasi il 3% in premarket (Macy's aveva già guadagnato il 2,07% lunedì al Nyse, contro la perdita dello 0,77% registrata dall'S&P 500).

Retail nel fai-da-te sostenuto dal coronavirus. Home Depot cresce

Perde colpi invece Home Depot (in flessione di circa il 2% prima della riapertura di Wall Street), nonostante anche il retailer di prodotti per l'home improvement abbia fatto meglio delle attese del mercato e abbia oltre tutto annunciato l'aumento della cedola trimestrale da 1,50 a 1,65 dollari per azione. Home Depot ha comunicato risultati relativi al quarto trimestre segnati da profitti netti in crescita da 2,48 miliardi, apri a 2,28 dollari per azione, a 2,86 miliardi, e 2,65 dollari, contro i 2,63 dollari stimati dagli analisti. Nei tre mesi allo scorso 31 giugno le vendite nette sono rimbalzate del 25,1% annuo a 32,26 miliardi di dollari, contro i 30,63 miliardi del consensus di FactSet. La crescita a perimetro costante è stata del 24,5% annuo, contro il 19,2% annuo. Rimbalzo in controtendenza con un settore del retail comunque in declino nel 2020 ma che si spiega ovviamente con l'impatto positivo per il comparto del fai-da-te derivante dal confinamento domestico imposto a milioni di persone dalla pandemia di coronavirus.

(Raffaele Rovati)