Materie prime mai così alte dal 2019, vola il Rame, grazie alle buone notizie sull'efficacia delle campagne vaccinali nel Regno Unito e in Israele. Tra gli investitori si sta diffondendo un crescente ottimismo sull'uscita dal tunnel della pandemia e si guarda ai settori "value".

Qual è la situazione grafica delle principali materie prime?

Materie prime: l'indice Crb Commodities mai così alto dal 2019

L’indice Crb Commodities ha raggiunto a 190 punti circa il livello più alto da aprile 2019. Lo slancio ha permesso di superare il precedente picco di fine 2019 a 188 circa, nonostante i segnali di eccesso evidenziati da inizio mese dai principali oscillatori grafici. La comparsa di questi segnali in corrispondenza del test del lato superiore del canale che sale dai minimi di novembre potrebbero pertanto favorire ripiegamenti verso 183,15 circa, base del medesimo canale. Eventuali discese sotto questo limite invierebbero le prime indicazioni di debolezza, preludendo ad un’accelerazione ribassista verso area 174/175, supporto strategico definito dalla media mobile esponenziale a 50 sedute e livello ripetutamente battuto dai prezzi nel mese di gennaio.

Materie prime: vola il Rame

Il Rame ha toccato a 4,2160 dollari il livello più alto da metà 2011. Il future quotato al COMEX sta salendo con slancio costante da quasi un anno e la rottura a novembre 2020 degli ostacoli posizionati in area 3,30 dollari ha ravvivato la spinta rialzista. Il superamento di quest'area ha infatti permesso ai prezzi di completare un doppio minimo disegnato tra il 2016 e il 2020, una figura che proietta target a quota 4,6350, a contatto con i top del 2011. La presenza di segnali di ipercomprato sui principali oscillatori grafici e la comparsa di una "shooting star" sul grafico settimanale aumentano le possibilità di assistere a una pausa corroborante, verso almeno area 3,75 circa. 

Quadro grafico stabile per l'Oro

L’aumento dei rendimenti delle obbligazioni statunitensi ha spinto ulteriormente al ribasso i prezzi del metallo giallo. Le quotazioni hanno messo sotto pressione il supporto orizzontale a 1764 dollari, minimi di dicembre, facendo temere una estensione del movimento correttivo partito la scorsa estate in direzione di area 1670/1700, minimi di giugno 2020. Per intravedere segnali di ripresa l’oro dovrà riportarsi in pianta stabile sopra area 1820, ma solo il superamento dei massimi toccati nella seconda metà di gennaio a 1875 dollari circa creerebbe le condizioni di raggiungere nuovamente il picco di inizio anno a 1960.

Trend rialzista per il Petrolio Wti 

Scattano le prime prese di beneficio sul Petrolio Wti, ma il trend resta orientato al rialzo. Il rally del petrolio si è scontrato con una soglia psicologica di rilievo a 62 dollari al barile, poco prima che i prezzi riuscissero a rivedere a 65,65 dollari i massimi di gennaio 2020 allineati a quelli di aprile 2019. Il fatto che la candela settimanale che si è formata a ridosso di questi livelli sia una “shooting star” e ’ipercomprato in cui sono sconfinati gli oscillatori grafici potrebbero dunque segnalare la presenza di una forte resistenza non facilmente superabile, aumentando il timore di assistere ad una pausa corroborante. D’altronde una flessione appare del tutto fisiologica dopo la corsa in atto dallo scorso autunno. Probabili dunque cali in direzione di 57,40 ed eventualmente fino ad area 54. Solo discese al di sotto delle ex resistenze presenti in quest’area minaccerebbero la tenuta dell’uptrend di fondo anticipando cali fino a 51,50 circa.

(Claudia Cervi)