Mediobanca a picco sul Ftse Mib. Ecco i motivi del sell-off

Mediobanca vive una brutta seduta, con una pioggia di vendite che lo fa scivolare in fondo al Ftse Mib. Che sta succedendo?

Image

In una giornata in cui le vendite stanno avendo la meglio a Piazza Affari, spicca la brutta performance di Mediobanca che indossa la maglia nera non solo nel settore bancario, ma nell'intero paniere delle blue chips.

Mediobanca scivola in fondo al Ftse Mib

Il titolo, dopo aver guadagnato ieri circa due punti percentuali, oggi ha imboccato da subito la via delle vendite, scivolando in fondo al Ftse Mib.

Negli ultimi minuti Mediobanca si presenta a 10,215 euro, a ridosso dei minimi intraday, con affondo del 3,72%  volumi di scambio vivaci, visto che fino ad ora sono transitate sul mercato oltre 3,9 milioni di azioni, già al di sopra della media degli ultimi 30 giorni pari a circa 3 milioni.

Mediobanca appesantito da rialzo Spread e rally tassi BTP

Al pari degli altri bancari, Mediobanca risente della negativa intonazione del mercato e del settore, appesantito a sua volta dalle cattive indicazioni che giungono dal fronte obbligazionario.

Lo Spread BTP-Bund è in netto allargamento e viene fotografato a 107,5 punti bae, con un rally del 3,17% e i BTP sono colpiti da forti vendite, tanto che il rendimento del decennale balza in avanti del 5,66% allo 0,915%.

Mediobanca bocciato da Deutsche Bank: ecco perchè

A pesare intanto sull'andamento odierno di Mediobanca è la bocciatura arrivata da Deutsche Bank, i cui analisti hanno cambiato strategia sul titolo.

La raccomandazione è stata ridotta da "buy" a "hold", a front di un prezzo obiettivo invariato a 10,9 euro.

La banca tedesca spiega che il downgrade riservato a Mediobanca è stato deciso per vari motivi, tra cui il fatto che il titolo viaggia ad un rapporto prezzo-tangible equity superiore a 1 dopo il rally di quasi il 40% messo a segno da inizio anno.  

Gli analisti di Deutsche Bank ritengono che il titolo abbia un limitato potenziale di upside vista la bassa visibilità sui dati.

Mediobanca: scema appeal speculativo. Da Bca Mediolanum no a fusione

Come se non bastasse, a condizionare negativamente l'andamento di Mediobanca oggi sono le prese di profitto scattate dopo che si è allentata la presa speculativa che lo aveva sostenuto di recente, in vista di una possibile operazione M&A con Banca Mediolanum.

Il Messaggero riporta alcune dichiarazioni del CEO della banca fondata da Ennio Doris, da cui è emerso che non c'è interesse ad una fusione fra Banca Mediolanum e Mediobanca.

L'AD dl gruppo di risparmio gestito ha fatto sapere che c'è un ottimo rapporto con il CEO di Mediobanca, Nagel, aggiungendo che c'è soddisfazione per i  risultati che l'istituto di Piazzetta Cuccia ha realizzato fino a oggi.

Con lo sfilacciamento del patto e l’arrivo di due nuovi importanti azionisti, quali Del Vecchio e Caltagirone, la stabilità dell’istituto potrebbe assumere inclinazioni diverse.

Per questo motivo, Banca Mediolanum preferisce avere le mani libere sulla partecipazione del 3,3% in Mediobanca che è stata riclassificata da strategica a "held to collect and sell".

Mediobanca e Banca Mediolanum: la view di Equita SIM

Equita SIM evidenzia che questo non significa che venderanno la partecipazione solo a causa dell’eventuale cambio di governance, ma semplicemente che avranno la possibilità di valutare più serenamente la novità e assumere decisioni più ponderate.

Secondo gli analisti, le dichiarazioni di Doris confermano la volontà attuale di Banca Mediolanum di continuare a crescere principalmente per via organica.

Il titolo, a detta degli esperti, sconta solo in maniera limitata scenari M&A e/o appeal speculativo.

In attesa di novità la SIM milanese mantiene una view bullish tanto su Banca Mediolanum quanto su Mediobanca, con una raccomandazione "buy" e un prezzo obiettivo rispettivamente a 9,5 e a 11,7 euro.