Partita la tornata di trimestrali della Corporate America che ha iniziato a farsi sentire sull'andamento di Wall Street. Protagonista è il credito a stelle e strisce anche se a farla da padrone nella seduta di giovedì è stato il settore sanitario. Il colosso delle farmacie Walgreens Boots Alliance ha infatti chiuso in rally del 7,43% nella migliore performance di S&P 500, Nasdaq e Dow Jones Industrial Average (alle sue spalle UnitedHealth Group, in rialzo del 4,15%). Dopo l'avvio delle danze mercoledì da parte di Jp Morgan Chase & Co. (che aveva deluso e segnato un declino del 2,64% al Nyse, nella seconda peggiore performance del Dow Jones), giovedì è toccato agli altri colossi Morgan Stanley, Wells Fargo, Citigroup e Bank of America (BofA). E proprio BofA è stata la più premiata dagli investitori, con un rally del 4,52% (tra i top dell'S&P 500 e migliore titolo bancario giovedì).

Bank of America migliore di un credito Usa che va a due velocità

L'istituto di Charlotte in North Carolina ha registrato profitti netti in crescita da 4,9 miliardi di dollari, pari a 51 centesimi per azione, a 7,7 miliardi, e 85 centesimi, contro i 71 centesimi del consensus di Refinitiv. I ricavi sono saliti da 20,3 a 22,8 miliardi, contro i 21,68 miliardi del consensus di FactSet, a fronte di un progresso del 10% annuo a 11,1 miliardi delle entrate da interessi, poco sotto agli 11,3 miliardi attesi dagli analisti. "Abbiamo registrato ottimi risultati poiché l'economia ha continuato a migliorare e le nostre attività hanno riguadagnato lo slancio di crescita organica dei clienti che abbiamo visto prima della pandemia", ha dichiarato Brian Moynihan, chief executive di BofA.

Bank of America la migliore anche grazie al rilascio delle riserve

Il miglioramento dell'economia, per BofA, si è concretizzato nel rilascio di 1,1 miliardi di dollari di riserve. Fattore questo che è stato fondamentale per la buona performance del terzo trimestre di BofA ma che ha segnato anche i risultati di Citigroup e Wells Fargo. Citi ha segnato un balzo del 48% dei profitti netti a 4,6 miliardi di dollari. I ricavi sono cresciuti del 3% grazie al balzo del 39% di quelli generati dall'investment banking che ha controbilanciato la frenata del fixed income. Citigroup, che come BofA ha rilasciato 1,1 miliardi di riserve, è stato tra i colossi del credito Usa quello che più ha monetizzato il boom registrato dall'M&A. Discorso diverso per Wells Fargo, che continua a essere nel mirino dei regolatori e che ha segnato un declino dei ricavi da 19,32 a 18,83 miliardi, comunque sopra ai 18,27 miliardi del consensus di FactSet.

Citigroup e Morgan Stanley vanno all'incasso sul boom dell'M&A

Bene anche Morgan Stanley con investment banking e asset management che hanno beneficiato della crescita dei patrimoni dei suoi clienti più ricchi e dalle commissioni generate dalle molte fusioni e acquisizioni. A sostenere la performance di Morgan Stanley hanno contribuito anche i takeover di Eaton Vance e E*Trade Financial. L'utile netto del terzo trimestre è salito da 1,66 a 1,98 dollari per azione, contro gli 1,69 dollari stimati dagli analisti. I ricavi sono invece saliti da 11,7 a 14,8 miliardi contro i 13,9 miliardi del consensus. Morgan Stanley ha chiuso in rialzo del 2,52% giovedì al Nyse, contro il progresso limitato allo 0,75% di Citigroup e la perdita dell'1,54% di Wells Fargo. (Raffaele Rovati)