Elon Musk fa una lavata di capo ai dipendenti di Tesla o manda un messaggio ai mercati? In un'email che non fa che ripetere un concetto già espresso in precedenza, Musk ha ribadito che non ha alcun senso accelerare le consegne a fine trimestre aumentando i costi, quando poi nel trimestre successivo giocoforza diminuiranno. Perché ridurre la profittabilità e alla fine rovinarsi l'esistenza per un record destinato comunque ad arrivare? Negli ultimi tempi Musk sta cercando di fare passare il messaggio che fino a quando la gigafactory europea di Berlin-Brandenburg e quella di Austin (in Texas) non andranno a pieno regime, Tesla ha ancora un problema di produzione, aggravato dalla crisi della supply chain globale che rende più difficile l'arrivo delle vetture che escono dalla gigafactory di Shanghai. Lo aveva fatto quando Hertz aveva annunciato una commessa monstre da 100.000 vetture e quando PepsiCo aveva dichiarato di attendersi le consegne dei primi camion Tesla Semi già nel quarto trimestre.

Musk vuole che Tesla riduca costi e non acceleri consegne veicoli

"Il nostro obiettivo di questo trimestre dovrebbe essere quello di ridurre al minimo i costi delle consegne piuttosto che spendere molto in tariffe straordinarie e contractor temporanei solo in modo che le auto arrivino nel quarto trimestre. Storicamente succede che acceleriamo come pazzi alla fine del trimestre per massimizzare le consegne ma poi le consegne diminuiscono in modo massiccio nelle prime settimane del trimestre successivo. Considerando un periodo di sei mesi non avremo consegnato auto in più ma avremo speso molti soldi e ci saremo stressati per accelerare le consegne": questo il messaggio di Musk, nell'email inviata venerdì ai dipendenti di Tesla.

Musk vuole per Tesla l'azione più efficiente senza pensare alla Borsa

"Il principio giusto è intraprendere l'azione più efficiente come se non fossimo quotati in Borsa e non esistesse il concetto di fine trimestre”, ha scritto Musk nell'email citata dalla Cnbc dal titolo "Q4 deliveries vs. cost efficiency" (in italiano: consegne nel quarto trimestre ed efficienza dei costi). Come nota Barron's, la mossa di Musk, già di per sé sensata, potrebbe rivelarsi vincente proprio alla luce del fatto che Tesla in breve tempo passerà da due a quattro impianti di produzione (il primo ovviamente è quello di Fremont in California) e che quindi sarà molto più facile gestire il flusso delle consegne. Certo, gli investitori vogliono sempre grandi numeri ma anche profittabilità e ovviamente la scelta di Musk guarda nell'immediato soprattutto a non erodere eccessivamente gli utili.

Nell'email di Musk ai dipendenti indicazioni al mercato su consegne

Musk ha già dato delle indicazioni sul risultato del quarto trimestre 2021, mettendo in conto l'impatto sul titolo (che dovrebbe però essere solo temporaneo) quando a inizio 2022 Tesla comunicherà i dati sulle consegne. In ogni caso attualmente il mercato non può davvero presumere che la strategia di contenimento dei costi porti a numeri deludenti in termini di consegne. Musk potrebbe avere deciso di mandare questa email proprio perché le previsioni sulle consegne sono già significativamente buone. Come nota la Cnbc, da inizio 2021 Tesla non ha fornito un obiettivo chiaro per le consegne di veicoli nell'esercizio ma ha ribadito la sua guidance di "una crescita media annua del 50%" su un orizzonte pluriennale, anche in occasione dell'ultima trimestrale. Intanto il titolo Tesla è in rialzo in premarket, dopo il crollo del 3,05% registrato venerdì al Nasdaq, in una seduta di generalizzato sell-off per i mercati globali a causa dei timori legati all'emergere della variante Omicron del Covid-19. (Raffaele Rovati)