Nestlé mette a segno la crescita più netta in cinque anni e lo fa grazie al Pet Care. In un settore a bassa marginalità come quello alimentare, il colosso elvetico riesce a mettere a segno una positiva performance nell'anno del Covid-19 grazie alla forza dei suoi marchi e, sorprendentemente, al cibo per animali domestici. Nestlé ha chiuso il 2020 con una crescita organica delle vendite del 3,6% sul 2019. Il risultato è tanto buono che il chief executive Mark Schneider è costretto ad ammettere quanto sia difficile replicarlo nel 2021. 

Difficile per Nestlé replicare quest'anno la crescita del 2020

"Superare quel limite nel 2021 non è una schiacciata", ha spiegato Schneider, utilizzando il termine slam dunk (schiacciata, appunto, che nella pallacanestro rappresenta il tiro con maggiore percentuale di realizzazione). "È qualcosa per cui dovremo lavorare sodo", ha aggiunto il manager, che sta cercando di raggiungere il target del 4% che proprio l'arrivo della pandemia ha costretto il gruppo a posticipare. L'obiettivo era infatti originariamente previsto per il 2020. Schneider, parlando alla stampa in una conference call citata da Bloomberg, non esclude che si riesca a superare tale soglia quest'anno ma ammette che anche ripetere la performance dell'esercizio appena chiuso sarebbe un successo. Gli analisti, invece, si attendono per il 2021 una crescita del 3,9% che segnerebbe comunque un ulteriore progresso. 

Il big svizzero ringrazia gli amici degli animali. Bene anche il caffè

Grazie all'impennata di adozioni di animali domestici, uno dei principali "effetti collaterali" del lockdown (i consumatori, confinati a casa, da una parte cercano maggiore compagnia, dall'altra hanno maggiore tempo da dedicare a cani e gatti), il business nel pet food di Nestlé (forte di marchi come Purina Pro Plan, Purina One e Felix) ha registrato un balzo delle vendite del 10% annuo a 14,00 miliardi di franchi (12,94 miliardi di euro), il 16,6% del totale dei ricavi del gruppo, attestatisi a 84,34 miliardi (77,93 miliardi di euro). E in questo caso si tratta della migliore performance in un decennio. Positivi, però, anche i risultati nel segmento del caffè, sempre grazie al confinamento domestico, che ha sostenuto marchi premium come Nespresso e Starbucks (gli svizzeri nel 2018 avevano acquistato i diritti in perpetuo per la commercializzazione dei prodotti da supermarket del gruppo di Seattle), ma anche lo storico brand Nescafé.

(Raffaele Rovati)