Nexi, ancora al ribasso mercoledì (e con volumi in crescita). 

Nexi scende ancora e si avvicina ai valori del debutto di tre anni fa. Deboli anche Wordline e Adyen. Il grafico però lascia spazio a rimbalzi.

Comparto pagamenti digitali in difficoltà

Nexi ha ceduto mercoledì il 2,68% a 9,086 euro e nell'intraday si è spinto fino a 8,90 euro, non distante dal valore di apertura del 16 aprile 2019, prima giornata di quotazione del titolo, a 8,75 euro. I volumi scambiati, di 5.379.177, sono nettamente superiori alla media mensile di 3.620.950 circa. Il titolo da inizio anno perde il 35%, una performance decisamente peggiore rispetto al -10% circa del Ftse Mib.

Il ribasso, praticamente continuo, dai massimi record di luglio 2021 a 19,405 euro è ancora più esteso, il titolo ha perso da quei livelli il 53% circa. Tutto il comparto dei pagamenti digitali è in difficoltà, la guerra in Ucraina ha fatto aumentare il timore di un rallentamento dell'economia. Oltre a Nexi anche la francese Worldline (WLN) e l'olandese Adyen (ADYEN) sono in netto calo, la prima da inizio anno cede il 30% circa, la seconda il 28% circa.

Alla luce di queste prospettive Citigroup ha ridotto il target price per Nexi a 10,8 euro da 16 euro. 

I broker abbassano il target di Nexi

Recentemente invece Equita Sim aveva abbassato il target a 18 euro (-10% dal precedente) anche se aveva confermato la raccomandazione "buy". Gli esperti hanno evidenziato che "Sebbene Nexi, a differenza di Worldline, non abbia una esposizione diretta alla Russia e abbia recentemente riportato un ottimo dato di volumi acquiring per il mese di febbraio rispetto al pre-covid, in particolare per Italia e Paesi nordici" è stata presa la decisione di ridurre leggermente le stime di crescita organica dei ricavi. Gli esperti di Equita si posizionano poco sotto il punto intermedio della guidance, al 7,9% dal precedente 8,3% e a fronte di una guidance 7%-9%) in modo da tenere conto dei futuri effetti negativi sui consumi discrezionali in Europa dal forte aumento dell'inflazione.

Gli analisti non hanno variato la stima di Eps che era già poco sotto il punto intermedio della guidance, che si posiziona del range 13%-16%. Inoltre per Equita Nexi ha una sufficiente flessibilità sui costi per reinvestire meno sinergie in caso di minore crescita del fatturato.

Anche Exane Bnp Paribas di recente si era espressa su Nexi riducendo il prezzo obiettivo da 19,5 a 16,5 euro e confermando il giudizio "outperform". Pur riducendo le stime di Eps 2022-2023 di una percentuale a bassa singola cifra gli analisti hanno dichiarato di rimanere fiduciosi sul fatto che il titolo sia ancora un nome a crescita strutturale.

Deutsche Bank vende la metà della quota in Nexi

La decisione di Deutsche Bank di fine marzo di cedere lo 0,27% del capitale di Nexi attraverso un accelerated bookbuilding a 11 euro per azione, alla luce dei prezzi attuali, non appare errata. Deutsche Bank ha venduto 3,48 milioni di titoli, la metà circa della quota detenuta, per 38,3 milioni.

Il grafico di Nexi è possibilista su un rimbalzo

Per il momento non ci sono segnali contrari al proseguimento del ribasso del titolo, del resto la recente violazione del supporto a 9,64 euro, minimo del 7 marzo, ora resistenza in caso di rimbalzi, è stato un segnale di debolezza. C'è però da osservare che l'indicatore RSI a 14 settimane, tarato quindi per fornire indicazioni valide per il medio periodo, non solo è sceso in ipervenduto, ma evidenzia anche una condizione di "divergenza rialzista", tradotto in parole meno tecniche anticipa un possibile rimbalzo.

Oltre area 9,60/70 l'ipotesi di trovarsi in presenza di una reazione prenderebbe corpo. Dal momento che le fasi di ritracciamento sono proporzionali ai movimenti che correggono e che il ribasso dal massimo di luglio 2021 è stato molto ampio, allora anche una eventuale reazione potrebbe dimostrarsi di ampiezza interessante. Un primo obiettivo si colloca a 11,50 euro circa, oltre quello via libera al test di area 13 euro. Sotto 8,50, minimo del 19 marzo 2020, il ribasso si potrebbe invece dirigere berso i 7,50 euro.

Worldline, prima resistenza a 36,78 euro

La situazione grafica di Worldline (WLN) è abbastanza simile a quella di Nexi, in questo caso la resistenza, il minimo dell'8 marzo, si colloca a 36,78 euro, oltre quella attesi rialzi verso 46 e 54 euro. 

Figura rialzista (da confermare) per Adyen

Il quadro grafico di Adyen (ADYEN) è invece abbastanza diverso, si sta infatti disegnando un potenziale "testa spalle" rialzista a partire dal minimo del 3 febbraio. La linea di conferma della figura, la "neckline", tracciata congiungendo i massimi del 17 febbraio e del 29 marzo, transita a 1878 circa. Sopra quei livelli attesa almeno la ricopertura del gap ribassista del 6 gennaio con lato alto a 2235. Sotto area 1500 l'ipotesi rialzista perderebbe di credibilità.

(Alessandro Magagnoli)