Partita la tornata di trimestrali della Corporate Usa con le big di Wall Street la musica non cambia. Come nota Bloomberg, l'anno era iniziato con il fenomeno delle meme stock, le azioni "pompate" da forum di Reddit come WallStreetBets (che hanno avuto in GameStop il loro emblema), e in molti vedevano un segnale che la finanza in senso tradizionale fosse sul viale del tramonto, a fronte di investitori retail sempre più disamorati e con il trading azionario diventato ormai un'attività pseudo-sportiva (alla stregua del fantacalcio). Per mesi manager e analisti, ricorda ancora Bloomberg, avevano lanciato l'allarme sul fatto che le turbolenze del mercato alimentate nel 2020 dalla pandemia di coronavirus e la domanda di liquidità che aveva spinto il trading stavano venendo meno. Il risultato, dicevano, sarebbe stato un duro ritorno con i piedi per terra nel 2021. I risultati di Goldman Sachs, come pure quelli di Jp Morgan Chase, dicono ben altro.

Il trading spinge ancora Goldman. Ricavi su del 73% nell'investment

Goldman è tra le sei maggiori banche Usa quella che genera la quota più rilevante di entrate dalle attività a Wall Street, trading e investment banking. Se negli anni precedenti il fattore era stato negativo, perché era stato il retail bancario alimentato da depositi dei consumatori a basso costo a sostenere i profitti record del settore, da un po' non è più così. E nel primo trimestre Goldman ha messo a segno un rimbalzo dei profitti netti da 1,12 miliardi, pari a 3,11 dollari per azione, a 6,71 miliardi, e 18,60 dollari. L'82% sopra ai 10,22 dollari del consensus di FactSet. Non basta? I ricavi sono più che raddoppiati da 8,74 a 17,70 miliardi di dollari, contro i 12,56 miliardi stimati dagli analisti. Nel solo investment banking Goldman ha incassato il 73% in più rispetto al primo trimestre 2020 e gli accantonamenti sulle possibili perdite si sono azzerati, attestandosi a 70 milioni di dollari, ma in positivo, contro i 937 milioni, in negativo, di un anno prima.

L'eps di Jp Morgan è decollato del 477% annuo nel trimestre

Non si può lamentare neanche Jp Morgan. L'istituto ha infatti registrato nel primo trimestre un utile netto di 14,3 miliardi di dollari, grazie alla liberazione di 5,2 miliardi di riserve. E il rimbalzo dei profitti è stato addirittura del 399% annuo. L'eps rettificato è decollato del 477% annuo a 4,50 dollari, contro i 3,09 stimati dagli analisti. E in prospettiva? "A fronte di tutti gli investimenti di stimolo, della spesa potenziale per le infrastrutture, del costante quantitative easing, di solidi bilanci per consumatori e imprese e dell'euforia per la potenziale fine della pandemia, riteniamo che l'economia abbia il potenziale per una crescita estremamente solida e pluriennale": così si esprimeva settimana scorsa Jamie Dimon, numero uno di Jp Morgan (unico tra i top manager di Wall Street a essere sopravvissuto alla crisi dei mutui subprime), nel tradizionale appuntamento con la lettera annuale agli azionisti (insolitamente lunga quella del 2021, ben 66 pagine).

(Raffaele Rovati)