La prima settimana del mese di maggio ha smentito, almeno per il momento, il famoso detto “Sell in May and Go Away”. 

E’ vero che il mese è ancora lungo e di tempo per frenare ce ne sarà ancora molto, ma l’inizio è stato decisamente favorevole al Toro, che, dopo l’incertezza delle prime due sedute del mese, si è disteso in un mini-rally in grado di spingersi abbondantemente oltre i precedenti massimi storici dell’indice SP500.

La correzione lateral-ribassista (più il primo che il secondo aggettivo), che ha impegnato l’indice più importante del mondo dal 16 aprile in avanti, è ormai alle spalle. Il nuovo massimo storico, realizzato proprio venerdì scorso a quota 4.238, ha permesso di portare a casa un nuovo incremento settimanale di performance di +1,23% ed evidenzia un ulteriore impulso rialzista, che dovrebbe portare l’indice a raggiungere il suo prossimo obiettivo di area 4.250-60 nel corso di questa settimana, magari addirittura già oggi.

La forza mostrata dall’azionario americano si è riverberata anche, addirittura con maggior impeto,  sull’indice vintage Dow Jones, che ha fatto in settimana meglio di tutti i fratelli americani, con un sontuoso +2,67% ed ovviamente ha migliorato il suo massimo storico, portandolo a quota 34.811.

Un po’ meno brillante si è mostrato l’indice della Small Cap Russell2000, che ha racimolato un misero +0,15% settimanale e si trova ancora piuttosto lontano dal suo massimo storico del 1 marzo. Anche la tecnologia, rappresentata dall’indice Nasdaq100, ha segnato il passo, subendo una severa scivolata nelle prime sedute della settimana. Il recupero finale di giovedì e venerdì scorso non è bastato a portare in positivo la performance settimanale (-1,02%) e nemmeno ad avvicinare più di tanto il suo massimo storico del 29 aprile.

La buona ripresa dell’azionario USA ha trascinato verso i massimi dell’anno anche le borse europee. Infatti Eurostoxx50 (+1,5% settimanale) è riuscito a riportarsi sui suoi massimi del 2021, anche se per un soffio venerdì non è riuscito a migliorarli, fermandosi a soli 7 punticini da quota 4.401 segnata il 19 aprile. Meglio ha fatto l’indice CAC francese (+1,85%), che è tornato sui livelli del lontano 2000. La miglior performance tra i principali indici europei è stata però realizzata in settimana dal IBEX spagnolo (+2,77%), seguito dall’italiano FtseMib (+1,95%). Va segnalato, comunque che questi due indici sono più indietro nel recupero, dovendo ancora raggiungere i valori che avevano all’inizio dello scorso anno, prima dello scoppio della pandemia.

La scorsa settimana alla festa dell’azionario è mancata l’Asia. Un po’ perché ha perso le prime tre sedute per festività, un soprattutto perché laggiù c’è qualcosa che non va, specialmente in Cina. Gli indici del colosso economico orientale, dopo il rally di febbraio, con relativo record annuale, hanno preso la via della correzione e non riescono più a risollevarsi da una lunga lateralità, che dura ormai da due mesi. L’indice di Shanghai ha terminato la sua settimana corta in calo (-0,81%) e soprattutto distante quasi 9 punti percentuali dal suo massimo di febbraio. E’ evidente che gli investitori non vedono molto di buon occhio il clima ostile che anche Biden sta alimentando nei confronti del concorrente cinese, e preferiscono tenersi alla larga da sorprese da guerra fredda.

La settimana che comincia oggi ha il compito di estendere l’impulso iniziato sugli indici americano fino all’obiettivo di quota 4.250-60 di SP500. Arrivati a quel punto ci potrebbe essere una breve sosta di rifornimento ai box, per poi procedere con un nuovo impulso che dovrebbe portare tra maggio e giugno l’indice SP500 dalle parti di 4.400, dove poi effettuerà una correzione estiva più significativa.

Intanto si sono svegliati anche i metalli preziosi, che hanno dato in settimana tutti un segnale rialzista e si sono uniti ai rally delle altre materie prime, molte delle quali vantano rialzi annuali oltre il 50% e sembrano oggettivamente piuttosto tirate. Anche il Bitcoin sta tornando sui suoi massimi, ed ha quasi raggiunto quota 60.000 dollari.

Tutto bene dunque. Non durerà per sempre, ma intanto sembra proprio che quest’anno vendere a maggio non sia la migliore idea.