Se il 2021 verrà ovviamente ricordato come l'anno del Covid-19, anche per il business farmaceutico, concentrato sui vaccini, le Big Pharma vanno non stanno a guardare e vanno oltre la pandemia. Anche perché non tutti i colossi del settore sono riusciti a monetizzare il coronavirus. Non c'è riuscito il leader mondiale dei vaccini GlaxoSmithKline (Gsk). Non c'è riuscita Sanofi, che proprio nei giorni scorsi ha rinunciato allo sviluppo di un suo trattamento basato, come quelli di Moderna e Pfizer (BioNTech), sull'Rna messaggero perché sarebbe arrivato sul mercato ormai a giochi fatti. Non c'è riuscita neppure Merck & Co. (che però è fresca di annuncio dell'efficacia del suo trattamento orale molnupiravir per il Covid-19, non un vaccino, anche per la variante Delta). Merck però guarda avanti e lo fa con una delle maggiori acquisizioni della sua storia, quella di Acceleron Pharma, focalizzata sulle malattie rare.

Big Pharma oltre i vaccini. Merck rileva Acceleron per 11,5 miliardi

Confermando precedenti indiscrezioni del Wall Street Journal, Merck ha infatti annunciato che acquisterà la biotech del Massachusetts con un'offerta di 180 dollari in contanti per azione e una valutazione della preda di 11,5 miliardi. Si tratta di un premio di meno del 3% rispetto alla chiusura di mercoledì per Acceleron al Nasdaq. Il titolo, comunque, si è apprezzato di oltre il 41% da inizio 2021, contro il 18% circa dell'S&P 500. Il deal arriva a chiusura di un terzo trimestre già da record per l'M&A globale, che ha visto protagoniste anche le Big Pharma. A inizio mese, per esempio, la francese Sanofi aveva comunicato di avere raggiunto l'accordo per il takeover di Kadmon Holdings, per una valutazione della biotech Usa (anch'essa specializzata in malattie rare) di 1,9 miliardi.

Merck acquista Acceleron e punta sul business delle malattie rare

Tornando ad Acceleron, la società di Cambridge focalizza le sue attività su terapie per disturbi cardiovascolari e legati al sangue. Il suo Sotatercept, attualmente in uno studio in fase avanzata, punta a trattare una rara malattia cardiovascolare, l'ipertensione arteriosa polmonare. E, come nota Reuters, il mercato delle malattie rare è diventato redditizio, poiché le case farmaceutiche in genere applicano prezzi decisamente elevati per medicine rivolte a un numero limitato di pazienti. Secondo il National Institute Of Health soltanto in Usa circa 25-30 milioni di persone convivono con una malattia rara, e sono diverse le aziende che guardano con interesse a questo segmento del mercato. Oltre al Sotatercept, Merck avrà acquisterà anche il Reblozyl, già approvato per il trattamento di due disturbi legati al sangue, come l'anemia nei pazienti con beta talassemia.

Grazie ad Acceleron Merck può andare oltre il successo del Keytruda

Merck ne sa qualcosa di malattie rare. Il suo Keytruda, usato nelle immunoterapie antitumorali, secondo Louise Chen, analista di Cantor Fitzgerald, genera il 37% dei ricavi del gruppo. Era stato lanciato nel 2014 al costo di 150.000 dollari per una terapia di un anno. Merck però deve guardare avanti, anche se la scadenza del brevetto (e il conseguente arrivo di versioni generiche) non è imminente. "Anche se l'acquisizione di Acceleron non eliminerà completamente la spada di Damocle della concorrenza dei generici per il Keytruda, aiuterà a diversificare le vendite. E questo risolve una grande preoccupazione per gli azionisti", ha sottolineato Chen. (Raffaele Rovati)