Venerdì sera la settimana si è chiusa bene a Wall Street, con un rush finale che ha portato l'S&P 500 (+0.95%) a chiudere ai nuovi massimi storici. Meglio ancora il Nasdaq 100 (+1.13%) anche se la recente underperformance lo colloca ancora sotto il massimo in chiusura del 19 Novembre. In mancanza di meglio, gli operatori hanno ascritto l'overperformance al fatto che il dato di CPI USA di novembre è uscito in linea con le attese, anziché sorprendere al rialzo come di recente (e come ci si attendeva sulla scorta del "mani avanti" di Biden).

Meno male, direi, perché la headline è uscita a +6.8% e il core a +4.9% anno su anno. Vero, in questi numeri vi sono compresi effetti base, oltre che un grosso contributo di componenti energetiche o gonfiate dai bottlenecks alle catene di approvvigionamento come auto nuove ed usate. Ma se si vuole depurare dagli effetti base, basta guardare il grafico mese su mese per le 2 serie.

Le medie mobili a 6 e 12 mesi delle rilevazioni si collocano tra 0.5% e 0.6% per il dato headline e tra 0.4% e 0.5% per quello core, entrambi coerenti con oltre un 5% (nel caso della headline un 6%) annuo. Hai voglia a tornare al target. Food for thought per la FED mercoledì.

Forse il newsflow a margine sulla variante Omicron era un po' migliorato, con una tendenza a rallentare in Sud Africa. Ma insomma, non è che una serie possa andare avanti a quadruplicare ogni settimana indefinitamente.

Riassumendo quanto sappiamo della variante Omicron, in base ai dati preliminari, si può dire che

  • l'indice di trasmissibilità sembra 3-4X quello della Delta;
  • il tasso di reinfezione (infezione in soggetti che hanno già fatto il Covid) è un multiplo della delta, da 3 a 8X secondo UK Health Security Agency;
  • l'efficacia dei vaccini cala parecchio, anche se il booster ripristina una buona protezione (75%).

C'è l'aspetto della minore ratio di ospedalizzazioni e decessi rispetto alla Delta, osservabile in Sud Africa. È un effetto evidente, che però si compone presumibilmente di vari fenomeni le cui spiegazioni in alcuni casi non sono good news, e in altri casi lo sono in maniera parziale.

Intanto, l'ondata sudafricana ha un'età media più bassa delle precedenti, cosa che ha un impatto sulla sintomatologia severa. Poi, una crescita più rapida mostra un lag maggiore delle ospedalizzazioni e dei morti, semplicemente perché, se si arriva prima ad una certa soglia di casi giornalieri, l'accumulo di casi è stato inferiore. L'effetto di diverse crescite esponenziali si nota nella figura sotto, con il catch up differito delle successive serie.

Detto questo, un discreto calo del CFR (case fatality rate) e di quello delle ospedalizzazioni sopravvive alla correzione di questi indici, come si nota da questo grafico del FT.

Questo "miglioramento" sembra dipendere dalla "immune escape" della variante, ovvero della sua capacità di infettare chi ha già fatto il Covid nei precedenti ceppi (reinfection) e di infettare i vaccinati. Infatti (per fortuna) questi casi vanno a ingrossare le file delle sintomatologie "mild", con il risultato che i casi ospedalizzati, in terapia intensiva e i decessi si "diluiscono".

Quest'effetto quindi smentisce almeno in parte la teoria della minor pericolosità di Omicron, ma nello stesso tempo conferma che in generale esiste un effetto protettivo degli anticorpi comunque ottenuti, e il numero dei casi totali di Omicron vedrà in proporzione meno ospedalizzazioni e morti. Solo che ancora non abbiamo sufficienti dati per pronunciarci sulla severità della variante. E, comunque, alla luce della contagiosità molto maggiore, e delle reinfezioni, sembra sensato attendersi che i casi aumenteranno di parecchio ovunque, e che anche se, per fortuna, ospedalizzazioni e decessi non aumenteranno in proporzione, saranno sufficienti a mettere pressione ai servizi sanitari, e produrre misure di contenimento (che non saranno granché efficaci, con questo nuovo livello di contagiosità). Almeno questo è quello che sembra indicare quanto esposto sopra, basato su dati scarsi e incompleti.

Nonostante tutto ciò l'apertura dei mercati azionari in Asia stanotte è stata decisamente positiva. Il motivo principale per questa positività che ha contagiato anche le commodities, è che al termine della Economic Conference di dicembre il Presidente Xi ha dichiarato che la priorità della politica economica e monetaria è tornata ad essere la stabilità dell'economia, e quindi lo stimolo fiscale verrà aumentato e gli investimenti in infrastrutture supportati a livello locale (link). Gli obiettivi di crescita per il 2022 verranno centrati.

  • PREMIER SAYS CHINA IS ABLE TO MEET FULL-YEAR TARGETS: XINHUA
  • CHINA TO PUT STABLE GROWTH AT MORE PROMINENT POSITION, LI SAYS

Insomma anche questa volta la febbre della crescita sostenibile è passata, e si torna ai vecchi trucchi. Sarà sufficiente a sostenere un settore immobiliare in difficoltà seria? Vedremo.  Intanto l'effetto è stato notato, anche se, a consuntivo, tra i principali indici dell'area mostrano una performance moderatamente positiva Nikkei, "A" shares cinesi, Sydney e jakarta mentre gli altri (Hong Kong, "H" shares cinesi, Taiwan, Seul e Mumbai) hanno corretto.

La positività si è notata soprattutto sui Futures USA, e sull'apertura degli indici europei, che dopo un iniziale ripensamento hanno poi preso solidamente la via del rialzo (d'altronde avevano un catch up da fare con quelli USA per il rally di venerdì sera). Meno convinti i bond, che hanno mantenuto rendimenti stabili, e l'€ che ha ceduto terreno in mattinata. Anche il denaro sulle commodity è durato abbastanza poco.

Oggi il calendario macro era abbastanza scarico, e quindi la mattinata si è trascinata in attesa dell'apertura USA. Che è avvenuta in rialzo. Ma, poco dopo la campana, l'azionario ha bruscamente invertito la marcia, accumulando un discreto ribasso.

Il movimento è rimasto privo di catalyst immediati.

Attenzione: non è che manchino i motivi di incertezza: abbiamo Omicron, che sta continuando a produrre headline non proprio costruttive.

  • CHINA REPORTS OMICRON CORONAVIRUS CASE IN TIANJIN: GLOBAL TIMES
  • SAJID: EXPECT HOSPITALIZATIONS, DEATHS TO RISE `DRAMATICALLY'
  • SAJID: CURRENT RATE OF U.K. COVID INFECTIONS ABOUT 200K/DAY

Tra l'altro la Cina, con la sua peculiare strategia di contenimento, rischia, con una variante contagiosa come Omicron, di ridurre di parecchio l'attività (e comunque accumulare parecchi casi).

Abbiamo la FED mercoledì che dovrebbe mettere mano al tapering, e comprendere nelle proprie previsioni almeno 2 rialzi dei tassi. Abbiamo l'ECB giovedì che si trova a dover chiarire la sua strategia in un momento in cui il futuro diventa più incerto.

Ma nessuno di questi fattori è una novità di oggi pomeriggio. Anche il grosso delle informazioni su Omicron da me esposte era già disponibile alla fine della scorsa settimana o durante il week end.

In ogni caso, mi trovo più d'accordo col tono di oggi pomeriggio, che non con quello positivo di venerdì e stamattina. Il quadro, in particolare sul fronte epidemia, è quanto mai incerto e cupo, a mio parere.

L'inversione di Wall Street ha ovviamente contagiato tutto il resto. Gli indici EU hanno chiuso in rosso (il Dax flat), banche, energy e ciclici hanno guidato il ribasso, i rendimenti sono calati, la forza delle commodity è evaporata. male anche le Crypto. Dopo il termine degli scambi in EU Wall Street non ha ancora dato segnali di riscossa, con il tech e le FAANG che sottoperformano. Vedremo come sarà la chiusura.

Nei prossimi giorni il calendario prende decisamente quota:

  • oggi abbiamo in US il PPI di novembre, e il NFIB small business optimism;
  • mercoledì abbiamo in US l'Empire NY manufacturing di dicembre, e le retail sales USA di novembre, oltre ovviamente al già commentato FOMC.
  • giovedì abbiamo i PMI flash manifatturieri di dicembre in Giappone, Europa, e USA e il meeting ECB e quello Bank of England, oltre ai sussidi di disoccupazione e al Philly Fed in US.
  • venerdì chiudiamo con la Bankm of japan e l'IFO tedesco.