Le notizie del week-end, quasi tutte relative all’esplosione della variante Omicron in Europa e, ormai, anche in USA, sono riuscite a seminare un po’ di panico nella prima seduta della settimana che ci conduce a Natale.

Lo si vede molto bene sul grafico di tutti gli indici occidentali, che hanno effettuato un tuffo con l’ampio gap ribassista in apertura di seduta. Cito solo i due indici più rappresentativi. Eurostoxx50 ha aperto la seduta con 90 punti di gap (oltre -2%) rispetto alla chiusura di venerdì scorso, ed è arrivata a perderne 115 (-2,75%) quando ha raggiunto il minimo di seduta, a metà mattinata.

Il gap d’apertura per l’indice americano SP500, alle 15,30, è stato di 58 punti (-1,26%) e la discesa è proseguita fino alla chiusura dei mercati europei, segnando alle 17,30 quasi -2% di perdita.

Al cedimento dei nervi degli investitori hanno contribuito soprattutto le notizie della pandemia, che con la variante Omicron sembra aver trovato una nuova giovinezza. La capacità di aggirare i vaccini ha creato una finestra di almeno 60 giorni in cui la contagiosità del virus è decisamente superiore alle varianti precedenti, anche se la gravità dei sintomi è minore nella maggior parte dei casi. Per qualche settimana si è pensato che per il sistema sanitario la minor gravità dei sintomi avrebbe consentito ospedalizzazioni inferiori ai picchi delle precedenti ondate. Ma il maggior numero di contagi che si avranno al picco di questa ondata (sembra raggiunto il Sudafrica, ma verrà raggiunto solo tra alcune settimane in Europa e USA) potrebbe comunque riempire gli ospedali, perché percentuali di ospedalizzazioni più basse, se applicate su una base molto più alta, producono ugualmente numeri di ricoveri in grado di mandare in tilt gli ospedali.

Per questo i governi stanno cominciando a muoversi, anche prima delle feste per ridurre la circolazione delle persone, con conseguenze ovviamente negative sulle attività economiche, mentre sale l’ostilità sociale verso i no-vax, accusati, non senza qualche ragione, di intasare le terapie intensive.

All’enorme punto interrogativo generato dal virus si sono aggiunti altri due elementi su cui riflettere. Uno è il taglio, imprevisto, anche se di lieve entità, ai tassi di interesse ufficiali attuato dalla banca centrale cinese. E un segno che le autorità sono preoccupate per la crescita e che temono l’esplosione di Omicron, poiché la loro politica chiusure e tracciamenti le obbligherà ad attuare ampie restrizioni.

Il secondo è l’improvviso stop al piano Build Back Better da circa 2.000 mld $ che il Senato non riuscirà ad approvare perché ai democratici è venuto a mancare il voto del senatore Manchin, contrario ad espandere così tanto il deficit. Il piano, che serve a ridurre le disuguaglianze sociali e stimolare la transizione ecologica, doveva essere di 6.000 mld$ secondo l’ala più progressista del partito. E’ stato ridotto a 3.500 in autunno, poi a 2.000 per ottenere il voto del senatore dissidente. Ma neanche questo è bastato, perché lui pretende di ridurlo a 1.500 mld$. Perciò se ne riparlerà nel 2022, e chissà quando e come il piano verrà approvato. Intanto il partito di Biden si spacca, con polemiche tra l‘ala oltranzista e quella moderata, e la popolarità di Biden subisce un altro colpo.

L’insieme di queste notizie ha impattato sulle aspettative di crescita futura, al punto che Goldman Sachs ha già tagliato le sue previsioni di crescita dell’economia USA per il prossimo trimestre, riducendole dal 3% al 2%.

Nel corso della seduta sono arrivate anche notizie positive, come l’approvazione del quinto vaccino da parte dell’agenzia europea del farmaco (EMA): è quello di Novavax, che è stato prodotto con tecniche tradizionali e che può essere conservato in semplice frigorifero. Si spera che questo nuovo arrivo vinca le resistenze di qualche no-vax, che diffida della metodologia a RNA Messaggero usata da Pfizer e Moderna, ma soprattutto che questo vaccino possa essere ampiamente utilizzato in Africa e nei paesi più poveri, oggi ancora scarsamente vaccinati. Inoltre, Moderna ha comunicato che la terza dose aumenta di 37 volte gli anticorpi contro Omicron.

Queste buone notizie sono servite solo ad allontanare gli indici europei dai minimi mattutini, ma non ad impedire chiusure pesanti (Eurostoxx50 -1,30% e tutti gli indici compresi tra il -0,8% di Francia e Spagna ed il -1,9% dell’indice tedesco DAX). D’altra parte, Wall Street stava vivendo il suo momento peggiore, con gli indici sui minimi di seduta vicini a perdite del -2%.

Il fatto che Eurostoxx50 sia riuscita a chiudere la seduta al di sopra della media mobile di lungo periodo a 200 sedute è già un gran risultato, che lascia aperta la porta alla speranza di poter estendere oggi il recupero.

Dopo la chiusura europea in USA si sono riaffacciati i compratori, che hanno constatato che il livello raggiunto da SP500 (quota 4.531) lambiva la trendline rialzista che ha fermato tutte le correzioni più significative fatte dall’indice dopo l’estate dello scorso anno. Per la precisione, essa parte dai minimi del 30.10.2020 e passa per il minimo del 4.10.2021. Questa linea di tendenza ha fermato sia il doppio pullback dell’ottobre scorso che la correzione di novembre. 

Inoltre, sul grafico orario l’indicatore di eccesso RSI (14) aveva appena raggiunto il livello di ipervenduto.

Probabilmente molti avranno pensato che per azzardare l’ennesimo acquisto del tuffo, quello era il momento giusto. Perciò dalle 18 e fino alla fine della seduta l’indice USA ha recuperato quasi metà del terreno perduto e si è portato sui valori di inizio seduta, pronto a tentare oggi, se non arriveranno dal cielo altre tegole, la chiusura dell’ampio gap ancora visibile.

Al di là del rimbalzo che oggi potrebbe proseguire, la situazione appare ancora molto precaria ed appesa alle notizie.

Tecnicamente il rally di fine anno è ancora possibile, ma non lo sarebbe più se venisse rotto il minimo di ieri.

L’unica cosa che posso affermare senza paura di essere smentito è che l’andamento dei mercati degli ultimi giorni fa venire l’emicrania, anzi l’Omicronia.