Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Antonello Marceddu, trader indipendente, al quale abbiamo rivolto alcune domande sui principali indici azionari, con una particolare attenzione rivolta a Piazza Affari.

Il Ftse Mib continua a gravitare intorno all'area dei 22.000. Quali le prospettive nel breve?

Nella scorsa intervista aveva parlato di un gap aperto dal Ftse Mib tra il 9 e il 12 settembre e questo gap è stato colmato nella seduta di ieri.

Ieri l'indice ha aperto nuovamente con un gap che però è stato già chiuso in giornata.

Sul grafico del Ftse Mib ieri è comparsa una candela rialzista che potrebbe favorire una prosecuzione della salita almeno per 1-2 sedute e non credo oltre.

L'indice sta veleggiando al momento tra due livelli chiave, ossia i 21.000 e i 23.000 punti, muovendosi per ora nella parte mediana intorno ad ara 22.000.

Si è abbassato così il baricentro rispetto al mese scorso e ora si muove in laterale in attesa di conoscere l'esito delle elezioni politiche in agenda domenica 25 settembre.  

Sarà importante che il Ftse Mib rimanga ancora per un po' tra i 21.000 e i 23.000 punti e volendo restringere il range di osservazione segnaliamo altri due livelli, ossia i 21.500 e i 22.500 punti.

L'indicatore di volatilità si sta nuovamente appiattendo, con una linea che demarca questa fase di lateralità e quindi dovremmo assistere alla prosecuzione dello scenario attuale almeno fino ai risultati elettorali, a patto ovviamente che non intervengano fattori esogeni nel frattempo.

Nel brevissimo quindi il Ftse Mib dovrebbe muoversi ancora tra i 21.500 e i 22.500 punti, magari con piccoli movimenti al di sopra o al di sotto di tali livelli, ma nulla di più. 

Cosa può dirci in merito al recente andamento dell'euro-dollaro e quali le attese nelle prossime sedute?

L'euro-dollaro si è avvicinato sempre più ai minimi delle sessioni 5-6-7 settembre, quando abbiamo visto una configurazione strutturale con un minimo centrale e due laterali, quasi una sorta di testa spalle.

I minimi in questione sono a 0,98921, 0,9895 e 0,9892, da cui è partito un piccolo allungo.

L'euro-dollaro però non ha superato quota 1,017 ed è tornato indietro, ma con un consolidamento sopra 0,985 si potrebbe rivedere un certo slancio.

In caso contrario, il cross rischia davvero grosso, perchè potrebbe scivolare fino a quota 0,97/0,96, livelli visti nel 2022.

Mi auguro che non vogliano riportare l'euro-dollaro sui minimi del 22 ottobre 2000, quando le quotazioni toccarono 0,8326.

C'è da dire che per diverse settimane il cross ha combattuto al di sotto dei livelli attuali, per poi toccare quota 0,97 da cui però era ripartito.

E' anche possibile che con uno scatto di orgoglio l'euro-dollaro potrebbe risalire un po', ma sarà necessario in primis superare i massimi di martedì scorso a 1,005.

Oltre questo livello l'euro-dollaro potrà salire verso 1,018/1,0187, ma al momento è prematuro pensare a uno sviluppo di questo tipo nell'immediato.

L'oro è sceso al di sotto dell'importante sostegno dei 1.680 dollari. Cosa può dirci di questo asset?

Tracciando sul grafico dell'oro una trendline che va ad unire i massimi del 3, del 10-15 agosto scorso e del 18 aprile, notiamo che le quotazioni si sono spostate al ribasso.

Partendo da venerdì scorso stiamo assistendo a una fase laterale del gold che, mantenendosi al di sopra di area 1.653-1.659 dollari, potrebbe provare a regalarsi uno spunto rialzista.

Per raggiungere però il livello che collega i prezzi attuali alla trendline di cui parlavo prima, sarà necessario risalire in area 1.732-1.733 dollari, zona di resistenza interessante.