Oro in calo, occasione “buy”?

BlackRock alleggerisce la posizioni in oro

Ieri l’oro ha subito un forte ribasso scendendo del 2,2% a 1.753. Anche se nelle ultime ore i prezzi hanno accennato un rimbalzo la discesa resta preoccupante. A pesare sulle quotazione del metallo giallo è anche la notizia che Russ Koesterich, gestore di uno dei grandi fondi di BlackRock, il Global Allocation Fund, ha deciso di portare quasi a zero la quota di oro in portafoglio dal momento che si attende un’accelerazione della crescita economica con conseguente normalizzazione dei tassi d’interesse. Il rialzo dei rendimenti sui bond, probabile con il “tapering” che la Federal Reserve andrà ad attuare nei prossimi mesi, renderà meno attraente l’oro come forma di copertura dei rischi del mercato azionario. Oltre ai bond Koesterich ritiene che la funzione di “hedging” dei rischi possa essere assolta anche spostandosi su alcuni comparti dell’azionario, come gli industriali, che hanno una volatilità inferiore agli altri.

I motivi per cui l’oro potrebbe rafforzarsi in futuro sono legati all’andamento dell’inflazione, gli ultimi dati in uscita dagli Usa tuttavia fanno intravedere un rallentamento nella velocità di crescita dei prezzi.  

Inflazione Usa sotto controllo

Il Dipartimento del Lavoro Usa ha infatti comunicato che nel mese di agosto l'indice grezzo dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,3% rispetto a luglio risultando inferiore alle attese (+0,4%) e alla rilevazione precedente (+0,5%). Su base annuale l'indice si è attestato al +5,3%, inferiore alla lettura di luglio (+5,4%) ma pari al consensus. L'indice Core (esclusi energetici ed alimentari) è cresciuto dello 0,1% rispetto al mese precedente (consensus +0,3%). Su base annuale l'indice e' salito del 4% risultando inferiore alla rilevazione precedente e alle attese fissate su un indice del 4,3% e del 4,2%.

Ue, inflazione cresce per colpa dell’energia

Eurostat invece ha comunicato che ad agosto l'inflazione tendenziale dell'Unione Europea è risultata del 3,2%, in aumento dal 2,5% di luglio. A livello mensile i prezzi al consumo sono aumenti dello 0,3% nella Ue. Ad agosto il contributo maggiore alla crescita dell'inflazione tendenziale è venuto dal settore dell'energia, con un +1,44%, dai beni industriali non energetici con un +0,65%, poi da cibo, alcol, tabacchi e altri servizi. La componente più evidente della crescita è quindi quella dell’energia, un elemento abbastanza volatile che i decisori della politica monetaria tendono a considerare solo marginalmente.

Per Onu crescita 2021 molto forte

Il fatto che la crescita dei prezzi, per quanto veloce, non stia accelerando in modo incontrollato, non significa tuttavia necessariamente che ci sarà un rallentamento anche per la crescita economica. Le Nazioni Unite prevedono infatti che nel 2021 si registrerà una ripresa record per l'economia globale, la più rapida in quasi cinquanta anni. Alla fine del 2021 secondo l’Onu l'economia globale si sarà ripresa con una variazione positiva dell'1,6% rispetto al Pil di due anni prima. La crescita globale rallenterà tuttavia al +3,6% nel 2022. Con un’inflazione sotto controllo e una crescita economica ancora traballante a causa delle varianti Covid è possibile che le banche centrali adottino un atteggiamento morbido nei confronti della politica monetaria, lasciando spazio alle azioni per crescere ancora. Se questo scenario dovesse risultare corretto a salire ancora in futuro potrebbero essere i mercati azionari e non l’oro. Casomai potrebbero essere altre materia prime, come il rame o l’alluminio, a crescere come quotazioni, data la domanda sostenuta a livello globale.

Le recenti dichiarazioni di Olli Rehn, membro finlandese del board della Bce, sembrano andare in questa direzione. Per Rehn nella zona euro la crescita è robusta ma necessita ancora di un sostegno, che le prospettive restano infatti offuscate da colli di bottiglia e dalle varianti Covid. 

Oro, il grafico è molto interessante

Guardando l'oro dal punto di vista grafico ci si accorge di essere arrivati su un punto critico, a partire dal quale si potrebbe decidere la partita per il prossimo futuro del trend. I prezzi hanno infatti disegnato un potenziale testa spalle rialzista a partire dal minimo del 29 giugno a 1750 dollari circa. Questa figura verrebbe tuttavia completata solo con la rottura della sua linea di demarcazione, la "neckline", quella che unisce i massimi del 15 luglio e del 3 settembre e che passa a 1835 dollari circa. Oltre quei livelli diverrebbe probabile il proseguimento del rialzo almeno fino in area 1915/20 dollari, sui massimi di giugno. 

E' evidente che la realizzazione di uno scenario di questo tipo non potrebbe avvenire senza una rimodulazione delle aspettative sull'inflazione, che per qualche motivo tornerebbe ad essere vista in forte crescita. La linea parallela alla "neckline" disegnata a partire dal minimo del 29 giugno, la prima "spalla", è quella sulla quale dovrebbero fermarsi i minimi della seconda "spalla" della figura, ed effettivamente per adesso così è stato con il minimo del 16 settembre di area 1745. Se i prezzi scendessero al di sotto di quei livelli tuttavia l'ipotesi del "testa spalle" rialzista perderebbe di credibilità e si rischierebbe la ripresa della tendenza ribassista attiva dal top di giugno. 

Difficilmente il mercato si accontenterebbe in quel caso di tornare a vedere i minimi di agosto a 1682 dollari ma potrebbe volere scendere ad esplorare area 1600 dollari circa (base del canale ribassista disegnato dal massimo di agosto 2020).

(Alessandro Magagnoli)