L'ovest minaccia nuove sanzioni ma gas russo non si ferma

Dopo le notizie relative all'uccisione di civili da parte delle truppe russe nella città ucraina di Bucha da più parti in Europa si chiede un inasprimento delle ritorsioni commerciali nei confronti di Mosca. Tra le misure ipotizzate c'è il blocco totale delle importazioni di idrocarburi. Per il momento le forniture di gas dalla Russia non si fermano

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Dopo le notizie relative all'uccisione di civili da parte delle truppe russe nella città ucraina di Bucha da più parti in Europa si chiede un inasprimento delle ritorsioni commerciali nei confronti di Mosca. Tra le misure ipotizzate c'è il blocco totale delle importazioni di idrocarburi. Per il momento le forniture di gas dalla Russia non si fermano.

L'occidente accusa la Russia di crimini di guerra

Le notizie del fine settimana hanno esacerbato ulteriormente le tensioni tra Russia e il blocco occidentale. L'Ucraina ha infatti denunciato crimini di guerra commessi dalle truppe russe. Il progressivo ritiro delle forze di Mosca verso sud e est del Paese sta facendo emergere, secondo quando riferito dagli ucraini, l'uccisione di civili nella città di Bucha, pochi chilometri a nord ovest della capitale Kiev. I russi respingono le accuse e puntano il dito sull'Ucraina affermando che si tratta di una messinscena per attrarre il consenso dei media occidentali.

Nuove sanzioni in arrivo?

Molti leader europei hanno dato per certa la versione di Kiev e preso spunto per avviare le discussioni per una nuova tranche di sanzioni contro la Russia. In particolare il presidente francese Emmanuel Macron, in piena campagna elettorale (primo turno domenica prossima e ballottaggio il 24 aprile), ha parlato di colpire le esportazioni russe di carbone e petrolio. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha replicato che la Russia è molto più grande dell'Europa e quindi prima o poi i leader europei verranno a più miti consigli.

Forniture di gas invariate

E per quanto riguarda il gas? Dopo lo strappo di Putin, che alla fine della scorsa settimana ha confermato che le forniture dovranno essere pagate in rubli (una mossa finalizzata anche a sostenere la valuta russa), per il momento la situazione appare tranquilla. In base a quanto riferisce Reuters, questa mattina i flussi in arrivo ai punti di consegna del gasdotto Yamal (Mallnow, Germania), Velke Kapusany in Slovacchia e Nord Stream 1 risultavano invariati.

(Simone Ferradini)