Le vendite di OVS a maggio sono risultate in crescita anche rispetto al maggio del 2019. Graficamente il titolo è bene impostato, target a 2,17 euro.

OVS, vendite in ripresa

In una nota della società si legge che a maggio le vendite sono risultate in netta crescita rispetto al maggio del 2019, è un primo segnale di miglioramento dopo che nella parte iniziale dell'anno i risultati sono ancora stati condizionati dalle restrizioni causate dalla pandemia.

L'assemblea degli azionisti di Ovs ha approvato il bilancio chiuso al 31 gennaio 2021. E' stato inoltre autorizzato il piano di acquisto di azioni proprie che era stato proposto dal CdA del 15 aprile 2021.

OVS, risultato netto ampiamente positivo

Il Bilancio di Esercizio al 31 gennaio 2021 si è chiuso con un risultato netto positivo pari a 35,9 milioni euro. Il Bilancio Consolidato al 31 gennaio 2021 del gruppo OVS presenta un utile netto per a 35,1 milioni. 

Confortanti le parole dell'a.d. Stefano Beraldo "l''esercizio che abbiamo approvato, ha dimostrato la grande solidità del nostro Gruppo che, in un momento di forte contrazione del mercato, ha saputo agire non solo riducendo i costi in modo sostanziale, ma soprattutto proseguendo nello sviluppo di iniziative di prodotto e commerciali, e garantendo la necessaria quota di creatività, fattore indispensabile nel nostro settore. E' così cresciuta ulteriormente la nostra quota e si è consolidata la nostra leadership". 

Il Gruppo OVS ha reagito alle difficoltà causate dal Covid-19 avviando varie attività di riduzione dei costi limitando così in maniera sostanziale l''impatto sulla reddittività. Stefano Beraldo ha osservato che nei primi 27 giorni del corrente mese di maggio la situazione si è completamente evoluta in senso positivo. 

OVS, le vendite sono incoraggianti

Le vendite del Gruppo sono risultate in forte crescita rispetto sia al mese di maggio del 2019 che al budget ed in modo particolare si segnala che dal primo week-end di riapertura dei centri commerciali (chiusi fino al 17 maggio) l'andamento di tutti i parametri commerciali e reddituali del Gruppo è molto positivo e in miglioramento rispetto alle previsioni. I risultati economici e finanziari progressivi a fine maggio sono migliori rispetto al Budget dell'anno in corso.

I broker sono concordi per il “buy”

Settimana scorsa, dopo le indicazioni fornite da OVS sull’andamento del business, Banca Akros ha confermato la raccomandazione “buy” sul titolo con prezzo obiettivo a 2 euro. Gli esperti notano che il margine lordo 2021 sarà maggiore rispetto al 2020, anche grazie al minore impatto di sconti e di promozioni.

Giudizio positivo anche da parte di Intesa Sanpaolo che ha confermato la raccomandazione “buy” con un prezzo obiettivo di 2 euro. Secondo gli analisti di Intesa “Gli obiettivi del piano sono coerenti con le nostre stime attuali, indicando una rapida ripresa dell''Ebitda quest'anno a 112 mln euro rispetto ai 73 mln del 2020 e ulteriore crescita nel 2022 e nel 2023, quando ci aspettiamo un Ebitda a 164 mln euro, leggermente sopra il livello del 2019. Ribadiamo la nostra visione positiva sull'azione".

Stesso target, 2 euro, e stesso giudizio, “buy”, anche da parte di Kepler Cheuvreux. Secondo gli esperti OVS scambia ancora a multipli bassi. Inoltre la crisi potrebbe avere ridotto la concorrenza e  OVS dovrebbe beneficiare delle riaperture.

OVS sopra resistenza rilevante

OVS oggi si è spinto fino a 1,927 euro stabilizzandosi poi in area 1,91, in netto rialzo dalla chiusura di venerdì a 1,816 euro. Le quotazioni si sono lasciate alle spalle una forte resistenza che era già stata messa alla prova venerdì: in area 1,84 si colloca il 78,6% di ritracciamento del ribasso dal massimo di dicembre 2019, posto a 2,17 euro. Se i prezzi si confermeranno al di sopra di area 1,80/85 anche in chiusura di seduta il segnale rialzista sarà dato come acquisito e il target si sposterà proprio sui massimi di fine 2019. Resistenza intermedia a 2 euro. 

Solo ripiegamenti al di sotto di area 1,82, massimo del 18 maggio, farebbero temere una fase di calo a correzione del veloce rialzo visto dai minimi di marzo (purtroppo i prezzi si sono lasciati alle spalle un evidente gap rialzista il 16 aprile a 1,38 euro circa che potrebbe diventare il target in caso di una fase di debolezza).

(Alessandro Magagnoli)