Fabio Panetta, membro del Comitato esecutivo della Bce ed ex direttore generale della Banca d'Italia, in un'intervista al El Pais, ha dichiarato che non solo è urgente rendere operativo lo strumento del Recovery Ue ma anche che "dovremmo valutare se fornire maggiore sostegno fiscale per riportare la domanda al suo potenziale più velocemente".

Panetta fa un confronto con gli Usa

Panetta fa un confronto con gli Usa, dove l'economia tornerà ai livelli precedenti la crisi già nel 2021, mentre in Europa questo "non succederà prima di metà 2022 e,a differenza degli Usa, non torneremo ai livelli di crescita pre-crisi, il che significa che potremmo aver perso permanentemente due anni di crescita". E' quindi probabile che per il futuro serva più ambizione e "valutare aumento stimoli".

L'arrivo dei vaccini migliora la situazione "C'è un po' meno incertezza, ma è ancora alta. La distribuzione del vaccino sta accelerando, ma è ancora lenta. E la pandemia sta avanzando rapidamente in alcuni Paesi, influenzando le prospettive di crescita".

Panetta, Italia e Spagna ancora a rischio

Panetta chiarisce quali sono i rischi nel caso lo stimolo economico venisse ritirato troppo presto "c'è un significativo rischio di divergenza" tra l'andamento di Italia e Spagna e il Nord della Ue. Per chiarire questo punto Panetta ha dichiarato "Nulla impedisce alla zona euro di avere una robusta ripresa ma per questo l'economia deve essere sostenuta con il livello appropriato di stimolo monetario e fiscale. La prudenza ci dice che è meglio iniettare troppi stimoli che non essere all'altezza". 

E la prudenza dice anche che "In generale, non sarebbe saggio scommettere su un rapido recupero. Ci sono rischi che possono impedire la realizzazione dei miglioramenti pianificati. E anche se riusciamo a uscire presto dalla pandemia, ci renderemo conto che il danno all'economia è maggiore di quello che vediamo ora".

Per Panetta il Recovery Ue potrebbe non bastare

Per rispondere allo shock pandemico non solo "Dobbiamo rendere operativo lo strumento di Recovery Ue" con i suoi 750 miliardi di euro ma "dovremmo valutare se fornire maggiore sostegno fiscale per riportare la domanda al suo potenziale più velocemente" suggerisce Panetta.

Per fortuna, sottolinea Panetta, lo spazio di manovra c'è dal momento che sono stati usati per il momento solo una parte dei miliardi del PEPP, ma "se spendiamo questi soldi e siamo ancora al di sotto dell'obiettivo, allora dovremo fare di più".

L’inflazione non è un pericolo

Per il momento l'inflazione è ancora lontana dall'obiettivo del 2% e non rappresenta quindi un problema o un ostacolo ad essere più incisivi. "Dobbiamo essere più ambiziosi per aumentare il potenziale di crescita e avvicinare l’inflazione al nostro obiettivo. E dobbiamo dare ai consumatori e agli investitori maggiori garanzie sulle prospettive dell’economia europea" ha detto Panetta.

Anche dai recenti verbali della Bce è emersa la volontà di proseguire con gli acquisti PEPP dal momento che i rischi, almeno nel breve periodo, restano alti.

Verbali Bce, debolezza non ancora sconfitta

Durante il Consiglio direttivo del 10 e 11 marzo alcuni partecipanti hanno sollevato "la domanda se sia realistico assumere che le misure di contenimento sociale siano ridotte già nel secondo trimestre". Per alcuni membri del board infatti "a seconda dell’evoluzione della pandemia, la debolezza dell'attività economica potrebbe continuare nel secondo trimestre e oltre".

Il Consiglio direttivo ha ribadito il suo impegno a tenersi pronto a mettere mano a tutti gli strumenti, nella misura adeguata, per assicurare che l'inflazione converga verso il livello desiderato e a una "politica monetaria accomodante per tutto il tempo necessario". Per il breve termine rimangono rischi elevati mentre si attendono "sviluppi più positivi nel medio termine".

Bce, necessario aumentare acquisti PEPP

In accordo con quanto sostenuto da Panetta nell'intervista a El Pais, dalle minute della Bce si ricava che "i membri hanno espresso un ampio sostegno alla proposta di Philip Lane di effettuare acquisti nell'ambito del PEPP nel prossimo trimestre a un ritmo notevolmente superiore rispetto ai primi mesi dell'anno. Un significativo aumento del ritmo di acquisto per i prossimi tre mesi è stato ritenuto giustificato dall’osservato inasprimento delle condizioni di finanziamento e dalla mancanza di un miglioramento sostanziale delle prospettive di crescita e inflazione. La proposta è stata ritenuta proporzionata anche alla luce del mandato della Bce, bilanciando un accresciuto ottimismo sulle prospettive di medio termine con la notevole incertezza che ancora prevaleva nel breve periodo".

Bce, Pil area euro +4% nel 2021

Per adesso le proiezioni macroeconomiche rilasciate a marzo 2021 dagli esperti della Bce per l'area euro ipotizzano una crescita annua del Pil in termini reali pari al 4,0% nel 2021, al 4,1% nel 2022 e al 2,1% nel 2023.

(Alessandro Magagnoli)