Gli ultimi dati sulle scorte di petrolio Usa hanno evidenziato una contrazione maggiore delle attese innsecando un brusco rialzo delle quotazioni. La EIA, acronimo di Energy Information Administration, la divisione statistica del Dipartimento dell'Energia statunitense, ha reso infatti noto che nell'ultima settimana, fino al 9 aprile, le scorte di petrolio USA sono scese di 5,9 milioni di barili a 492,4 MBG. Il dato precedente aveva evidenziato un calo di 3,5 milioni, gli analisti si attendevano una contrazione limitata a 2,4/2,8 milioni di barili. 

Gli stock di distillati sono scesi di 2,1 milioni a 143,5 MBG, a fronte di attese di un calo di 0,9 milioni, mentre le scorte di benzine hanno registrato un aumento di 0,3 milioni a quota 234,9 MBG ma con attese di una crescita di 0,8 milioni. Le riserve strategiche di petrolio sono scese a 636,7 MBG. 

A seguito di questi dati mercoledì il petrolio ha chiuso in rialzo a New York, dove le quotazioni sono salite del 4,93% a 63,15 dollari al barile.

Nella seduta odierna invece il future sul Wti americano è in calo dello 0,5% circa a 62,85 dollari. 

Fermo restando che l'andamento delle quotazioni è in questa fase influenzato dall'evoluzione della pandemia di Covid-19 che a sua volta condiziona la ripresa della domanda di carburante, il mercato guarda anche alle stime di consumo per i prossimi mesi.

La International Energy Agency prevede un aumento dei consumi

La IEA (International Energy Agency) stima che la domanda e l'offerta globale di petrolio si bilanceranno nella seconda metà dell'anno, e che successivamente dovranno mettere sul mercato altri 2 milioni di barili al giorno per andare incontro alla domanda prevista. I segnali di una forte ripresa economica in Cina e negli Usa sembrano giustificare questo scenario.

L'Opec rivede al rialzo le stime per il 2021

Anche l'Opec+ ha rivisto al rialzo di 70.000 barili al giorno le proprie stime per la domanda globale rispetto alle previsioni fornite un mese fa, stimando per il 2021 un aumento della domanda globale di 5,95 milioni di barili al giorno rispetto all'anno scorso. La domanda globale sarà di 96,46 milioni di barili al giorno.

Nel rapporto dell'Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio si legge che "La revisione al rialzo tiene conto principalmente di un rimbalzo economico più forte di quanto ipotizzato il mese scorso, che avrà un impatto principalmente sulla domanda di petrolio dell'area OCSE nella seconda metà del 2021, supportata da programmi di stimolo e da un ulteriore allentamento delle misure di contrasto al Covid-19, in un contesto di accelerazione della vaccinazione".

Da notare che di recente l'Opec aveva tagliato le proprie previsioni di aumento della domanda di petrolio per il 2021 del 5% circa a 5,6 milioni di barili al giorno, la situazione appare quindi ancora molto fluida e condizionata dall'andamento della campagna vaccinale nelle principali aree del mondo.

Negli ultimi giorni un aiuto alla ripresa delle quotazioni è venuto anche dall'indebolimento del dollaro Usa, che contro euro è salito da area 1,17 a 1,1990 circa. 

Iran e Usa, le sanzioni potrebbero rimanere

Anche fattori geopolitici favoriscono una crescita delle quotazioni: la maggiore attività da parte dell'Iran sull'arricchimento dell'uranio (Teheran ha fatto sapere che inizierà ad arricchire l'uranio fino al 60% di purezza dopo l'interferenza di Israele su un impianto nucleare) allontana la revoca delle sanzioni da parte degli Stati Uniti.

In questo momento ci sono tuttavia anche elementi che frenano la crescita dei prezzi del greggio, in particolare l'andamento della pandemia in Brasile e in India, dove l'infezione appare fuori controllo.

Al momento Eni è in calo dello 0,78% a 10,40 euro circa, Saipem guadagna lo 0,3% circa a 2,33 euro, Tenaris lascia sul terreno l'1,61% nonostante la notizia che è stata scelta da Lukoil per la fornitura di oltre 1000 tonnellate di tubi per il suo primo progetto in Messico.

Tutti e tre i titoli stazionano al di sopra di supporti rilevanti e quindi un tentativo di dare seguito al rimbalzo intrapreso mercoledì non si può escludere.

Eni sostenuto dalla media a 20 giorni

Eni è sostenuto dalla media mobile esponenziale a 20 giorni, passante a 10,25 circa, e dalla trend line crescente disegnata dai minimi di fine ottobre, in transito a 10,10 circa. Solo la violazione di quest'area di supporto farebbe temere l'avvio di una correzione di tutta la recente fase rialzista con obiettivo almeno fino a 9,51, base del gap del 3 marzo. Supporto intermedio a 9,90, minimo del 24 marzo.

Saipem, compare una figura ribassista

Saipem ha disegnato dal picco dell'8 gennaio un potenziale testa spalle ribassista, figura avente come base la trend line che unisce i minimi del 26 gennaio e del 4 marzo, passante a 2,30 circa. Solo la violazione di questo supporto, da confermare in chiusura di seduta, potrebbe fare temere discese verso i 2 euro almeno. Oltre 2,43 invece possibili rialzi in area 2,70/72 euro.

Tenaris, resistenza a 9,80 euro

Tenaris sta disegnando dal top del 12 marzo una figura dalla vaga forma triangolare, che potrebbe anche dimostrarsi un "pennant" elemento di continuazione della tendenza crescente in atto da fine ottobre. Solo oltre area 9,80, parte alta del "pennant", possibili movimenti verso i 10,50 euro. Sotto i 9 euro rischio invece di discese verso 7,70, base del gap rialzista del 24 febbraio.

(Alessandro Magagnoli)