Vaccini, ecco come sono messe le BigPharma dopo la riammissione di AstraZeneca

L’Agenzia Europea per i Medicinali ha confermato che il vaccino contro il Covid di Astrazeneca è “sicuro ed efficace” e che i “benefici sono maggiori dei rischi”, pertanto può tornare ad essere somministrato.

Il vaccino, ha dichiarato Emer Cooke, il direttore esecutivo dell’authority, “non e' associato a un aumento del rischio generale di eventi tromboembolici”.

Adesso che l'Ema si è pronunciata sul vaccino del gruppo britannico AstraZeneca scopriamo le strategie operative su AstraZeneca, Johnson & Johnson, Moderna e Pfizer

Vaccini e ripresa economica

L'argomento vaccini in questi giorni è caldo, anzi caldissimo. In attesa che l'Ema si pronunci sul vaccino del gruppo britannico AstraZeneca i mercati finanziari danno grande importanza all'andamento della campagna di vaccinazione, da quella dipendono infatti le riaperture dei settori messi in ginocchio dalla pandemia e quindi anche la velocità della ripresa economica. 

Vaccini, il pericolo che la macchina si inceppi

E' vero che lo sforzo di governi e banche centrali è stato senza precedenti, e che quindi una inversione a "V" per quello che riguarda l'andamento del ciclo economico è data per scontata, tanto che le previsioni per alcune aree geografiche sono di riuscire a ritornare al di sopra dei livelli di ricchezza e occupazione pre-Covid già l'anno prossimo, ma il diavolo come si sa si nasconde nei dettagli: se la macchina dei vaccini dovesse incepparsi le attese sul futuro andrebbero riviste e anche i mercati finanziari, borse in primis, potrebbero subire degli scossoni. 

La borse per adesso sono ottimiste

Per il momento è vero che, come accede quasi sempre, le borse anticipano gli eventi, gli indici settoriali relativi alle aziende attive sul retail sono infatti già in netta crescita, in ampio anticipo sull'effettivo ritorno alla normalità, ma gli investitori sanno bene che le azioni possono anche scendere, non solo salire. 

Riflettori puntati sulle aziende produttrici

Nella speranza che i recenti intoppi sulla campagna di vaccinazione vengano superati con successo vale la pena, da un punto di vista dell'investitore, di puntare i riflettori proprio sulle aziende che i vaccini li producono. La lotta contro il Covid-19 è forse il più grande affare di sempre per l'industria farmaceutica. Nel 2021 le dosi di vaccino prodotte, e vendute, saranno 10 miliardi, il che vorrà dire un aumento dei ricavi per i grandi gruppi farmaceutici tra i 120 e i 150 miliardi di dollari. 

Difficile dire in che direzione andranno prevalentemente questi flussi di denaro, anche perchè ad esempio il vaccino di AstraZeneca è in vendita a 2,80 euro a dose (si tratta di un prodotto tradizionale) mentre quello di Pfizer viene venduto mediamente a 16 euro a dose (si tratta però di un prodotto tecnologicamente più avanzato). Da sole queste due case dovrebbero arrivare a quasi 5 miliardi di dosi nel 2021. 

Analisi grafica di AstraZeneca, Johnson & Johnson, Moderna e Pfizer

Graficamente i titoli di quattro dei maggiori protagonisti della partita vaccini, AstraZeneca, Johnson & Johnson, Moderna e Pfizer non sono particolarmente entusiasmanti, tutti reduci da una fase più o meno prolungata di ribasso, anche se qualche cosa nelle ultime settimane effettivamente sta cambiando. 

Per tutti e quattro i titoli si è infatti registrato un deciso rimbalzo a partire dai minimi di inizio marzo. Cerchiamo quindi di scoprire se ci possono essere delle opportunità di acquisto in questo ambito e quali sono i livelli tecnici attorno ai quali sviluppare delle strategie. 

AstraZeneca, prima resistenza a 7400

AstraZeneca ha subito un prolungato ribasso dal massimo di luglio a 10120 pence per scendere fino ad un minimo il 3 marzo a quota 6736. Il successivo rimbalzo ha portato i prezzi in vista della trend line ribassista disegnata proprio dai massimi di luglio 2020, passante come la media mobile esponenziale a 50 giorni in area 7400 pence. Oltre quei livelli verrebbe inviato un primo segnale di forza. Conferme positive verrebbero al superamento di 7550, con la possibilità in quel caso di salire verso 8050 e successivamente 8450. Solo flessioni al di sotto dei 6900 pence farebbero temere un cambiamento di rotta radicale. 

Johnson & Johnson, attendere la rottura di area 165

Il ribasso di Johnson & Johnson ha origini molto più recenti, è partito dal massimo storico del 26 gennaio a 173,65 dollari e ha portato le quotazioni verso 151,47, minimo di inizio marzo. Il successivo rimbalzo ha superato la media mobile esponenziale a 50 giorni, ora supporto a 159,60 dollari, e la linea ribassista disegnata dal top di gennaio. Per potere affermare che il rialzo di medio lungo periodo è ripreso sarà necessario attendere almeno la rottura di area 165, oltre quei livelli (con conferma poi al superamento di 173,65), target a 192 dollari circa. Segnali negativi al di sotto di area 155 dollari.

Moderna, la ripresa è stata decisa

Moderna è tracollato dopo il raggiungimento di un nuovo record l'8 febbraio a 189,26 dollari scendendo il 5 marzo (un bell'esempio di candela di tipo "hammer") a 121,12 dollari. La ripresa è stata decisa, la rottura di area 165 dovrebbe permettere un nuovo test del massimo di febbraio, poi ulteriori rialzi verso i 210 dollari. Sotto area 140 emergerebbero seri dubbi sulle prospettive di crescita per il titolo.

Pfizer, il trend di fondo resta al rialzo

Pfizer ha ritracciato con il minimo di febbraio a 33,36 dollari il 61,8% del rialzo visto tra marzo 2020 e il picco di dicembre a 43,08. Questa percentuale di Fibonacci è importante, separa infatti uno scenario correttivo da uno di inversione di trend. La tenuta del supporto di area 33 dollari ci dice quindi che il trend rialzista avviatosi a marzo 2020 è ancora attivo e che il rimbalzo delle ultime settimane potrebbe anticiparne la ripresa. Il 15 marzo i prezzi hanno superato in area 35,35 la media esponenziale a 50 giorni, inviando un primo segnale di forza, ulteriori conferme verrebbero al di sopra di area 37,50 con la possibilità in quel caso di tornare sui massimi di dicembre 2020. Solo sotto area 34,50 il quadro rialzista perderebbe di credibilità.

(Alessandro Magagnoli)