Il Pil dell'Italia nel primo trimestre del 2021 è sceso dell'1,4% su base annua, mettendo quindi a segno un deciso miglioramento rispetto al -6,6% del trimestre precedente e riuscendo a superare il consensus di Bloomberg che era fermo al -1,6%. Su base trimestrale la variazione è stata del -0,4%, un dato leggermente migliore rispetto alla media della zona euro che nel suo insieme è arretrata dello 0,6% (a fronte di un -0,8% atteso) su base trimestrale e dell'1,8% su base annua. 

Italia, Pil migliore di Germania e Spagna

La performance dell'Italia può però essere giudicata positivamente se messa a confronto con gli altri maggiori partner europei. In Germania infatti la discesa del Pil è stata dell'1,7% su base trimestrale e del 3% anno su anno, in Spagna la variazione relativa al periodo gennaio - marzo è stata del -0,5% rispetto al periodo ottobre - dicembre e del -4,3% anno su anno. Solo la Francia è riuscita a portare a casa un risultato positivo, con l'economia che è cresciuta dello 0,4% su base trimestrale e dell'1,5% rispetto ad un anno prima. In Italia vanno meglio l'industria e l'agricoltura, continuano invece a soffrire i servizi, penalizzati dalla restrizioni causate dalla pandemia. Lo dice chiaramente l'Istat "Il risultato risente, in particolare per il settore terziario, degli effetti economici delle misure adottate a contrasto dell’emergenza sanitaria". L’Istat calcola che la variazione acquisita del Pil per il 2021 è del +1,9%.

Zona euro in ritardo rispetto a Usa e Cina

Il confronto con i due altri grandi blocchi, Usa e Cina, che hanno terminato il primo trimestre con un segno più, vede la zona euro perdente, il Vecchio Continente ancora non ha imboccato la strada della ripresa, soprattutto a causa dei ritardi nella campagna di vaccinazione. E' quindi lecito ipotizzare che per quello che riguarda la zona euro si tratti appunto solo di un ritardo e non di una incapacità nell'intraprendere una strada di espansione. 

Sale l'inflazione di aprile

Una indicazione in questo senso viene dall'andamento dell'inflazione: secondo l'istituto europeo di statistica ad aprile l'inflazione nella zona euro è salita, in base alle prime stime, all'1,6% dall'1,3% di marzo. I paesi dove le pressioni al rialzo sui prezzi risultano maggiori sono la Germania, con un +2,1%, la Spagna, con un +1,9% (era il +1,3% a marzo), la Francia, con un +1,7%. Più contenuto il rialzo in Italia, limitato al +1,1% (dal +0,8% di marzo), comunque si tratta del quarto mese consecutivo di crescita. L'andamento in netta crescita dei prezzi delle materie prime, dai metalli industriali al grano, lascia pensare che anche nel prossimo futuro la tendenza dell'inflazione rimarrà al rialzo. Se da un lato l'aumento dei prezzi al consumo è un sintomo di una economia che ritorna a girare dall'altro può anche diventare un elemento di preoccupazione per i mercati finanziari, che potrebbero temere una frenata delle politiche ultra espansive mantenute negli ultimi mesi dalla banche centrali. 

Confindustria, crescita robusta nel 3° trimestre

L'analisi mensile del centro studi di Confindustria, la sua "congiuntura flash", conferma che la strada buona è stata imboccata "L'economia italiana intravede la risalita dalla crisi, in linea con l'Europa" e che "nel secondo trimestre ci sarà un piccolo segno positivo del Pil". Per aspettare un forte rimbalzo, anche grazie al PNRR, sarà tuttavia necessario attendere il terzo trimestre, grazie anche al crescere delle vaccinazioni. Secondo Confindustria restano comunque rischi al ribasso.

Per quel che riguarda il mercato del lavoro la “congiuntura flash” segnala invece che a marzo 2021 ci sono 896mila occupati in meno che a febbraio 2020. I più colpiti sono i lavoratori a tempo determinato (-9,4%) e gli autonomi (-6,6%).

Ftse Mib, la tendenza rialzista è intatta (per ora)

Come potrebbe muoversi l’indice Ftse Mib nel prossimo futuro, dopo avere archiviato il mese di aprile con un -2,06% (che ha seguito il +7,88% di marzo)? Il ribasso per il momento non ha fatto danni gravi alla tendenza rialzista in atto dai minimi di fine ottobre, i prezzi hanno testato il 21 aprile in area 23920 la media mobile esponenziale a 50 giorni (indicatore che viene utilizzato per sintetizzare la condizione del trend di medio periodo) per poi rimbalzare. La media ora transita a 24000 punti circa, la violazione di quei livelli potrebbe anticipare il test a 23890 della linea che unisce i minimi del 24 marzo e del 21 aprile, base del testa spalle ribassista in atto dal top di metà marzo. Se l'indice dovesse portarsi al di sotto anche di questo supporto ci sarebbe un rischio elevato di accelerazione del ribasso almeno fino a 22870, linea mediana del canale crescente che contiene i prezzi dai minimi di marzo 2020. Target successivo a 22152, base del gap rialzista del 3 febbraio. Solo recuperi oltre area 24550 allontanerebbero il rischio di nuovi cali prospettando il test del massimo di aprile a 24939. Sopra quei livelli resistenza a 25450, lato alto del canale rialzista citato.

(Alessandro Magagnoli)