La campagna di vaccinazioni sta procedendo bene in Italia e questo fatto alimenta speranze per una ripresa dell'economia più rapida del previsto.

Secondo Goldman Sachs il Pil dell'Italia potrebbe crescere nel 2021 del 6,1%. Il rimbalzo, per quanto esteso, non permetterebbe tuttavia di recuperare per intero i danni causati dal Covid-19 nel 2020, quando il Pil si è contratto dell'8,8% (comunque meglio delle stime del governo che vedevano un calo del 9%). Le previsioni di Goldman Sachs sono che il ritorno al di sopra dei livelli del 2019 potrebbe avvenire nel 2022, quando il Pil dell'Italia potrebbe mettere a segno un ulteriore progresso del 3,5%.

La situazione del nostro paese è aiutata anche dall'andamento dell'economia europea, a livello di Ue infatti l'ultimo trimestre del 2020 è stato, secondo gli esperti di Goldman Sachs "più resiliente di quanto avessimo pensato, grazie a una minore sensibilità nel settore dei servizi alle restrizioni di novembre e a una più forte attività industriale". 

Quarto trimestre negativo ma meno delle stime precedenti

L'area dell'euro potrebbe quindi essersi contratta nell'ultimo trimestre del 2020 solo dell'1% a fronte di una precedente attesa di un -2,2% mentre il calo per il Regno Unito dovrebbe essere limitato all'1,2%. 

Anche se il 2021 nel complesso dovrebbe registrare una robusta crescita rimane il rischio che la prima parte dell'anno si dimostri difficile, in particolare in Germania ma anche nel Regno Unito, due importanti partner commerciali dell'Italia. A causa delle difficoltà della Germania il primo trimestre potrebbe terminare con una leggera contrazione dell'area euro. Nella seconda metà dell'anno probabilmente la metà circa della popolazione dell'area euro avrà ricevuto la prima dose di vaccino e grazie a questo secondo Goldman l'attività dei servizi potrebbe ricevere un forte impulso. L'attività industriale della Ue verrà invece sostenuta dalla politica fiscale e da una forte crescita globale. L'area dell'euro dovrebbe riuscire a crescere del 5,2% nel 2021 e del 4% nel 2022. 

L'Italia vince la corsa alla vaccinazione?

Gli esperti di Goldman calcolano che a fine 2021 l'Italia potrebbe risultare vincitrice nella corsa alle vaccinazioni con un 83% di popolazione trattata, molto meglio ad esempio della Francia per la quale questa percentuale potrebbe fermarsi al 70%. 

Del resto anche il quotidiano tedesco Die Welt ha scritto recentemente che per quello che riguarda i vaccini "l'Italia sta staccando quasi tutta Europa e lascia indietro anche al Germania". Meglio dell'Italia, in termini proporzionali, per il momento fa solo la Danimarca, che ha due persone vaccinate ogni 100 abitanti contro le 1,16 dell'Italia e le 0,73 della Germania. La scelta del piano nazionale italiano che prevede di vaccinare per primo il personale sanitario si sta dimostrando vincente.

Rischio sovrano contenuto grazie alla Bce

Nella sua analisi dell’economia europea Goldman Sachs vede per l'Italia un rischio politico contenuto e quindi lo spread con il Bund non dovrebbe riservare sgradite sorprese. In ogni caso la Bce continuerà a vigilare e quindi il rischio sovrano dovrebbe rimanere basso per tutto il 2021.

Incoraggianti anche le stime di S&P Global Ratings

Incoraggianti anche le stime ipotizzate da S&P Global Ratings. Gli esperti di S&P confermano l'idea di Goldman che la prima parte dell'anno potrebbe evidenziare delle difficoltà per la crescita economica ma nel secondo semestre credono comunque ad una forte ripresa, guidata dai servizi. 

Secondo Sylvain Broyer, Chief Economist Emea di S&P Global Ratings, ci sono anche le condizioni per un forte recupero sul mercato del lavoro in tutta europa grazie al fatto che "la politica europea è coinvolta e coordinata come mai lo è stata".

Pil Italia 2021 +5,3% secondo S&P

Per quello che riguarda l'Italia S&P prevede un Pil 2021 in crescita del 5,3% e ipotizza che l'Italia possa crescere più rapidamente di altri paesi.

Outlook negativi: Italia in linea con la media europea

Renato Panichi, senior director corporate ratings, S&P Global Ratings, pensa che i ricavi delle aziende italiane torneranno livelli pre-covid nel 2022. Al momento il 42% delle aziende italiane ha un outlook negativo, un valore che è in linea con la media europea. A ottobre 2019 la situazione era invece diversa, gli outlook negativi erano il 33% per l'Italia e il 20% in Europa. Secondo Panichi la media relativa alle aziende italiane dovrebbe tornare ai livelli pre-covid nel 2022. Attenzione però, la strada verso il ritorno alla normalità non sarà uguale per tutti, il percorso sarà più veloce per le grandi aziende e per quelle più aperte ai commerci con la Cina e alla digitalizzazione. Il recupero dei ricavi per le aziende seguite da S&P dovrebbe essere più rapido di quello del Pil: 7% nel 2021 invece del 5,3% e 4% invece del 2% nel 2022.

Banche in condizioni migliori che in passato

S&P teme per le banche uno choc pesante, dovuto alle perdite su crediti erogati, ma di breve termine, con una normalizzazione dal 2022. Secondo Mirko Sanna, responsabile di S&P per le istituzioni finanziarie, la specificità del comparto bancario italiano, dove il tessuto industriale è formato da piccole e medie imprese, potrebbe comportare che l'Italia possa andare incontro a perdite su crediti di circa il doppio rispetto agli altri paesi, pari a 140 punti base in media. Si tratta comunque di un dato inferiore rispetto alle crisi del passato grazie al fatto che le banche sono entrate in questa crisi in condizioni migliori.

(Alessandro Magagnoli)