Piazza Affari: PIR, le novità del Decreto Anticipi

I PIR tornano sul tavolo della politica, con un emendamento al decreto Anticipo: ecco cosa prevede.

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A Piazza Affari si torna a parlare dei PIR, ossia dei piani individuali di risparmio, e lo spunto arrivate dalle ultime novità dal mondo politico.

PIR: ecco cosa prevede un emendamento al Decreto Anticipi

Un emendamento al decreto Anticipi consentirà ai risparmiatori di detenere più PIR, a condizione che tali piani siano costituiti presso lo stesso intermediario o impresa di assicurazione, fermi restando i limiti per la detassazione, di investimento annuale pari a 40mila euro, e complessivo di 200mila euro.

Il Ddl di conversione del decreto Anticipi è stato approvato dal Senato e, da martedì 12 dicembre, verrà esaminato dall’aula della Camera.

Il Governo ha già annunciato che porrà la fiducia con voto finale previsto per il 14 dicembre.

PIR: il commento degli analisti

Secondo gli analisti di Equita SIM, la possibilità di sottoscrivere più PIR ordinari rappresenta un passo agevole e senza costi aggiuntivi per lo Stato, con l’obiettivo di diversificare il portafoglio degli investitori e aumentare la liquidità nel mercato.

Questa opzione è la prima di quattro proposte di modifica alla legge sui Piani Individuali di Risparmio avanzate dal capogruppo della Lega in Commissione Finanze, Giulio Centemero.

PIR: le modifiche proposte

Le altre proposte di modifica prevedono una l'opzione di investire l'ammontare massimo previsto, ossia 200mila euro in 5 anni, in un'unica soluzione anziché in modo frazionato anno per anno.

Un’altra è relativa alla deducibilità fiscale di una percentuale della somma investita sia per PIR ordinari che alternativi.

La terza proposta di modifica riguarda l'estensione ai Pir ordinari e il ripristino per i Pir alternativi del credito d'imposta sulle minusvalenze.

Gli analisti di Equita SIM ricordano che i PIR ordinari hanno registrato deflussi per 2,1 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2023, con un totale di masse gestite di 16,3 miliardi di euro.

Ulteriori proposte di modifica sono state incluse anche nel recente Manifesto per lo Sviluppo dei Mercati dei Capitali in Italia.

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