Alla fine è sceso anche ieri (lunedì), l'S&P 500, totalizzando il quinto calo di seguito. Ma l'entità della discesa è marginale (-0.14%) a fronte del -2.03% marcato verso le 17 italiane. Meglio ancora ha fatto il Nasdaq 100, il quale, a fronte di un -2.74% dopo poco più di un ora di contrattazioni, ha chiuso con un +0.14%, quasi 3 punti sopra i minimi di seduta. Discorso analogo per i rendimenti USA i quali, dopo una serie di 7 salite di seguito, e un temporaneo superamento di quota 1.8% sul 10 anni, sono infine calati marginalmente. Non la parte breve della curva, col 2 anni che ha continuato la sua marcia verso l'1%, che dista ormai una decina di bps.

È difficile dire se sia stata la stabilizzazione dei rendimenti (e dei tassi reali) a favorire il rimbalzo dell'azionario, come sarebbe logico, oppure se invece siano state le furiose ricoperture sull'equity a riverberare sui bond. Di sicuro, l'ipervenduto di breve ha un bel ruolo in questo rimbalzo, come mostra l'outperformance del tech.

L'Asia stamattina ha mostrato una performance incolore. Lo "swoon" di ieri era avvenuto a mercati dell'area chiusi e quindi l'azionario dell'area non aveva alcun catch up da fare. Tokyo, ieri chiusa, ha ceduto, insieme a le "A" shares cinesi, Vietnam, Sydney e Jakarta. Invariate o marginalmente positive le "H" shares cinesi, Hong Kong, Taiwan, Seul e Mumbai.

In Cina il rischio Covid resta d'attualità, con la provincia di Henan che registra oltre l'80% dei casi nazionali che sono ancora pochissimi, il che lascia parecchio upside purtroppo. Occhio ai numeri di domani (CHINA'S TIANJIN TO START 2ND MASS COVID TESTING JAN. 12: XINHUA). Mi chiedo quale sarà il livello di attività in Cina nei primi 2 mesi dell'anno. Il sentiment resta però supportato dai toni delle autorità, che continuano a parlare di supporto al ciclo.

Nel frattempo in Giappone le attese di inflazione sono ai massimi dal 2008 (quando il petrolio andò a 140$) a dimostrazione della preoccupazione della popolazione per il costo dell'energia. Perfino lì, nella patria della deflazione.

Nuovamente sul tema del quantitative tightening, in attesa dell'udienza di Powell oggi in Senato, il membro Fed Bostic (Atlanta) ha rincarato la dose, dichiarando che marzo va bene per cominciare il rialzo dei tassi, e che la riduzione del bilancio dovrebbe cominciare poco dopo, al ritmo di 100 bln al mese. Bostic è un membro non votante nel 2022, ma è evidente che aria tira al FOMC.

  • BOSTIC SAYS MARCH "REASONABLE" FOR FIRST INCREASE; RUNOFF OF BALANCE SHEET SHOULD BEGIN "SOON AFTER
  • BOSTIC SAYS FED COULD EASILY PULL $1.5 TRILLION OF "EXCESS LIQUIDITY" FROM FINANCIAL SYSTEM, THEN WATCH MARKET REACTION FOR FURTHER BALANCE SHEET REDUCTIONS "

L'Azionario EU aveva da fare catch up col rally di Wall Street ieri sera, e così gli indici sono partiti bene. La mattinata però non ha offerto molti spunti, e l'azionario è rimasto a galleggiare in attesa della reazione di quello USA allo speech di Powell e degli altri membri FED nel pomeriggio. Stesso discorso per cambi e tassi, rimasti con gli orecchi tesi agli sforzi titanici dei membri ECB di mantenere credibilità ma senza andare dietro alla FED, nonostante le motivazioni congiunturali siano simili.

  • LANE: WAGES SHOW NO SIGN OF FAST ACCELERATING CORE INFLATION
  • LANE SEES EURO-AREA INFLATION FALLING BELOW 2% IN 2023, 2024
  • ECB'S LANE SAYS 2022 RATE HIKES ARE 'HIGHLY UNLIKELY': SOLE
  • LAGARDE SAYS ECB'S COMMITMENT TO PRICE STABILITY IS UNWAVERING
  • BUNDESBANK'S NAGEL SAYS MONETARY POLICY MUST BE `ON GUARD'
  • BUNDESBANK'S NAGEL SEES RISK OF ELEVATED INFLATION FOR LONGER

Al momento in Eurozona abbiamo un rialzo di 10 bps del depo rate prezzato per ottobre 2022. Vedremo se ne prossimi giorni la curva andrà a scontare di più.

Nel frattempo, sul fronte geopolitico, risultati interlocutori dal summit USA - Russia a Ginevra, con le parti che lasciano intendere che i colloqui continueranno e che il clima è costruttivo. Il nodo dello scontro, come ben riassunto in questo pezzo di politico.com, è che la richiesta perentoria dei Russi che a Ucraina e Georgia non sarebbe mai stato concesso di entrare nella Nato sembra essere irricevibile dagli USA, il che appare una ricetta per il fallimento dei colloqui. Ma finché continuano a parlare il mercato farà buon viso.

Alle 12 italiane è stato pubblicato l'unico dato USA di oggi, il NFIB Small business optimism di dicembre (98.9 da prec 98.5 e vs stime per 98.7). L'economista NFIB Dulkenberg ha sottolineato le difficoltà delle piccole aziende a reperire manodopera e quelle imposte dall'inflazione (“Small businesses unfortunately saw a disappointing December jobs report, with staffing issues continuing to impact their ability to be fully productive,” said NFIB Chief Economist Bill Dunkelberg. “Inflation is at the highest level since the 1980’s and is having an overwhelming impact on owners’ ability to manage their businesses.”)

Nel pomeriggio c'è stato poi lo show dei membri Fed, tutti intenti a segnalare la nuova stance proattiva. Prima Ester George (Kansas City) e poi Loretta Mester (Cleveland) hanno ampiamente riportato il nuovo consenso.

  • GEORGE: IT’S TIME TO TRANSITION POLICY TO MORE NORMAL POSTURE
  • FED’S GEORGE: BALANCE SHEET’S SIZE COULD DISTORT YIELD CURVE
  • GEORGE FAVORS RUNNING DOWN FED BALANCE SHEET EARLIER VS LATER
  • GEORGE: OMICRON AN UNCERTAINTY BUT DOESN’T ALTER STRONG PICTURE
  • MESTER: IMPORTANT WE TAKE ACTION TO BRING INFLATION DOWN
  • MESTER: WOULD LIKE TO SET A PATH FOR THE BALANCE SHEET

Infine, Powell ha colto l'occasione dell'audizione per consegnare ufficialmente la nuova stance. In sostanza "scusate, ci siamo addormentati alla guida, e ora siamo in ritardo", "pensavamo di non alzare i tassi nel 2022 e ora non sappiamo se i 3 rialzi da noi previsti basteranno" e "improvvisamente consideriamo l'inflazione elevata un rischio per l'economia".

  • POWELL: ECONOMY NO LONGER NEEDS HIGHLY ACCOMMODATIVE POLICIES
  • POWELL: LABOR MARKET IS `RECOVERING INCREDIBLY RAPIDLY'
  • POWELL: WE HAVE TO ACHIEVE PRICE STABILITY, CONFIDENT WE WILL
  • POWELL: EXPECT TO DISCUSS TAPER AGAIN AT JANUARY MEETING
  • POWELL: BAL SHEET AT $9TLN IS `FAR ABOVE WHERE IT NEEDS TO BE'
  • POWELL: BAL. SHEET RUNOFF TO BE SOONER, FASTER THAN LAST CYCLE
  • POWELL: TRYING TO GET POLICY TO NEUTRAL PLACE, PERHAPS TIGHTEN
  • POWELL: WE'RE GOING TO END ASSET PURCHASES IN MARCH
  • POWELL: WILL LIKELY ALLOW BALANCE-SHEET RUNOFF LATER IN 2022
  • POWELL: IF WE HAVE TO RAISE RATES MORE OVER TIME, WE WILL
  • FED'S POWELL: AT THE MOMENT, WE NEED TO PAY MORE ATTENTION TO INFLATION THAN TO THE MAXIMUM EMPLOYMENT GOAL.

Il mercato ha agito come spesso di recente in queste occasioni. Ormai dopo la serie di indizi filtrata negli ultimi giorni, i contenuti degli speech di oggi erano ovvii, e superati questi scogli è subentrato il sollievo. I rendimenti si sono stabilizzati sui livelli di ieri e venerdì, il Dollaro, dove si concentra il fulcro del "Fed trade" ha ritracciato pesantemente, e l'azionario USA, che aveva esordito in calo, ha ripreso il rimbalzo di ieri, con il tech ovviamente a guidare il gruppo.

A questo punto, la stance è sdoganata. Ma rimane il suo impatto fondamentale su liquidità e condizioni finanziarie, che si svilupperà nei prossimi mesi. Non credo che, coeteris paribus, basti una correzione temporanea del 5% a prezzarlo. Ovviamente bisognerà anche vedere come andranno economia e utili.

La forza di wall Street è stata ben vista dall'azionario del Vecchio Continente, che chiude recuperando il grosso delle perdite di ieri. Sempre però in rialzo i rendimenti Eurozone, messi sotto pressione anche dal hedging dell'enorme numero di emissioni di governativi e credito di quest'inizio 2022. In allargamento lo spread, in ritracciamento del tightening di ieri. Una delle teorie per quest'inversione è che gli investitori aspettavano qualche elucidazione da parte di Draghi sul suo futuro. Mah.

Dopo la chiusura Wall Street ha aggiunto ancora qualcosa al recupero. Sarà come nel recente passato, ovvero le perdite saranno recuperate in minor tempo rispetto a quello impiegato per maturarle? Vedremo. Va detto che il momentum del mercato sembra in lieve affievolimento: i nuovi massimi di gennaio per l'S&P 500 sono meno del 2% sopra quelli della prima quindicina di Novembre, mentre il Nasdaq non è riuscito a segnarli.

Nel frattempo, verso la fine ella settimana inizia l'earning season del quarto trimestre del 2021. Come è andato il consenso nelle ultime settimane? Insomma:

il monitor di Citigroup rivela una discreta discesa del ratio dei preannouncements  a gennaio, con significative discese in molti settori e un crash delle utilities.