Dopo due sedute di pausa, ieri è ripreso il rialzo degli indici USA, accompagnati da quelli europei.

SP500 (+0,42%) ha cosi potuto realizzare la quinta seduta rialzista delle ultime sei. Stessa cosa per il tecnologico Nasdaq100 (+1,04%), che ha proseguito nell’avvicinamento dei massimi storici e nel recupero di forza relativa rispetto a SP500. Eurostoxx50 (+0,53%) ha guidato al rialzo in Eurolandia quasi tutti gli indici azionari nazionali, ai quali ha fatto eccezione solo l’italiano FtseMib (-0,66%, secondo calo consecutivo). La serie di Eurostoxx50 pare addirittura più eclatante di quella di SP500, poiché conta ben 9 chiusure di seduta rialzista nelle ultime 11.

A sostenere i mercati non sono mancate le parole della FED, per bocca del suo Presidente Powell, che ha ripetuto il mantra che sembra destinato a diventare la colonna sonora del rialzo che dovrebbe occupare quel che resta della primavera e la gran parte restante di quest’anno. Lo sintetizzo:

  • l’economia USA va bene ma presenta ancora irregolarità;
  • il mercato del lavoro sta mostrando una ripresa vigorosa delle assunzioni (quasi un milione di nuove assunzioni a marzo), ma occorre vedere altre prove di robustezza;
  • la campagna vaccinale va a gonfie ma le varianti del virus non sono prive di rischi;
  • i prezzi saliranno un po’ ma questo non significa inflazione, perché poi scenderanno;
  • pertanto è ancora necessario un prolungato sostegno monetario, che la FED non farà mancare.

In queste condizioni come fanno i mercati a scendere?

Infatti non scendono e continuano un rialzo, fatto di tanti piccoli passi avanti, alternati a rari e minuscoli passettini indietro o anche soltanto fermate momentanee. 

Sono queste le caratteristiche tipiche delle onde 3, di cui ho già discusso nel commento di ieri.

Oggi aggiungiamo alle caratteristiche del movimento, che costituisce il cuore della fase ciclica rialzista, anche la noia. Perché la noia è una delle caratteristiche principali delle onde 3 in cui si esprime l’azione rialzista del mercato.

Quando vediamo gli indici salire, dopo essere già saliti, e poi li vediamo semplicemente salire ancora, questa è una tipica azione di mercato rialzista. Quando vediamo che i rialzisti non cedono di un centimetro, e le vendite riescono tutt’al più a trattenere la salita, ma non ad innescare una seria correzione, questa è un'azione tipica del mercato rialzista. E, quando vediamo che il mercato ci annoia mentre continua a macinare il suo rialzo, beh, anche questa è una tipica azione del mercato rialzista.

Ho già scritto qualche tempo fa che l’onda (3), che si sta sviluppando (allora la stavo semplicemente attendendo), avrà caratteristiche simili all’analoga onda (3) del ciclo rialzista precedente. Questa fu disegnata sull’indice più importante del mondo, l’americano SP500, a partire da novembre 2016 (vittoria elettorale di Trump) fino al settembre 2018.

In particolare il suo “cuore”, cioè l’onda 3 di (3), l’analogo di quel che si è materializzato nelle ultime settimane, iniziò a fine marzo 2017 (guarda un po’ le coincidenze di calendario…) e terminò l’ultima settimana di gennaio 2018. Furono 10 mesi di rialzo continuo e noioso. Ma intanto l’indice delle 500 principali società USA aggiunse al suo valore altri 553 punti, equivalenti a quasi il 24%.

Non è detto che quest’anno tutto si ripeta precisamente allo stesso modo. La storia non si ripete in modo esatto, ma fa la rima. Questo è quel che è successo durante l’ultima onda 3 di (3) che abbiamo visto. Come sarà disegnata questa, come cantò il compianto Lucio Battisti, lo scopriremo solo vivendo.

Ben venga un po’ di noia, allora. Chi si annoierà, starà guadagnando.