Sette settimane in compagnia dell’orso possono bastare. È quel che hanno decretato i mercati azionari la settimana appena passata, vissuta tutta in rialzo, con la sola piccola incertezza di martedì 24 maggio.

E che rialzo! Il saldo settimanale è stato positivo per tutti i principali indici azionari del mondo. Solo quelli cinesi hanno dovuto ancora soffrire un po’ per le ricadute negative dei lockdown, anche se venerdì hanno iniziato pure loro a recuperare.

Come spesso accade quando il mercato svolta con decisione al rialzo, dopo una lunga e profonda correzione, sono stati gli indici più penalizzati nelle settimane precedenti a mostrare i recuperi più clamorosi. Gli indici USA, che da settimane soffrivano più di quelli europei, hanno recuperato tutti oltre il 6%. L’Europa ha collezionato saldi compresi tra poco più del 2% (l’italiano FtseMib) ed oltre il 5% dello spagnolo Ibex, mentre Eurostoxx50 che sintetizza l’azionario di Eurolandia, ha segnato un rialzo settimanale del +4,15%.

Era un po’ di sedute che segnalavo eccessi di ribasso e divergenze di ogni genere. Perciò non possiamo certo dire che il rimbalzo ci abbia sorpreso. Ha però sorpreso chi si affida ai luoghi comuni, ed ha preso decisamente per i fondelli gran parte dei commentatori, poiché si è materializzato dai minimi di venerdì 20 maggio, poco dopo che l’indice SP500 aveva fatto urlare a tutti i sapienti che si affidano ai facili luoghi comuni da bar, che eravamo entrati nel mercato orso di lungo periodo e che ci aspettava chissà quale devastazione.

Intanto il rimbalzo, se sarà seguito da un ritorno verso i massimi dell’anno, devasterà la credibilità di questi guru che decidono le sorti del mercato in base al superamento o meno di una perdita del 20% dai massimi storici.

Quello del -20% non sarà l’unico luogo comune che quest’anno potrebbe essere devastato. Anche il famoso detto “sell in may and go away”, che esprime la stagionalità negativa per l’azionario nei 6 mesi che vanno da maggio ad ottobre, potrebbe essere smentito.

Intanto la forte correzione avvenuta nei primi 4 mesi di quest’anno ha già smentito la stagionalità favorevole del semestre novembre-aprile, tradizionalmente portatore di buoni risultati, ma questa volta no.  L’indice SP500 ha perso infatti oltre -10% da inizio novembre 2021 a fine aprile 2022.

Se i mercati proseguiranno il recupero iniziato la scorsa settimana il semestre in cui si dovrebbe scappare dall’azionario rischia di diventare quello della riscossa. Già l’indice SP500 ha recuperato i valori inziali di maggio e lo ha portato provvisoriamente in positivo. Se verrà confermata l’inversione con la tenuta dei supporti (area 4.090 di SP500), potremmo assistere alla riscossa del toro, che potrebbe ripartire verso i massimi storici e ribaltare a suon di cornate rialziste l’intera aspettativa stagionale di quest’anno.

Per non rischiare di staccare troppo i piedi dal suolo, evidenzio che il rimbalzo è stato molto forte ed il recupero decisamente veloce ed esteso. SP500 si trova ora a poca distanza dalla media mobile a 50 sedute, che passa dalle parti di quota 4.195, meno di un punto percentuale al di sopra del livello a cui domani l’indice USA principale aprirà la seduta. Domani e non oggi, poiché in USA è festa per il Memorial Day, giorno delle parate militari e di ricordo dei soldati morti nelle varie guerre che gli USA hanno combattuto in trasferta nell’ultimo secolo. Quest’anno la festa del patriottismo armato stona parecchio con il massacro compiuto in Texas qualche giorno fa, frutto della sciagurata e decisamente stupida convinzione che consentendo alla gente di possedere arsenali militari si ottenga maggior sicurezza.

La seduta europea sarà perciò “liberata” dalla necessità di guardare a Wall Street e potrebbe provare una estensione del rimbalzo per recuperare quanto fatto venerdì da Wall Street quando le borse di Eurolandia erano chiuse.

Domani tornerà il padrone americano ed occorrerà cominciare a prestare attenzione alla tenuta del supporto di 4.090 di SP500. 

Le inversioni si costruiscono non solo smontando il trend precedente, ma creandone uno opposto. La scorsa settimana sono stati violati gli ultimi due massimi relativi discendenti, ponendo fine al trend ribassista. Ma per avere un trend rialzista occorre che anche i minimi relativi smettano di essere discendenti, per diventare crescenti. Questo fatto lo sancirà solo la tenuta dei supporti, che deve ancora essere messa alla prova dalle inevitabili prese di beneficio.