A giudicare da questo 2021, in cui il titolo ha finora perso oltre il 20% del suo valore, Tesla non dovrebbe rientrare tra le raccomandazioni a Wall Street. Eppure dopo una serie di cattive notizie in arrivo negli ultimi giorni il vento sembra essere girato per l'azienda di Palo Alto. I recenti sviluppi nelle funzioni di driver-assistance lasciano ben sperare. Tesla è in testa alla gara per essere la prima casa automobilistica a offrire un vero sistema di guida autonoma. E vincere la gara comporterebbe in automatico un trionfo anche a Wall Street. Non solo. Una spinta per Tesla arriva direttamente dal presidente Usa.

Tesla buy al Nasdaq anche grazie a Biden

Tra i diversi incentivi per le auto elettriche proposti da Joe Biden da quando è entrato in carica, alcuni sono compresi nel Clean Energy for America Act, che ha superato il vaglio del Senate Finance Committee proprio mercoledì scorso. Ai 7.500 dollari già previsti per ogni vettura fino al 2026 se ne aggiungono 2.500 dollari per quelle assemblate in Usa e 2.500 per quelle prodotte da lavoratori sindacalizzati. C'è chi, è il caso di General Motors, arriva a "incassarne" 12.500 ma Tesla non si può certo lamentare di un aumento da 7.500 a 10.000 dollari. La legge deve essere approvata dal Senato Usa ma nasce sotto una buona stella avendo già ottenuto un'approvazione bipartisan dalla Commissione finanza.

Wall Street premia di più Gm e Ford

Il mercato, però, non sembra avere reagito con particolare favore alla notizia. General Motors e Ford Motor hanno guadagnato più di Tesla giovedì (e in premarket il titolo dell'azienda californiana era in moderato declino al Nasdaq), ma per entrambi i colossi dell'auto di Detroit, ricorda Barron's, c'erano anche altre notizie a guidare le performance. Un upgrade per Ford e l'annuncio per Gm del riavvio della produzione dopo gli stop delle scorse settimana dovuti alla crisi dei chip. 

Troppo poco il 41% di buy per Tesla?

Come nota Jeff Reeves di MarketWatch, non tutti amano i titoli "caldi" come Tesla, con la copertura di oltre 30 analisti. In genere su tali numeri anche i sell sono parzialmente rialzisti. In media i titoli dell'S&P 500 hanno il 56% di giudizi buy. Il che non andrebbe a favore di Tesla visto che solo il 41% delle sue raccomandazioni sono all'acquisto. Se si considera però che il target price medio di Tesla è del 16% superiore alla chiusura del titolo lo scorso 25 maggio (608,00 dollari, poi Tesla è salita a 630,85 dollari il 27 maggio) è evidente come il consensus non sia di una fuga precipitosa dall'azienda di Musk. Piuttosto come Tesla rappresenti una scommessa più di lungo periodo che di breve.

(Raffaele Rovati)