Il Consiglio dei Ministri presieduto dal premier Mario Draghi, ha approvato venerdì scorso il Decreto Legge recante la governance del PNRR (piano nazionale di ripresa e resilienza, e le prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di snellimento delle procedure.

Recovery Plan: via libera al 1° pilatro. Governance PNRR su 3 livelli

Come spiegato dagli analisti di Equita SIM, la gestione del PNRR sarà articolata su tre livelli differenti.

Uno assegna le responsabilità di indirizzo del Piano alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, con l’istituzione di una Cabina di regia e una Segreteria tecnica che supporta le sue attività,

La durata sarà temporanea, è superiore a quella del Governo e si protrae fino al completamento del PNRR entro il 31 dicembre 2026.

Un altro livello riguarda il monitoraggio e la rendicontazione, assegnati al Servizio Centrale per il PNRR, istituito presso il Ministero dell'Economia e delle Finanza.

Infine, è assegnta la realizzazione degli interventi ai singoli "soggetti attuatori", prima di tutto Ministeri, Regioni ed enti locali.

Recovery Plan: alcuni meccanismi di funzionamento

Il confronto e la circolazione delle informazioni saranno assicurati anche da un "Tavolo permanente" con parti sociali, enti territoriali e associazioni, oltre che dai rapporti semestrali al Parlamento e alla Conferenza Unificata e dalle relazioni annuali della Corte dei conti.

I poteri punteranno ad ogni modo sulla presidenza del Consiglio che potrà decidere commissariamenti in tempi strettissimi tutte le volte in cui "sia messo anche solo potenzialmente a rischio il conseguimento degli obiettivi intermedi e finali" del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

DL Semplificazioni: focus su riforme

Equita SIM evidenzia che il DL prevede inoltre molteplici riforme volte ad accelerare e snellire l’iter di attuazione delle opere, segnalando su tutte quelle per il settore delle rinnovabili, delle costruzioni e del digitale.

La SIM milanese spiega che l’approvazione entro maggio delle nuove norme in materia di governance del PNRR era una precondizione essenziale per l’erogazione della prima tranche dei fondi del Next Generation EU.

La road-map a Bruxelles prevede che si parta con la prima emissione di bond da parte della Comunità europea nelle prossime settimane, così da poter inviare agli Stati Membri le prime risorse sotto forma di un anticipo pari a circa il 13% del totale, ossia 25 miliardi di euro per l’Italia, probabilmente erogati già entro fine luglio.

Rcovry Plan: cruciale la garanzia di Draghi

Equita SIM ritiene che la garanzia Draghi sia fondamentale per rendere credibili gli impegni assunti dal Governo e realizzare le riforme e gli investimenti previsti dal PNRR ed evitare che scatti il cosiddetto "freno di emergenza".

Gli analisti ricordano che l’Italia è tra i principali beneficiari dei fondi del Next Generation EU: il solo Recovery Fund garantisce risorse per 191,5 miliardi di euro nel periodo 2021-2026, o il 9,5% del PIL.