Questa settimana abbiamo visto le prime 3 sedute di Wall Street produrre un pesante arretramento dell’indice guida azionario SP500: ben 179 punti, pari al -4,2%, dal massimo storico di 4.238, realizzato solo venerdì scorso, anche se sembra un anno fa.

Prima la notizia della deludente creazione di posti di lavoro in aprile, poi quella dell’esplosione dell’inflazione, hanno fornito più di un pretesto per scatenare una correzione di ampiezza e velocità superiori all’ultimo episodio correttivo precedente, cioè quello della seconda metà di marzo, che ripulì gli eccessi e preparò il mercato azionario al rally di aprile.

L’accelerazione ribassista che abbiamo visto tra lunedì e mercoledì sera ha prodotto l’arrivo dell’indice americano sull’importante supporto rappresentato dalla media mobile esponenziale a 50 sedute. All’interno di un trend rialzista, diverse volte in passato il test di questa media è stato in grado di porre fine alle momentanee correzioni e rianimare il toro. L’ultima volta che questo accadde è proprio il 25 marzo scorso, quando terminò l’ultima significativa correzione che abbiamo visto sull’indice principale di Wall Street.

Ieri era perciò importante vedere un rimbalzo immediato dell’indice, come prima tappa per la ripresa del percorso rialzista. 

I mercati europei sono però partiti pesantemente condizionati dall’estensione ribassista americana, avvenuta quando loro mercoledì avevano già chiuso i battenti. Inoltre le indicazioni provenienti dall’Asia non portavano buonumore, dato che mostravano solo segni negativi piuttosto significativi. Anche il contratto future su SP500, che chiude solo un quarto d’ora al giorno, tra le 22:15 e le 22:30 europee, ieri mattina aveva poca voglia di rimbalzare. Perciò l’indice che rappresenta l’Europa azionaria, Eurostoxx50, dopo un’apertura di giornata in ampio gap ribassista, ha continuato a scendere a capofitto per un’ora e mezza, arrivando alle 10:30 a segnare un minimo di seduta in perdita del -2,3%, a quota 3.858, ben al di sotto della media mobile a 50 sedute. In quel momento il future SP500 si era mangiato quasi un mese e mezzo di rialzo, tornando ai livelli del 2 aprile scorso. Ma a quel punto qualcuno deve aver pensato che il mondo non stava ancora finendo. Si sono riaffacciati i compratori, che hanno provocato un primo rimbalzo dal pesante ipervenduto che si vedeva sui grafici intraday. Il rimbalzo si è consolidato nel primo pomeriggio ed preso vigore, creando le condizioni per l’avvio della seduta di Wall Street in leggerissimo rialzo rispetto al tonfo del giorno precedente. In questo modo il grafico dell’indice SP500 ha evitato la profonda ferita del mattino europeo. Chi guarda solo il grafico dell’indice e non quello del future non si accorge infatti della profonda rottura mattutina della media a 50 sedute, ben visibile su Eurostoxx50 e sul future SP500.

Così il rimbalzo si è potuto estendere. Eurostoxx50 è riuscito addirittura ad annullare per intero il pesante ribasso del mattino, chiudendo in leggero rialzo (+0,12%), mentre SP500 nella seconda parte della sua seduta è arrivato ad un soffio dai massimi della lunga candela ribassista della seduta precedente. L’impresa di ricoprire in un solo giorno il tonfo del precedente era forse una richiesta un po’ eccessiva. Pertanto la mezz’ora finale ha visto qualche vendita, che ha fatto arretrare l’indice americano a quota 4.112, che rappresenta comunque un rimbalzo abbastanza ampio (+1,22%).

Un po’ più fiacco è stato anche ieri il Nasdaq100, che ha limitato il rimbalzo a +0,83%, ma molto buono è stato invece quello del Russell2000 (+1,82%).

La seduta di ieri ci ha dato quindi un’importante indicazione: ancora una volta il test della media mobile a 50 sedute ha convinto i compratori a venire allo scoperto ed ha prodotto il rimbalzo. Il supporto ha tenuto.

A questo punto lo scenario diventa abbastanza chiaro. Occorre fin da subito che gli indici azionari oggi lo proseguano, per trasformarlo in inversione. Perché ciò avvenga il livello di resistenza da oltrepassare per SP500 è il massimo di martedì scorso, cioè 4.162. Il suo superamento permetterebbe di tentare la chiusura del gap ribassista apertosi, appunto martedì, dopo la pessima notizia dell’inflazione americana in fase di decollo, e porterebbe molti, che nei giorni scorsi hanno venduto precipitosamente, a rientrare sul mercato per non essere tagliati fuori dalla ripartenza.

Stiamo a vedere. Dalla prova che il mercato americano riuscirà a dare oggi dipende il volto della candela settimanale e dipendono le sorti della seconda metà del mese di maggio.